Armageddon rossoblu

Venerdì 17 (secondo venerdì 17 dell’anno 2017) potrebbe essere una specie di Armageddon per il Genoa. Meno male che non è un anno bisestile e che il prossimo venerdì 17 cadrà nel mese di novembre.

La speranza è che il linguaggio e le parole dell’odio per il Vecchio Balordo possano in qualsiasi modo essere terminate. Fanno paura le parole di Preziosi che ha voglia di gettare la spugna e quelle firmate dalla Gradinata che chiedono le sue dimissioni.

La domanda più semplice: c’è qualcuno pronto, oltre al Joker, a pagare i 12 milioni di stipendi e ingaggi ad aprile per non prendere punti di penalizzazione e iniziare un cammino non voluto, si spera, da nessuno? Venerdì 17 alimentato dalla parola “fuga”, una parola che serve a indicare un pezzo di musica, anche stonata, e il modo di sfuggire ad essa.

Domani si gioca un’altra gara importante per il Genoa, perciò parliamo anche di calcio.

Pane, amore e Fantasia per i calciatori rossoblu alle porte di Milano: pane per la fame, amore per il mestiere che fanno, fantasia per quello che cercheranno sul terreno di gioco. Tutto condito dalle 4 C che devono esserci in una partita di calcio: cuore, corsa, carattere e c..o .

Quello che i genoani non sperano, ma vogliono vedere in campo da parte dei giocatori nella sfida contro il Diavolo rossonero, indipendentemente da modulo, strategia tattica e da chi giocherà.

Alzarsi in maniera meccanica, occupare gli spazi dinamicamente coinvolgendo tutti, senza posizioni fisse. Tutti devono partecipare alla costruzione della manovra, coordinandosi con i compagni per dare tante alternative al portatore di pallone è generando così una costante superiorità alle spalle delle linee avversarie.

Il Vecchio Balordo contro il Milan incerottato, spostandosi avanti di qualche metro rispetto alle ultime prestazioni, non sbagliando la circolazione del pallone in modo equilibrato e sbagliando poco durante le fasi dalla prima costruzione alla finalizzazione, può provare a fare risultato al Meazza.

I rossoblu non avranno il controllo del pallone ma dovranno essere efficaci negli spazi in modo tal da attaccare con contropiedi veloci dopo la conquista della sfera.

Ad oggi Mandorlini è stato bravo a blindare la difesa, e se a Milano metterà in evidenza il pressing e possesso errato dei rossoneri approfittando dei buchi tra i reparti potra colpire la filosofia di gioco di Montella.

Il Vecchio Balordo deve ragionare con rabbia, intraprendenza, velocità, cercare subito un gol. Tutto può essere, specialmente se le intenzioni saranno bellicose già dentro lo spogliatoio.

È l’ora da parte di tutti i calciatori di dare una risposta alle parole del Presidente che li ha difesi da tutto e da tutti.

L’unica certezza di formazione non avendo visto neanche un allenamento è la difesa a quattro. Il dubbio è se con Izzo centrale con Munoz oppure spostato come esterno di destra con Gentiletti al rientro.

Dipenderà dalla strategia che vorrà dare il tecnico: con Izzo centrale, Edenilson terzino esterno a destra.

Se giocherà poi a tre a centrocampo, il play dovrebbe essere Cataldi con ai lati in tre a giocarsi due posti: Rigoni, Hiljemark e Nitcham. Davanti l’unico sicuro di giocare dovrebbe essere Simeone, qualche chance in più rispetto agli altri per Lazovic:

Per la formazione sarà meglio aspettare quando arriverà la comunicazione della società sul social domani sera.

Capitolo Milan. Montella da quando si è seduto sulla panchina del Milan all’ennesimo anno zero in partenza con un mercato povero (sempre in attesa dei cinesi), dalla scorsa estate è stato bravo ad impostare il suo gioco, fatto di possesso pallone, movimento e rapidi scambi rasoterra.

Un gioco in tante partite di campionato rischioso, non avendo i protagonisti all’altezza per praticarlo. Problema che la società non ha risolto neanche con la campagna invernale di rafforzamento.

Il punto debole del Milan continua ad essere la difesa considerato che latitano in parecchie occasioni i meccanismi di reparto e quando il tecnico chiede di partire da dietro viene a galla il problema della qualità.

