Ponti…sull’avversario: Cagliari – Genoa

Buongiorno a tutti i tifosi rossoblu. E’ iniziato ieri – e continua oggi con il Genoa – il girone di ritorno con i rossoblu che affrontano in trasferta il Cagliari, squadra neopromossa allenata da Massimo Rastelli, tecnico a mio avviso che prende la sufficienza e nulla più.

Le 2 squadre sono appaiate in classifica anche se il Cagliari è la squadra italiana ad aver subito più reti. In porta ha appena sostituito l’esperto Storari con il brasiliano Gabriel, portiere più giovane ma inesperto nel contesto di un campionato duro come la Serie A e discutibile sulle uscite aeree.

Rastelli schiererà probabilmente i 4 difensori in linea: Isla, Ceppitelli, Capuano (che sostituisce lo squalificato Bruno Alves) e Pisacane, ex primavera Genoa. A mio modo di vedere si parla di una retroguardia perforabile, soprattutto se affrontata nell’uno contro uno: non ci sono infatti quasi mai coperture preventive e anche nel gioco aereo i sardi possono soffrire l’assenza del portoghese Alves. Sui corner e sulle palle inattive a sfavore marcano ad uomo e non sono sempre irreprensibili.

Passando invece alla fase offensiva, vengono a saltare nell’aerea avversaria Ceppitelli e Capuano, quest’ultimo dotato di buon tempismo. Difficilmente escono dalla propria area con la palla al piede e quando lo fanno si appoggiano principalmente su Isla, cileno dalla buonissima tecnica.

Il primo dei tre centrocampisti è l’ex blucerchiato Dessena, il quale l’anno scorso ha subito un gravissimo infortunio: parliamo di un giocatore non eccelso tecnicamente ma di grande carattere e buona corsa, molto temibile negli inserimenti. Di Gennaro è il playmaker della squadra, tutto mancino, pericoloso sulle punizioni, malgrado non sia dotato di gran passo. Infine abbiamo Barella, giovane del vivaio con buona corsa e discreta tecnica.

Nella zona della trequarti agisce Farias, il giocatore per me più pericoloso e più difficile da neutralizzare: ottimo tecnicamente, bravissimo nel dribbling e anche rapido. In altre parole, il classico giocatore che tutti i difensori preferiscono evitare.

Le 2 punte dovrebbero essere Sau e Borriello. Il primo, anch’egli molto rapido e bravo nel dribbling, il secondo un conosciutissimo ex, molto bravo nel difendere la palla, far salire la squadra e farsi valere nel gioco aereo. Come primi rincalzi ci sono Salamon, difensore centrale; Tachtsidis, centrocampista dalla buona tecnica ma lento, e il brasiliano Joao Pedro, altro giocatore pericoloso per la fantasia nelle giocate.

Non trattandosi di una squadra forte fisicamente, a parte qualche eccezione, sui corner o sulle palle inattive laterali cerca quasi sempre il gioco a due o qualche gioco alternativo. Dal limite dell’area è senza dubbio molto pericoloso il sinistro di Di Gennaro.

La zona del campo dove si sviluppa maggiormente il gioco dei rossoblu è quella centrale dal momento che si appoggiano sovente su Di Gennaro, Borriello e Sau. La fase difensiva è sicuramente il tallone d’Achille e il cambio del portiere, voluto principalmente dalla tifoseria, non si sa quanto possa aver giovato.

Come sempre forza Grifone!

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.