La giornata che fu: 1/4 dei gol a tinte nerazzurre. Nessun pari non si vedeva da quasi un anno

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Sono 34 i gol segnati nell’ultima giornata di Serie A. Una giornata che ha fotografato l’eclatante 7-1 di “San Siro” tra Inter e Atalanta, partita che coi suoi 8 gol ha prodotto quasi 1/4 delle reti totali della 28esima.

Non è comunque uno dei peggiori passivi incassati dalla formazione bergamasca in quel di Milano. La Dea aveva perso con sei gol di scarto, a Milano, già il 27 agosto 1961 (6-0, ndr) e aveva ripetuto una prestazione simile (7-2, ndr) nel 1990.

La giornata si è poi contraddistinta per l’assenza di pareggi: molti risultati di misura, ma nessun segno “X”. Sei le vittorie casalinghe (Juventus, Chievo, Napoli, Inter, Fiorentina e Lazio) e quattro quelle esterne (Sampdoria, Bologna, Roma e Udinese). Che non si registrasse nessun pareggio in dieci incontri del massimo campionato non era mai successo in questa stagione e non accadeva dalla 35° giornata dello scorso campionato, giocata a fine aprile.

In ottica salvezza, continua intanto la striscia negativa dell’Empoli dopo la sconfitta col Genoa: cinque reti subite in due partite e un gol che manca da 295′. Non se la passano meglio Sassuolo (281′) e Crotone (260′).

Il Genoa, chiamato alla sfida col Milan di “San Siro”, ha interrotto 215′ minuti di porta inviolata con la rete di Muriel ed è 11° nella speciale classifica delle ultime cinque giornate con 4 punti, malgrado non stia più riuscendo a trovare continuità di risultati. Oltretutto il derby perduto con la Sampdoria, il 18esimo della gestione Preziosi, ha portato il computo degli scontri diretti tra rossoblu e blucerchiati in una situazione di leggero vantaggio da parte dei secondi: al netto di tre pareggi (nel 2007, 2013 e 2015), la Sampdoria ha vinto infatti 8 stracittadine, il Genoa sette.

A livello di classifica cannonieri, Dzeko ha interrotto il suo digiuno dal gol segnando contro il Palermo e salendo a quota 20 gol, al secondo posto tra i migliori marcatori della Serie A. Appaiato all’attaccante bosniaco, grazie alla sua tripletta, il nerazzurro Mauro Icardi. Non vanno invece a segno né il capocannoniere Belotti, che resta il secondo più “pesante” tra i bomber del massimo campionato per percentuale di gol realizzati per la squadra (42% contro il 43% del rosanero Nestorovski), né Higuain, che è a secco da tre giornate e fermo a 19 reti assieme con Dries Mertens.