Occhi al Pio: Veloso rianima il clima derby

Miguel Veloso all'inizio dei giri di campo

Un’ora di ritardo al Pio Signorini mentre sventolava un bandierone 6 metri per 4 su sfondo rosso con scritto “Zena” in blu. Iniziato l’allenamento alle 16,30. Fra i 300 spettatori in molti si domandavano del ritardo. Qualche donna addirittura si lamentava col marito di non averla portata al mare a prendere il sole. Insomma, le battute si sono sprecate.

La più bella tra gli habitué del Pio Signorini è saltata fuori quando si è saputo che i calciatori e lo staff avevano fatto una riunione tecnica con video di un’ora. Uno ha detto: “un record”, l’altro ha risposto: “avran visto la corazzata Potemkin” esclamando poi alla Fantozzi “una cagata pazzesca“.

Allenamento differenziato tra quei dieci – escluso Lamanna – che avevano giocato con Bologna ed Empoli e i compagni, tutti in palestra. Simeone e Burdisso, in compagnia degli altri otto, hanno fatto un allenamento a secco con elastici e traino di un peso facendo scatti e allunghi.

Dopo, per un’ora e mezza circa, partita 11 contro 11 con la stessa formazione che ha fatto 4 punti nelle ultime due gare contro i compagni schierati – per quanto si possa dare i numeri – con il 4-3-1-2, ovvero sia il modulo della Samp.
In evidenza tra le “riserve” Ntcham che tirava da ogni posizione finché non ha infilato Lamanna nell’angolino sinistro basso. Un po’ come gli ultimi due gol: stessa fattura.
A venti minuti dalla fine Mandorlini ha messo in atto la stessa mossa delle ultime partite con Ntcham al posto di Rigoni aggiungendo alla squadra di Cofie, Morosini e Beghetto altri due, ovvero Pinilla e Simeone. Solamente un altro gol firmato dalla “cazzimma” di Izzo, parola in voga in questi giorni a Napoli: gol dopo una percussione centrale.

La grande e bella novità di giornata: Veloso, quasi in scioltezza, ha inanellato vari giri di campo. Unici applausi sentiti ad ogni giro di campo quelli rivolti dal pubblico al giocatore portoghese.

Insomma, per avvicinarci a una stracittadina un allenamento di basso profilo non sotto l’aspetto fisico o tecnico o tattico, considerato che i calciatori non hanno risposto ai pochi applausi sul terreno di gioco andando sotto la gradinata. La concentrazione è massima: rispetto all’allenamento visto la scorsa settimana qualcosa è migliorato – e molto – nella transizione del pallone sia nel traffico dei torelli (con tre, con due e con un pallone con calciatori di differenti colori) sia durante la partita undici contro undici.