L’inchiesta sul momento del Genoa #3: Mario Sconcerti – AUDIO

Mario Sconcerti, commentatore delle pagine sportive del Corriere della Sera ed ospite fisso alle trasmissioni Rai dal 2016 (Immagine tratta da Internet)

Parola al giornalista e scrittore Mario Sconcerti, direttore del Secolo XIX dal 1992 al 1995. In passato, Sconcerti ha avuto la possibilità di conoscere da vicino la città di Genova e il modo di vivere il calcio fra le mura rossoblu, motivo per cui abbiamo deciso di intervistarlo nell’ambito della nostra “inchiesta” sul momento negativo del Grifone.

In una sorta di terzo tempo, queste le risposte del giornalista, scrittore e commentatore sportivo alle nostre domande:

Cosa è successo secondo lei al Genoa da dicembre fino ad oggi?

“Innanzitutto c’è stato un mercato che ha portato via giocatori importanti, a partire da RincònLa seconda cosa è che il Genoa aveva cominciato molto forte, mi piaceva la squadra di inizio stagione sospinta dai gol di Simeone, oggi invece segna molto poco e si è fermato da quasi metà campionato. Sono 13 le gare senza reti: cioè praticamente in una partita su due non segna. La colpa di questo non può essere solo di Simeone e Pinilla, è evidente come ci sia un limite di organizzazione di gioco, problema aggravato dalla necessità di dover rifare il centrocampo: sono rimasti Lazovic e Laxalt ma sono saltate le due mezze ali, che con Mandorlini spesso sono peraltro diventate due mediani come Cofie e Ntcham, giocatori molto più difensivi”.

Dunque, come salvare questo finale di campionato?

“Credo che un finale dignitoso possa arrivare se il Genoa ritroverà l’intensità mantenuta fino a dicembre; per metà campionato ci sono stati lunghi momenti in cui venire al Ferraris era un grande problema e quel tipo di carattere non scompare vendendo un giocatore o due, si tratta proprio di una forma mentale. Se il Genoa ritroverà quel tipo di concentrazione e voglia di affermare se stessi da parte dei giocatori si potrebbe finire non solo con dignità ma anche cominciando qualcosa di diverso. Se tutti accettano invece, come sembra, questo stato di cose, allora miglioramenti non ce ne saranno”.

Conosce senza dubbio meglio di noi Andrea Mandorlini, sulla panchina del Vecchio Balordo da ormai quasi due mesi. Ritiene si tratti della persona giusta per risollevare le sorti del Genoa? Atalanta in casa e la trasferta di Udine saranno gare decisive?

“Ci sono 9 partite alla fine, per cui penso che Mandorlini le farà tutte ed in base al tipo di rapporto che avrà instaurato con la squadra chi deve fare le scelte nel Genoa deciderà se sia il caso tenerlo o meno. Mandorlini è un buon allenatore, a volte un ottimo allenatore se centra l’ambiente. Non sono in discussione i risultati di Mandorlini, sono in discussione molto di più le qualità del Genoa, una squadra che in questo momento tende al modesto, anzi si impegna per essere modesta. Vediamo, ci deve essere anche un chiarimento da parte di Preziosi, perché è corretto dire che molto spesso – soprattutto nel dopoguerra – Il Genoa sia stato più o meno questo, però si lavora anche per cercare di migliorare e di cambiare. Bisognerà vedere quali siano le intenzioni del presidente, perché per un Genoa di questo genere Mandorlini va bene, ma per un Genoa molto o discretamente più ambizioso Mandorlini è un altro tipo di storia”.

DI SEGUITO L’AUDIO DELL’INTERVISTA A MARIO SCONCERTI: