Statisticamente: Pescara-Genoa tra i ricordi di una nebbia datata marzo ’93

A meno di 24 ore da Pescara-Genoa siamo voluti andare a fondo sulla partita con qualche statistica particolare. Partiamo anzitutto dall’avversaria del Genoa e lo facciamo andando un po’ indietro nel tempo, precisamente alla stagione 2012/2013. Il Pescara è appena tornato in Serie A, nel giugno 2012, ma non riesce ad assicurarsi mai posizioni di classifica tranquille per evitare l’immediata retrocessione: il vero momento di svolta sembrerebbe essere la 24esima giornata di quella stagione.

In quel periodo gli abruzzesi sono terzultimi con 21 punti, il Genoa quartultimo con un solo punto di vantaggio. Sarà bene ricordare questo dato dei 21 punti perché di lì in poi, nelle successive 14 giornate, la formazione adriatica conquisterà soltanto un punto chiudendo la stagione a 22, all’ultimo posto in classifica con 27 reti fatte e 84 subite.

Oggi la situazione del Pescara non è molto diversa, anche se i biancazzurri hanno addirittura 12 punti in meno rispetto alla loro ultima stagione disputata in Serie A. Una serie di fattori negativi che coincidono hanno portato Oddo e la sua squadra a questa situazione di classifica, e neppure Juric ha mancato di sottolinearlo questa mattina. Alcuni dati su tutti risultano emblematici: peggior difesa del campionato con 55 reti subite e ultima difesa del campionato sia in casa (27) che in trasferta (28); squadra ad aver subito più reti su calcio piazzato (19), corrispondenti al 33% del gol totali, e squadra fanalino di coda del campionato ad avere meno punti in tutta Europa, tenuto conto degli altri maggiori campionati europei (compresi Eredivisie e Liga portoghese).

È dunque un Pescara in grande crisi quello che accoglierà il Genoa, e per prima cosa Zeman dovrà provare a mantenere inviolata la propria porta, perforata da 19 partite consecutive. Difficile trovare in tutto questo discorso un dato che lasci trapelare ottimismo in casa biancazzurra: da segnalare comunque i precedenti tra le due squadre. Il Genoa infatti non vince all’Adriatico dal marzo 1993 quando finì 1-2 per i rossoblu. Fu partita avvolta dalla nebbia e neppure troppo avara di emozioni.

Passando al Genoa, sarà interessante – ma non lo faremo qui non volendoci sbilanciare –  provare a vedere come si schiererà la formazione rossoblu con la difesa a quattro annunciata in conferenza questa mattina dallo stesso Juric. Al di là del modulo di gioco, il Vecchio Balordo dovrà provare a rilanciarsi senza paura dopo i due KO consecutivi con Sassuolo e Napoli.

Malgrado infortuni e sconfitte, il tecnico rossoblu ha sottolineato che il gioco e l’intesa tra i reparti stanno ritornando al livello da lui ricercato e in qualche modo, pur attendendo una risposta sul campo, i numeri si sono stabilizzati diventando passibili di miglioramenti. Il Genoa rimane sempre al 16esimo posto in classifica con gli stessi punti che aveva l’anno scorso, ovvero sia 25. La situazione di classifica non rende merito al lavoro svolto sin qui ma è, numeri alla mano, meno incalzante di quella dell’anno passato quando il Genoa aveva solo sei punti di vantaggio sul Carpi terzultimo in classifica. Punti che adesso sono invece undici.

A voler andare oltre la classifica e la striscia negativa di risultati (solo due punti negli ultimi due mesi), il Genoa come si presenta realmente all’Adriatico? I numeri come già detto tendono a restare pressoché immutati. La difesa ha subito sino ad oggi 35 reti (1,4 a partita), tuttavia non si assesta tra le peggiori retroguardie del campionato essendo la 13esima e tenendosi dietro Torino, Bologna, Sassuolo, Crotone, Palermo, Cagliari e Pescara. L’attacco rimane a sua volta nel limbo, in un campionato che sta facendo risplendere la stella di Simeone: il 40% delle marcature rossoblu lontano dal Ferraris, che sono dieci in totale, porta la sua firma.

Giusto concludere con un dato da non mettere necessariamente nel dimenticatoio. Lo si è in parte scritto già nell’editoriale di questa (clicca qui per leggerlo): il Genoa dovrà essere bravo a far circolare il pallone velocemente in fase di possesso mettendo poi pressione all’avversario per recuperare la sfera nel minor tempo possibile. In questo senso, la formazione di Juric è 40esima in Europa per possesso palla a partita con una media del 50,4%; considerando solo il dato relativo alle trasferte, i rossoblu diventano la 32esima con il 51,1%.

Riguardo invece ai passaggi intercettati, il Genoa di Juric è la quinta formazione della Serie con 15,4 palloni recuperati nell’arco dei 90 minuti, dato che in trasferta si migliora lievemente raggiungendo la cifra di 15,6. Il dato si può vedere nell’immagine in alto a sinistra.