Rispetto alle prime gare del girone di andata il Milan non è più statico nell’occupazione degli spazi con mosse preordinate e i due centrali difensivi che si allargano, altri due calciatori che si buttano negli spazi di mezzo e i giocatori offensivi che cercano le combinazioni veloci e verticali per arrivare al tiro.

Lo scollegamento tra i reparti in cui si infilavano gli avversari (si veda proprio la sconfitta con il Genoa al Ferraris) era evidente, specialmente se non si riusciva a trovare Suso alle spalle della difesa avversaria.

Il Milan ha incominciato a fare risultati quando ha iniziato a capire il gioco di Montella: non alzarsi meccanicamente sulla trequarti avversari ma occupare gli spazi dinamicamente coinvolgendo tutti i giocatori. Montella è stato sfortunato perché sul più bello ha perso Bonaventura, il vero jolly del Diavolo.

Il Milan è migliorato nella fase di non possesso cercando di controllare la partita attraverso il pallone per ridurre quello degli avversari. Tutto è riuscito quando la squadra ha difeso più aggressivamente non giocando in maniera statica e aumentando il pressing e il recupero della sfera.

I difetti del Milan appaiono e scompaiono. La coordinazione e la precisione nelle uscite quando pressano e scalano in avanti non avviene con decisione quando perdono il pallone e i movimenti del reparto difensivo vanno in difficoltà a gestire gli attacchi avversari a campo aperto. Contro il Genoa mancherà anche Romagnoli, l’ago della bilancia della fase difensiva.

Oltre l’assenza di Romagnoli, la mancanza degli innesti di Suso – colui che ha generato sempre superiorità alle spalle del centrocampo avversario – si farà sentire.

Contro l’attuale Genoa, Montella cercherà la possibilità di accentrarsi e incidere nella manovra e dovrà scegliere chi far giocare da mezzala sinistra. Potrebbe optare per Bertolacci, comunque poco incline ad allargarsi sulla sinistra, o Pasalic, più propenso ad allargarsi ed entrare in azione dall’esterno.

Probabilmente l’alternativa sarà l’ultimo arrivato Gerard Deulofeu, uno che conosce a memoria i giochi di posizione cari a Montella essendo cresciuto nella cantera del Barcellona. È calciatore in grado di creare superiorità nella trequarti avversaria. Spazio a sinistra per Ocampos, il quale ad oggi ha fatto fatica ad entrare nel gioco dell’aereoplanino?

Ad ogni modo “strano” il Campionato del Milan: quando non giocava bene faceva risultati, mentre da quando le prestazioni sono salite di livello grazie al lavoro del tecnico i risultati hanno faticato ad arrivare.

Tutto è successo perdendo dalla seconda giornata di campionato del girone di ritorno consecutivamente con Napoli, Udinese e Sampdoria (oltre con la Juve in Coppa Italia). Montella è però riuscito a raddrizzare il timone vincendo dopo dalla quinta giornata ad oggi 4 gare e pareggiandone una, prima di perdere venerdì scorso contro la Juventus con le tante polemiche che continuano ad essere all’ordine del giorno.

Formazione non da inventare ma quasi da parte di Montella viste le assenze di Bacca, Romagnoli e Sosa squalificati. Abate, Montolivo, Suso infortunati; Lapadula alle prese con problemi muscolari: l’ultimo potrebbe essere rischiato. Potrebbe invece rientrare Locatelli a centrocampo.

Anche la probabile formazione rossonera la lasciamo allo speaker del Meazza.

Russo di Nola il direttore di gara tra Milan e Genoa.40 anni 139 gare in serie A. 45 rigori fischiati e 27 rossi sventolati. In stagione 13 le gare 4 vittorie casalinghe, 2 pareggi 7 vittorie esterne, 3 rigori e o zero rossi.

Mai arbitrato il Milan durante questo campionato, il Genoa il 5 febbraio scorso sconfitta casalinga contro il Sassuolo, nessuna segnalazione da moviola sulla sua direzione.

In carriera 11 le gare con i rossoneri 6 vittorie 1 pareggio 4 sconfitte, 14 con i rossi blu 6 vittorie, 2 pareggi 6 sconfitte.

1 assistente Barbirati di Ferrara, 2° Peretti di Verona, 4° Paganessi di Bergamo, 5° Irrati di Pistoia, 6° Sacchi di Macerata.

Diffidati Milan: Ocampos, Pasalic. Diffidati Genoa: Cofie, Laxalt, Pinilla, Orban.