Tatticamente: il Derby

Foto d'archivio

L’obiettivo salvezza con la vittoria di Empoli è stato quasi raggiunto. La medicina giusta per far guarire il Vecchio Balordo dalla sindrome dei risultati negativi nella seconda parte di stagione, più che la tattica, è stata la testa.
Mandorlini è stato bravo a ricaricare e lavorare sulla zucca dei calciatori apparsi piuttosto scarichi e privi di motivazioni dopo la serie di errori, infortuni, vendite che hanno inficiato il buon lavoro fatto da Juric e il suo staff.

Mandorlini appena arrivato a Genova ha dimostrato di avere le palle mostrando allo spogliatoio di non aver paura di niente alla guida del Grifone, battaglia aspra in partenza per la tensione nei suoi confronti. Il 3-5-2 visto contro Bologna ed Empoli, risultati alla mano, ha portato consapevolezza in tutti i calciatori rossoblu: si può finire il campionato in crescendo.

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Il tecnico di Ravenna ha lavorato in settimana cercando di correggere gli errori del nuovo sistema, in particolare la transizione del pallone nelle due fasi di gioco risultata ancora deficitaria anche nell’ultima vittoria in terra toscana.

Particolare attenzione avrà poi dedicato alle debolezze della Samp, ad esempio quelle nei duelli aerei, quando il terzino esce e rompe la linea difensiva mentre il centrale non accorcia per permettere la densità difensiva sui cross avversari. Questo difetto doriano viene accentuato perché la mezzala qualche volta non effettua in modo regolare la diagonale difensiva per coprire la corsia laterale.

Di più saremo in grado di dirvi nel pomeriggio al termine della conferenza stampa della vigilia, prevista per le 14.30 a Villa Rostan. Come anticipato attraverso la nostra pagina Facebook (clicca qui per accedere), a partire dalla conferenza stampa di oggi vi proporremo immediatamente l’audio delle parole del tecnico rossoblu. Poi passeremo a metterle per iscritto successivamente: è un modo per fare sì che i tifosi e tutti gli interessati possano sentirsi presenti alle conferenze stampa del Genoa ascoltando quasi dal vivo le parole di Mandorlini.

Ma proseguendo sulla strada del Derby e ricollegandoci a quanto scritto poco prima di questo inciso, è certo che Mandorlini vorrà sfruttare al meglio lo spazio che si creerà tra terzino e centrale e per questo avrà bisogno di una prestazione super di Lazovic e Laxalt in fase d’inserimento. Un Genoa compatto, anche brutto come visto ad Empoli ma sempre pronto a ripartire, potrà sfruttare i difetti della difesa a zona che cura più il pallone che i calciatori. Servirà un Genoa che sfrutti gli spazi con i due attaccanti pronti a partire da dietro. Tutto potrebbe essere accentuato dal trequartista che non sempre scende sotto la linea del pallone.

Buttare all’aria da parte di Mandorlini l’idea doriana delle transizioni positive con pochi uomini dietro la linea del pallone potrebbe essere la chiave di un buon risultato. Anche la marcatura a zona sui palloni inattivi a favore sarà stata oggetto di lavoro da parte del tecnico genoano.

Altro occhio di riguardo alla corsia di destra dove viene sviluppata la maggior mole di lavoro doriana: qui Jacopo Sala, che Mandorlini conosce bene avendolo plasmato a Verona, o Bereszynski, l’ultimo arrivato che gli insidia il posto da titolare, interpretano bene in fase di spinta aiutati anche dalla sovrapposizione del trequartista.
Mai come stavolta sarà fondamentale la capacità dei grifoni di restare corti e coesi tra i reparti, con l’apporto cruciale del centrocampo nelle due fasi per non concedere la minima opportunità di far male agli avversari, pur rinunciando magari a tenere il pallino del gioco.

Se da un lato Mandorlini cercherà di sfruttare gli errori, Giampaolo con la classifica che si ritrova e la serie di risultati positivi vorrà senz’altro incrementare ancor di più il suo gioco.
Bravo Giampaolo, come già detto nel precedente editoriale sulle panchine normal (clicca qui per leggerlo), per aver proseguito il suo percorso tattico facendo coesistere le due anime blucerchiate dell’esperienza (Barretto, Quagliarella, Silvestre) e dei giovani di belle speranze (Bruno Fernandes, Linetty, Torreira). Ha avuto bisogno di tempo per ottenere risultati, e più che Ferrero deve ringraziare la saggezza calcistica di Pradè e Osti.

