Ponti…sull’avversario: Fiorentina-Genoa 

Purtroppo per noi genoani, anche quella passata non è stata una domenica felice per il pareggio interno col Crotone. Alla terza di ritorno, il Genoa si appresta ad affrontare la Fiorentina, squadra molto ostica soprattutto tra le mura amiche.

Come gioca la Viola?

Come abbiamo visto nel recente recupero di campionato, lo schema utilizzato dalla Fiorentina è il 3-4-2-1. Il tecnico della squadra è il portoghese Paulo Sousa, molto apprezzato dagli addetti ai lavori ma discusso dalla tifoseria viola per il suo passato juventino. La Fiorentina predilige l’uscita palla al piede e agisce prevalentemente nella zona centrale. I viola non disdegnano i lanci per i giocatori di fascia: in questo caso è Chiesa il giocatore che viene maggiormente sollecitato.

La difesa?

In porta gioca di solito Tatarusanu, domani assente e dunque sostituito da Sportiello. I tre centrali sono Tomovic, Sanchez, e Astori, buoni giocatori, soprattutto il terzo. Tomovic ha buona corsa e forza fisica, Sanchez è un centrocampista adattato molto bene al ruolo e Astori è un difensore sportivamente cattivo, abile nel gioco aereo e dotato di un buon sinistro: alcune volte abusa degli interventi in scivolata e questo può essere un problema, soprattutto in area di rigore. Per nostra fortuna non sarà della partita Gonzalo Rodriguez, pericolosissimo quando va a saltare nell’area avversaria sui corner e palle da fermo.

Il centrocampo?

I quattro centrocampisti sono Chiesa, Vecino, Badelj e Olivera. Chiesa è giovane, nonché figlio d’arte: un esterno con un’ottima corsa, abile negli inserimenti palla al piede e senza. Vecino, classico giocatore che unisce tanta quantità a una discreta qualità, è invece il primo dei due centrali di centrocampo. L’altro è Badelj, vero metronomo della squadra e uomo cardine della manovra viola. L’esterno di sinistra è poi Olivera: possiede un ottima resistenza, anche se non è molto rapido e non è attento in fase difensiva.

L’attacco?

I tre giocatori avanzati sono i due trequartisti, Bernardeschi e Borja Valero, e la punta centrale, Kalinic. Bernardeschi, astro nascente del calcio italiano, giocatore di fantasia con dolcissimo piede sinistro, è pericoloso sulle punizioni dai 16/20 metri. Borja Valero è il vero regista della fase avanzata, molto intelligente e bravo tecnicamente. Infine abbiamo Kalinic, il “delantero” per eccellenza, attaccante che ama la profondità e lotta su ogni pallone: in fase di non possesso, con lui e col suo pressing inizia la fase difensiva della squadra.

Come si comportano sulle palle inattive a favore?

Sui corner e le punizioni laterali salgono due dei tre difensori. Hanno ottimi tiratori dal limite dell’area e sono pericolosi sulle punizioni.

I giocatori chiave, nel bene e nel male?

Gli elementi più importanti sono Borja Valero e Badelj, mentre i giocatori che possono andare in difficoltà sono Tomovic e Olivera.

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Mario Ponti

Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.