Genoa, chiusa l’inchiesta: programmare già il futuro e ridare fiducia a tutto l’ambiente

La settimana senza Serie A si conclude, anche da parte nostra, con un resoconto di tutte le interviste svolte questa settimana tra ex calciatori e addetti ai lavori della carta stampata. L’obiettivo dell’inchiesta – così abbiamo voluto definirla – era di capire quali sensazioni aleggiassero intorno al Genoa, attualmente in un momento non troppo positivo. Metteremo però in risalto le varie opinioni, cercando quella positività che serve a un ambiente che ha necessariamente bisogno di compattarsi per terminare la stagione e cominciare a programmare la prossima.

Senza ombra di dubbio, la sensazione generale è quella di un ambiente che può cercare con sufficiente tranquillità rispetto alle inseguitrici  quell’unione di intenti e quella fiducia che sembrano mancare, utili peraltro a far pesare meno il pallone tra i piedi. Un pallone che potrebbe pesare meno tra gli scarpini dei più giovani della rosa rossoblu, da Morosini a Beghetto passando per quel Biraschi che tanto bene sta facendo in Nazionale Under 21.

Durante la settimana siamo partiti con l’ex rossoblu Tangorra, il quale ha messo in evidenza il fatto che la squadra di Mandorlini debba ritrovare fiducia e coraggio (clicca qui per leggere l’intera intervista).

I giocatori devono tirare fuori il meglio dal loro orgoglio per tirarsi fuori tutti insieme. Devono indirizzare le loro energie su questo obiettivo. Per farlo devono essere indirizzati anche dal loro allenatore“.

Si è poi proseguito con le parole di Andrea Ramazzotti, firma del Corriere dello Sport, che ha messo in evidenza come il problema possa essere nato già in estate con la scelta del nuovo allenatore per il post-Gasperini. Oltre questo dato, Ramazzotti ha voluto però togliere qualche alibi ai rossoblu:

Come uscire da questo momento? Capisco che i tifosi vogliano di più, soprattutto dopo le recenti prestazioni e la sconfitta nei due derby, ma un finale di stagione veramente difficile è quello di Crotone, Palermo e Pescara. Il Genoa potrà arrivare a 35-36 punti, ma resterà in Serie A“.

Già con le parole di Mario Sconcerti, noto giornalista e volto televisivo attualmente alla Rai, si è capito che la sensazione comune è non soltanto che questo Genoa difficilmente potrà avere difficoltà a mantenere la categoria, ma anche che l’esigenza primaria sia di ricompattare l’ambiente e pensare al futuro.

Se il Genoa ritroverà quel tipo di concentrazione e voglia di affermare se stessi da parte dei giocatori si potrebbe finire non solo con dignità ma anche cominciando qualcosa di diverso“.

A confermarlo anche Sebastiano Vernazza, firma de La Gazzetta dello Sport, quando dice che direbbe a Mandorlini di portarsi avanti a questo punto col lavoro dell’anno prossimo e provare a far giocare i ragazzi. Far giocare in pianta stabile, ad esempio, Morosini, giocatore che va assolutamente provato, e Beghetto“. A sottoscrivere questo pensiero in maniera netta anche Enrico Currò de La Repubblica, che aggiunge però un avvertimento.

Credo che preparare la prossima stagione sia una necessità. Ma al Genoa la società, con tutti i suoi difetti, la costruzione della squadra del futuro l’ha sempre saputa avviare per tempo. Il problema è piuttosto che non si arrivi dalla costruzione all’immediata distruzione“.