La Storia del Vecchio Balordo #1: dalla scelta dei colori sociali al lavoro del dottor Spensley

Si apre oggi, il giorno di Natale, la nostra rubrica sulla nascita del Genoa e la sua storia. Centenaria e gloriosa, la “Storia del Genoa” accompagnerà tutti i lettori di Buon Calcio a Tutti attraverso un percorso a puntate ricco di aneddoti consegnati all’incorruttibilità della storia.

Cominceremo oggi dall’età dei pionieri, a fine Ottocento, cercando di mettere a fuoco i primi anni di Genoa Cricket and Football Club. Li troveremo descritti all’interno del nostro fidato compagno di viaggio, il libro “Ciao Genoa. Cent’anni di storia rossoblu” scritto da Edilio Pesce, Giorgio Bregante ed Edoardo Bozano.

I genovesi non riusciamo a immaginarli subito conquistati dall’avvenimento sia perché prudenti, cauti e quasi sospettosi per natura (ghe saia quarcosa sutta..) sia perché effettivamente furono lasciati nell’anticamera […]

” […] Fu proprio Spensley ad aprire le porte del “Genoa” ai giovanissimi italiani, che ardevano dal desiderio di giocare al football: essi accorsero, formarono una squadra tutta italiana e vinsero il campionato di seconda categoria nel 1904

Ferraris morì sportivamente con le armi in pugno, e la direzione del Genoa volle dedicare il suo nome al Campo Sportivo di Marassi. Anche Spensley, il nostro Maestro, non fu da meno