Come e quanto segna l’Atalanta?

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Due settimane d’assenza per la Serie A che torna alla ribalta con alcune sfide decisive per le sorti del campionato. Non soltanto il posticipo tra Napoli e Juventus, ma anche Genoa-Atalanta, crocevia importante per i rossoblu di Mandorlini, chiamati a riscattare un periodo non positivo, e per gli orobici di Gian Piero Gasperini, in piena lotta per l’Europa e per il quarto posto. A questo proposito, visto il campionato di alto profilo dell’Atalanta, ci siamo chiesti quanti gol abbia fatto e come li abbia fatti, andando ad evidenziare quali siano i punti di forza della formazione nerazzurra.

Prima di parlare di Atalanta però si tengano a mente i numeri del Genoa, che a nove giornate dal termine ha segnato 30 reti, ripartite in 27 su azione manovrata (90%) e 3 su calcio da fermo (10%), dato che la vede come la peggiore formazione della Serie A dopo Empoli e Pescara che ne hanno messe a segno il doppio (6). L’ultimo gol su calcio piazzato, dopo quelli con Juventus (calcio d’angolo dalla destra battuto da Lazovic, serie di rimpalli e autorete di Alex Sandro, ndr) e Crotone (calcio di rigore di Ocampos), è il penalty battuto da Simeone nel 3 a 3 di Firenze.

Focalizzandoci ora sul prossimo avversario del Vecchio Balordo, appunto l’Atalanta, si vedrà che ha messo a segno 46 reti in 29 giornate, con una media di 1,6 gol a partita. Peraltro, più di un terzo di queste marcature (16, ndr) sono arrivate da calcio da fermo. In questo caso, Gian Piero Gasperini ha sfruttato i centimetri e la fisicità dei suoi calciatori, da Caldara (5 gol) a Masiello (3) passando per Petagna (5) e Kessié (6), e ha portato l’Atalanta al secondo posto in Serie A per numero di reti da calcio da fermo, come testimonia anche la grafica sottostante (cliccarvi sopra per ingrandirla).

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Al netto di 16 reti su sviluppo da palla inattiva, gli orobici hanno poi segnato altri 30 gol su azione manovrata: mediamente quindi ci si avvicina, superandola, la soglia di un gol a partita, il che testimonia la facilità dei nerazzurri nell’andare in gol nell’arco dei 90 minuti. In realtà poi, andando più a fondo, ci si rende conto che l’Atalanta ha prodotto gol su azione in 17 partite su 29 (58% delle partite) e che una percentuale del genere ha contribuito fattivamente a cogliere già 17 vittorie (10 casalinghe, 7 in trasferta, ndr) raggiungendo, a nove giornate dal termine, il record di vittorie orobico nel massimo campionato che risaliva alla stagione 1949/50. Quattro sono stati invece i pareggi, otto le sconfitte.

Amarcord a parte, il vero trascinatore di questa formazione è Alejandro “Papu” Gomez, idolo dei social network e della curva nord dell’Atleti Azzurri d’Italia nonché capitano. I suoi undici gol, che rappresentano pressoché il 25% delle 46 reti messe a referto, hanno avuto un peso decisivo nell’economia della classifica nerazzurra, e se si volessero contare anche gli assist (6), la percentuale di partecipazione dell’argentino ai gol della sua squadra si avvicinerebbe al 35%. Non a caso Gomez è il solo calciatore di cui Gasperini non ha mai fatto a meno, schierandolo sempre nelle 29 partite sin qui disputate.

Il capitolo sul come abbia segnato fino a questo momento l’Atalanta si apre già dalla prima giornata di campionato. Pur con una falsa partenza (3-4 casalingo contro la Lazio con rete anche di Cataldi, ndr), che porterà vicini anche all’ipotesi di un esonero per il tecnico di Grugliasco prima della partita esterna col Crotone, la formazione orobica già nella sua prima uscita stagionale aveva in qualche modo dimostrato che la volontà sarebbe stata quella di lanciare un gran numero di giovani, spavaldi e sicuri di sé, pronti a seguire i dettami del loro allenatore e riproporre il gioco che già si era visto a Genova in tempi non sospetti.

Il primo gol su calcio da fermo arriva proprio alla prima giornata: angolo da sinistra, schema che porta a scaricare la palla al limite dell’area da dove parte uno spiovente per Petagna che controlla, allontana col fisico il marcatore e scarica un diagonale che beffa Marchetti. Un gol su “sviluppo” da calcio da fermo quindi, quasi ad avviluppare l’avversario per mandarlo fuori tempo nello scalare la linea del fuorigioco. Il secondo arriverà su una punizione sporcata ribadita in rete da Kessié proprio al “Ferraris”, alla seconda giornata di campionato (vincerà la Sampdoria per 2 a 1, ndr), e il terzo in occasione di Atalanta-Torino (2-1), sempre sulla traiettoria di un calcio d’angolo battuto da sinistra, disimpegnata maldestramente da Hart: segnerà in quel caso l’ex rossoblu Masiello. A volerli elencare tutti questi 16 gol diventerebbe una lista troppo lunga, ma basterà rifarsi alla tabella che proponiamo qui a sinistra per capire quali siano le partite nelle quali gli orobici sono effettivamente andati a segno sugli sviluppi di un calcio da fermo. L’ultima partita in ordine di tempo, come si può vedere, è la trasferta di Napoli durante la quale una doppietta di Caldara avrebbe regalato tre punti pesanti a Gian Piero Gasperini. Il primo gol arriverà proprio su corner dalla destra: spizzata di Conti in mezzo all’area e Caldara che in inserimento ribadisce in rete. Nuovamente un gol “sporco” che sfrutta dinamismo, reattività e inserimenti coi tempi giusti.

Il Genoa, come ribadito più volte in questa stagione, ha avuto difficoltà nell’arginare le palle inattive. Da qualche settimana a questa parte, a partire dalla punizione di Viviani in Genoa-Bologna, i rossoblu hanno regolato la difesa e alzato il livello di attenzione sui calci da fermo. Vero che l’Atalanta si presenta come avversaria non semplice da prevenire e proprio l’analisi dei gol realizzati da palle inattive deve rendere conto di una formazione che difficilmente va in rete direttamente sugli spioventi in area, ma che spesso si aiuta sfruttando gli inserimenti, da quelli di Conti e Kessié passando poi per le incursioni di Kurtic, vera spina nel fianco in occasione della sfida d’andata tra rossoblu e nerazzurri.

Domenica la sfida metterà in campo anche questi numeri, malgrado poi ogni partita brilli di luce propria e lasci spesso da parte statistiche e curiosità. Soprattutto al “Ferraris”. Rimane comunque il fatto che i dati degli orobici riflettono molto anche il gioco che la formazione di Gasperini propone sul terreno di gioco e non saranno dunque da sottovalutare. Il Genoa, che in settimana avrà senza dubbio studiato le peculiarità dei nerazzurri, dovrà proseguire, difensivamente parlando, sulla strada della caparbietà e dell’attenzione ai minimi dettagli rafforzando in parallelo la propria fase offensiva e sporcando i guantoni di Berisha.

Non si dimentichi infatti che l’Atalanta, esattamente come il Genoa, è la terza squadra ad aver subito più reti su calcio piazzato (14) dopo Palermo e Pescara.