Adesso il gioco della Samp rispetto alle prime giornate di campionato è quasi la conseguenza delle caratteristiche dei calciatori in rosa. Sono bravi tecnicamente e Giampaolo per arrivare al gol vuole passare per vie centrali con passaggi corti e rasoterra. La manovra inizia dopo aver scambiato il pallone con i due centrali per farlo arrivare ad uno dei due centrocampisti; in quel frangente i due terzini (che saranno più Sala o il polacco che non Regini, ndr) saranno pronti ad aggirare la prima linea di pressione avversaria.

Tutto prosegue con l’innesto di Fernandes vicino a Quagliarella e Muriel pronti a dare vita a veloci triangoli per entrare nelle aree avversarie. Giampaolo è stato bravo anche a supportare la maggiore esigenza delle due punte, ovvero sia quella di voler il pallone tra i piedi. Lo ha fatto facendole giocare vicine così da essere in grado di creare buone combinazioni.

La chicca più importante della Samp e di Giampaolo in questa stagione è stata aver rigenerato Muriel, il quale con le sue iniziative in dribbling ha già scardinato difese avversarie in solitario e con il gruppo. 4-3-1-2 il modulo di Giampaolo, ultimamente con i risultati positivi non è stato raro vedere un 4-3-2-1 con uno dei due attaccanti ad abbassarsi e affiancare il trequartista per dare una mano al centrocampo, agevolando la circolazione della sfera e lasciando che fosse solamente uno ad attaccare la profondità. Più speso a sacrificarsi è stato Quagliarella per sfruttare le doti di velocità di Muriel.

I dubbi di Giampaolo nella gara di domani sera saranno se attaccare o preservare anche la difesa. Oltre al ballottaggio tra Sala e Bereszynski, che terrà banco fino all’ultimo sulla corsia di destra, a sinistra la scelta si limiterà a Regini, più portato a difendere, o Pavlovic, più portato ad attaccare e curato dal tecnico in modo particolare dopo l’anno passato al Frosinone.

L’altro dubbio resta Barreto alle prese con un colpo alle costole: il paraguaiano si è allenato poco in settimana. Operazione recupero fino all’ultimo minuto prima di entrare sul terreno di gioco, anche perché la sua esperienza può contare in un derby. Senza il paraguaiano, dentro Linetty con Torreira e Praet, 63 anni tra tutti e tre, un record per una stracittadina ma anche un rischio.

Parlare di tattica e strategie potrebbe essere anche inutile in una stracittadina, come provato in tanti altri derby dove la differenza è stata fatta da altri fattori: grinta, corsa, intensità e testa dal primo minuto di gioco. Detto questo, le probabili formazioni potrebbero essere le seguenti:

Genoa: Lamanna; Munoz, Burdisso, Izzo; Lazovic, Rigoni, Cataldi, Hiljemark, Laxalt; Pinilla, Simeone;

L’undici titolare del Genoa non dovrebbe cambiare rispetto alle gare con Bologna ed Empoli

Sampdoria: Viviano; Sala (Bereszynski ), Silvestre, Skriniar, Regini (Pavlovic); Linetty (Barreto), Torreira, Praet; Bruno Fernandes; Quagliarella, Muriel.

Arbitro sarà Orsato di Schio, direttore di gara dal 2002 dopo aver fatto l’allenatore di squadre giovanili. È internazionale dal 2010, attualmente sul podio dei direttori di gara italiani. Il più europeo il suo modo di fischiare, rado ma preciso, poco tollerante delle proteste o delle trattenute in area di rigore. 172 le gare dirette in serie A, nel tabellino 40 rigori e 50 rossi sventolati. In stagione 11 le gare dirette con 2 rigori e 2 rossi. Uno a favore del Grifone a Firenze assieme con il rosso a Bernardeschi, ultima gara diretta.

Dirige il Genoa dalla Serie C e nello score del vicentino ci sono 26 gare di cui 11 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte.

Con la Samp sono invece 14 i gettoni di presenza: 5 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte. L’ultima è la vittoria al “Ferraris” contro il Torino dicembre scorso. Solo un derby diretto: si tratta del pareggio per 1 a 1 nell’aprile del 2013 con gol di Eder e Matuzalem.

BUONCALCIODERBYATUTTI!