Psychiatric Circus

Genoa Palermo 3 a 4, anticipo di Psyhiatric Circus, spettacolo in programma sotto la Lanterna dopo Natale. Non si può dire che le risate dei Tifosi rossoblu siano state di puro terrore considerato l’andazzo della partita. Genoa Palermo è stato infatti un evento psicotico senza fachiri e contorsionisti ma con tanti pazienti acrobati alla ricerca del male in campo e del difetto fuori.

Notiziario: serata fredda ma accettabile sugli 8° gradi senza vento. Presenti Preziosi, la componente femminile, Zarbano, Milanetto. Giocatori parecchie volte con il deretano per terra. Che tacchetti utilizzano? Colpa del campo? Nella Nord un ricordo di Becattini, minuto di silenzio per “Palla di gomma”. Lenzuolo per Marco Rossi: “nel mondo del Dio denaro, M. Rossi vero Capitano “. Nei distinti “Ciao Renato, Ciao Renata”. Spettatori paganti oltre gli abbonati 962 di cui 41 tifosi del Palermo.

Per commentare Genoa Palermo basterebbe ascoltare o leggere le parole di Preziosi in altra parte del sito e voltare subito pagina.

Come ha detto il Joker deve esistere un castigo, una vendetta nella storia spicciola del Vecchio Balordo. Ogni volta che il Genoa deve fare il salto di qualità per un motivo o per un altro di ferma. Contro il Palermo è ancora più grave e i quattro cannoli siciliani saranno difficili da digerire. Non solo nello stomaco, perché sul 3 a 1 tutti speravano di averla fatta franca.

Tutte le colpe della sconfitta, come le altre prestazioni non positive su quelle di Veloso, andranno sulle spalle di Ntcham ma chi si riguarderà la gara, sulle due reti su palloni inattivi (di cui uno in fuorigioco) lui non c’entra. D’accordo: la transizione sbagliata della sconfitta al 92’ è stata del coloured sul risultato di 3 a 3, ma gli altri alla ricerca della vittoria dove erano nel contropiede siciliano 4 contro due. Perché Edenilson non ha fatto fallo?

La sconfitta brucia perché Il Genoa ha approcciato alla gara subito con pressione e aggressione andando in vantaggio dopo quattro minuti e continuando per altri venti sprecando almeno quattro palloni gol da spingere alle spalle del portiere rosanero presidiato da una difesa a cinque imbarazzante, infilata da destra e da sinistra. Dopo il 30’ del primo tempo il Grifo ha lasciato alzare il baricentro agli uomini di Corini senza correre però nessun pericolo; anzi, negli spazi ha creato altre occasioni propizie per arrotondare il risultato e come sempre è stato punito al primo errore propiziato da alcuni rimpalli difensivi ed è arrivato il gol di Quaison. Pareggio all’intervallo.

Nel secondo tempo, un Genoa sempre pimpante riprende il pallino del gioco, si porta sul 3 a 1 dopo di che il patatrac con il festival degli orrori. I calciatori rossoblu non si possono accusare di riflessi spenti, insofferenza, fiato corto o intelligenza svanita, eppure i siciliani con l’entrata di Diamanti, nulla di particolare, autore di una punizione dalla trequarti e un calcio d’angolo raggiungono il pareggio.

Non fosse più forte il dispetto, vi sarebbe di che mettersi a piangere. Tutto è più cocente quanto più ingenue erano state le speranze vedendo la gara dei 20.000 dentro il Tempio.

Al termine della partita con tanti “se” e tanti “ma” le analisi tra gli addetti e tra i tifosi sono state velenose nei confronti di Ntcham e il cambio di Juric dopo l’infortunio di Veloso. A posteriori è facile. Se Juric avesse preso quattro sberle con altri cambi,  esempio Pandev in campo o Rigoni a centrocampo, quali sarebbero state le confutazioni?

Juric ha capito accorgendosene subito che il centrocampo faceva fatica  e a inizio del secondo tempo sul 1 a 1 ha messo Rigoni nel cuore del gioco, spostato Ninkovic a destra e Ntcham sul centro destra.

Finita Genoa -Palermo in molti si sono messi a discutere Veloso. Qualcuno ha capito quale è l’utilità del portoghese nel gioco di una squadra. Veloso in campo come tutti i metronomi sa dare il tempo alle giocate positive velocizzandole con passaggi in profondità o tagli in diagonale ma soprattutto è in grado di rallentarlo con un vantaggio cospicuo, per di più tra le mura amiche.

Cofie, bravo e non si discute, però farlo cantare e portare la croce era impensabile, soprattutto perché si tratta di un calciatore che tanti allenatori rossoblu aspettavano il 30 agosto degli ultimi anni per liberarsene, così come parecchi tifosi.

Ntcham è la delusione della serata. I piedi ci sono, le gambe e il fisico anche: basta vedere le giocate negli allenamenti. Il cervello, può darsi per altri motivi, non appare collegato alle estremità visti i suoi errori impossibili.

Genoani, il Grifone non è tornato all’anno zero. Non facciamo brulicare sul cadaverone della sconfitta le nostre e vostre nostalgie, non facciamo soffiare il nostro livore.

È giusto incazzarsi per aver perso l’imbattibilità casalinga contro il modesto Palermo. Simili lezioni con Juric conteranno qualcosa e le metterà a frutto non solo il tecnico ma anche la società con il calciomercato alle porte dove più che le uscite conteranno le entrate.

Una postilla finale per Simeone: più gioca e più diventa difficile rinunciarvi, non solo per i gol realizzati. Giocatore ideale per tutti gli allenatori.  Vuole imparare e crescere: basta ascoltare e leggere le sue interviste. Bomber del futuro moderno con scuola primaria già svolta dalle lezioni del padre. Oltre far gol è funzionale nel recupero del pallone alto, funzione speciale nel gioco moderno

La partita con il Torino di giovedì sera non arriva a pennello. Troppi conti bisognerà fare con l’infermeria specialmente nel cuore del gioco con Pairetto, che non porta bene ai colori genoani, subito pronto ad ammonire Rigoni in diffida per un fallo discutibile.

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