Santo catenaccio e la vena di un campione

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Genoa Bologna 1 a 1. Il Santo catenaccio e la vena di un campione. Santo catenaccio di Mandorlini con una difesa schierata a 5 e la vena di un campione, Ntcham, che ha zittito non solo il Bologna ma anche il Tempio dimezzato al 48’ del secondo tempo. In tutto questo, il debutto in Serie A di Leonardo Morosini.

Notiziario: bel pomeriggio genovese quasi primaverile, 17 gradi ad inizio partita. Terreno in buone condizioni dall’esterno ma non tastato bene dai calciatori rossoblu. Dopo aver fatto mezz’ora di riscaldamento sbagliare i tacchetti e scivolare ben 14 volte nel primo tempo dovrà farli riflettere in futuro. Solo Zarbano in Tribuna d’onore con Perin e Ninkovic.

Ruotolo in tribuna. Spettatori paganti 747, di cui 247 nella gabbia del Bologna. Mancanti dentro il Ferraris più 10.000 (circa) spettatori considerato che i tornelli (compresi biglietti omaggio, quelli degli sponsor, addetti ai lavori) hanno segnalato all’intervallo 8623 timbrature. La Var presente al Ferraris nella persona del designatore Messina. Jack Savoretti con quelli del calcio. Rocchi in campo, i figli con i parenti in Tribuna.

Nessun striscione di club ma solo 2 mini lenzuoli. “Il vuoto della Nord è con il tuo progetto”. Nei distinti: “Preziosi non si vince dicendo bugie”. Silenzio stampa dei giocatori del Genoa.

Non è stata una domenica qualunque. Una domenica da Grifoni giocata in campo e fuori dalla Nord. 500 persone davanti ai tornelli della Nord dove capeggiava uno striscione “Vergognatevi”. Nessun ostracismo a chi voleva entrare nella Nord recintata nel cuore e senza spettatori. Cori e canti per tutta la durata della gara, più fuori che dentro. Salti di gioia al gol di Ntcham nella partita giocata dentro e fuori ma tutti pronti a spostarsi all’uscita dei distinti senza la rete liberatoria.

Sul terreno di gioco due squadre alla ricerca del risultato, del gioco, in preda alla paura ma sollevate dopo il pareggio raggiunto dalla Samp al 90’ a Palermo. Donadoni ha mandato in campo il 4-3-3 di domenica scorsa contro l’Inter cambiando totalmente il centrocampo, il cui unico superstite risultava Dzemaili. L’intenzione di fare gioco solamente con il possesso pallone veniva affondata dal 5-3-2 di Mandorlini.

Mai visto il Genoa con il baricentro così basso, neanche a tempi di Ballardini, con due linee compatte davanti all’area di rigore. Il new tecnico ha spostato Izzo a sinistra e Munoz a destra. L’intenzione è stata giusta perché lo scugnizzo, quando gioca, si dimentica di tutto quello che accade fuori dal campo: ieri aveva un compito importante, ovvero chiudere Dzemaili sulla trequarti quando andava a cercare il tiro dalla distanza.

Bologna che invece faceva un possesso a basso ritmo e Grifone sornione in attesa dei due solisti Simeone e Pinilla appostati a sfruttare l’occasione giusta, sempre propiziata nel primo tempo dal solo Lazovic, che negli spazi è stato il migliore dei grifoni. Quasi bene Simeone e Pinilla in attacco. Gran lavoro sporco del cileno, buone combinazioni di gioco, lotte con i difensori a far salire la squadra. Per entrambi sfortuna e poca cattiveria in occasione di alcune conclusioni.

Al riposo si è andati con più occasioni da gol da parte del Genoa, con un brutto gioco del Bologna e un ruvido catenaccio del Vecchio Balordo. In pochi nell’intervallo non avrebbero scommesso in un pareggio ad occhiali, utile ad entrambe le squadre. Invece al 57’ un gol su punizione di Viviani dai 19 metri con barriera di sei rossoblu beffava il colpevole Lamanna sul suo palo. D’accordo, non avrà visto partire il pallone ma lo spostamento di alcuni metri a non coprire il palo alla sua sinistra ha invitato il bolognese a levare la ragnatela all’incrocio dei pali.

Panico non solo sugli spalti dimezzati, ma anche sul terreno di gioco. Mandorlini anche in svantaggio ha continuato a difendersi basso e la sua fortuna è stata che Masina si è mangiato il raddoppio su un tap in dopo una buona parata di Lamanna, che non ha bloccato la sfera ma l’ha respinta centralmente.

Mandorlini anche sotto di un gol ha continuato con la stessa strategia. Solamente al 74’, dopo il rosso a Torosidis, ha cambiato Rigoni con Taarabt, sostituzione inaspettata per il rosso genoano. L’entrata del marocchino ha alzato il baricentro e il Genoa nella metà campo avversaria e sono cominciati i fastidi ai felsinei con reti mancate, salvataggi sulla linea e grande parata di Mirante.

La scintilla di Mandorlini in zona cesarini con il debutto di Morosini per Munoz e Ntcham per Hiljemark al 92’ in pieno recupero. 4-2-4 della disperazione con il colpo del campione. Ntcham appena entrato ha subito ciabattato un tiro al volo dai 18 metri, subito fischiato e anche offeso dal loggione degli sponsor. Meno male che ci sono, ma che regalano biglietti a persone che non pagano e mugugnano solamente neanche sotto voce. Ntcham al secondo tentativo con un gol fantastico dal vertice destro dell’area ha bucato Mirante e giustamente ha zittito tutti i suoi detrattori.

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Ntcham con i gol contro i rossoblu di Cagliari e Bologna ha portato 4 punti nella asfittica classifica del Genoa. Per fare comunque i calcoli esatti bisogna levargli i tre punti con il Palermo, perciò è in vantaggio di un punto. Un punto d’oro per cercare di ripartire tenendo a distanza il Palermo. Un punto d’oro che permetterà a Mandorlini di lavorare con un pizzico di serenità in più, anche se nell’analisi della gara contro il Bologna andrà in vetrina solamente la lite con Pandev per la sostituzione.

C’è da cambiare qualche ruota della macchina e Mandorlini, allenamento dopo allenamento, si accorgerà che la gioventù preme, vuole giocare e portare linfa nuova: Morosini, Beghetto, Biraschi ed anche Ntcham dopo il purgatorio della patente e delle vacanze natalizie allungate, vuol vedere il paradiso che madre natura gli ha messo a diposizione nei suoi piedi.

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Mandorlini se avrà seguito il campionato si ricorderà che Gasperini dopo 5 giornate di KO ad inizio stagione ha trovato la squadra giusta, con la panchina a rischio e non tanto con il modulo, lanciando tre giovani. Un passo o un punto per volta lo farà anche il tecnico di Ravenna, per di più venerdì prossimo inizierà il processo a Izzo e con la giustizia sportiva di mezzo tutto può succedere.

Alla fine, guardando il report della Lega, anche la gara con il Bologna poteva archiviarsi meglio per il Vecchio Balordo. Felsinei in vantaggio solo nel possesso pallone, superiore il Grifone nelle occasioni da gol per 12 a 4. Questo Genoa dell’ultimo quarto d’ora che ha cercato il meritato punto deve far ben sperare: per adesso si ragioni partita dopo partita con l’unico obiettivo di muovere la classifica.