Ponti…sull’avversario: Milan-Genoa

Il Genoa, dopo la scellerata e brutta prestazione nel derby, con inevitabile sconfitta, si appresta ad affrontare un Milan che presenta molte defezioni nel suo undici titolare. La situazione del Genoa è parecchio imbarazzante e se dopo le due partite precedenti la squadra aveva dato qualche segnale di ripresa, il derby ha invece affossato gruppo e ambiente: ora si prospettano giornate molto difficili. La tifoseria è in fermento e contesta aspramente società e squadra.

Invece è il momento di stare vicino ai giocatori e ai tecnici, poi a salvezza ottenuta ognuno farà le sue valutazioni. Occorre anche ricordare che in tempi non lontani, in Gradinata Nord, campeggiavano anche striscioni contro Gasperini, invitato ad andarsene. Senz’altro molte scelte sono state sbagliate e anche alcune dichiarazioni da parte del presidente sono state audaci ed ingannevoli, ma bisogna rammentare che un conto è vedere la Juventus e un altro il Trapani, mi scusino i tifosi siciliani. Noi tifosi genoani sono dieci anni che vediamo la squadra bianconera. Passiamo comunque all’immediato futuro: Milan-Genoa.

Come gioca il Milan?

Il Milan giocherà con il solito 4-3-3 di mister Montella, che dopo aver vissuto un’annata altalenante e brutta con la Sampdoria è approdato alla corte di Berlusconi. Montella, allenatore giovane con metodologie all’avanguardia, vuole che la propria squadra cerchi sempre il possesso palla e vuole che i suoi esterni bassi partecipino al gioco e siano propositivi in fase offensiva.

La difesa?

In porta Donnarumma, il vero fenomeno di questo campionato: con i suoi 18 anni ha sbalordito tutti per tranquillità e sicurezza. Ha un fisico imponente, ma è agile e reattivo tra i pali, bravo nelle uscite e migliora di gara in gara con il pallone tra i piedi: un vero “crack”. La linea dei quattro sarà oggi formata da De Sciglio, Zapata, Paletta e Vangioni. De Sciglio, protagonista di prestazioni altalenanti, possiede un’ottima corsa, però difficilmente raggiunge il fondo campo e i suoi cross sono spesso approssimativi. La coppia centrale, Paletta e Zapata, non è quella titolare e può soffrire di difficoltà negli automatismi. Paletta è un giocatore non molto veloce, ma bravo nello scegliere la posizione: resta però il più espulso della serie A. Zapata, esperto, è capace di partite d’alto valore, ma anche di errori grossolani e marchiani: la concentrazione è il suo tallone d’Achille. Vangioni, ex River Plate, oggetto misterioso sino a poche settimane fa, si è fatto invece trovare pronto quando chiamato in causa. Ha piedi buoni e discreti corsa, non ama difendere.

Il centrocampo?

I tre giocatori di mezzo sono Kucka, Bertolucci e Pasalic. I primi due, ex rossoblu, li conosciamo bene. Kucka, fisicamente fortissimo e apprezzabile sul piano tecnico, nel gioco aereo ha pochi rivali ed è molto pericoloso negli inserimenti e nei tiri da lunga gittata. Bertolacci ha piedi educatissimi e anche se non è dotato di gran fisico, non si fa pregare quando tira aria di battaglia. Anch’egli è in possesso di ottimo tiro. Infine Pasalic, giovane di scuola Chelsea, con ottime qualità tecniche e di buone prospettive. Al suo posto però potrebbe essere schierato Mati Fernandez, per natura trequartista. Con Mati il 4-3-3 del Milan potrebbe evolvere in 4-2-3-1 nella fase offensiva: Deulofeu, lo stesso Mati e Ocampos dietro Lapadula.

L’attacco?

Complice la squalifica di Bacca, stasera il trio offensivo milanista sarà formato da Deulofeu, Lapadula e Ocampos. Deulofeu e Ocampos sono gli ultimi arrivati in casa rossonera. Il primo si è subito inserito negli schemi montelliani, con la sua velocità e il suo dribbling è presto diventato un titolare inamovibile, Ocampos, sino a poche settimane fa giocatore rossoblu, non ha ancora espresso le sue enormi potenzialità: parliamo di un giocatore che per me somiglia molto a Centuriòn del Boca. Infine Lapadula, punta centrale, lo scorso anno capocannoniere della serie cadetta: in estate sembrava vicinissimo a vestire la maglia del Genoa, poi per stranissimi giochi di mercato e di procuratori è finito al Milan. Lapadula fa dell’area di rigore il suo territorio di caccia: è letale nei 16 metri, con lui vietato distrarsi.

Come si sviluppa la manovra del Milan?

Il Milan fraseggia nella zona centrale. Poi sfrutta molto la fascia destra, dove ci sono De Sciglio e Deulofeu, anche se quest’ultimo, ex Everton, ha caratteristiche diverse da Suso, adesso infortunato, visto che preferisce sempre l’uno contro uno anziché aspettare la sovrapposizione.

Come si comportano i rossoneri sulle palle inattive?

Su quelle a sfavore difendono a zona e sono molto agevolati dalla capacità di Donnarumma nelle uscite. Sui corner a favore Paletta e Zapata salgono a saltare. E va guardato con attenzione Kucka, in possesso di ottimo stacco, mentre Lapadula, da predatore, va sempre sul secondo palo.

In conclusione?

Partita molto difficile, sia per la qualità della squadra avversaria sia per il brutto momento dei rossoblu. Non mancheranno concentrazione ed applicazione. I genoani vorrebbero vedere una squadra coraggiosa, senza il timore di giocare, come ha detto Perin pochi giorni fa. Perdere ci sta, non provare a vincere no. “Vamos, Genoa!”.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.