Genoa, Preziosi parla in zona mista: “Non mi dimetto per senso di responsabilità” – AUDIO

Il presidente Enrico Preziosi ha parlato nuovamente in sala stampa al termine della cocente sconfitta casalinga contro l’Atalanta. Per riascoltare invece le parole rilasciate a Radio Nostalgia subito dopo la partita clicca qui.

DI SEGUITO L’AUDIO INTEGRALE CON LE PAROLE DEL PRESIDENTE PREZIOSI:

 

Questi, per punti e per iscritto, i concetti espressi dal presidente del Genoa:

  • Per Preziosi ci vorrebbe un po’ di riconoscenza, questa squadra è la stessa ad aver battuto la Juventus, senza Rincòn.
  • Non so se verrò o non verrò più, oggi sono venuto allo stadio e invito tutti quelli che mi hanno dato del “figlio di…” a portarmi qualcuno, serenamente. Se hanno qualche indicazione da darmi vengano a dirmelo, se hanno un compratore o qualcuno che prenda seriamente cura del Genoa. La società non la prende nessuno non perché è indebitata, smettiamola, gli stipendi sono regolarmente pagati.
  • Ho le scatole piene degli ultrà, persone che mi chiamano di notte per incontrarmi, un mondo dove si fa la sceneggiata e ma poi si cerca di incontrarti. Non mi faccio di certo intimorire da certe persone e non farò nomi, questi dimostrino che vogliono il bene del Genoa. Per me il tempo per incontrare certa gente non c’è mai stato e mai più ci sarà, sono loro il male del Genoa.
  • Fischiare ogni sbaglio fatto in campo, beh: questa è la genoanità? L’Atalanta è una squadra più forte di noi, ma se la genoanità è fischiare ad ogni giocata ne prendo atto. 
  • Mandorlini? Se non vedo miglioramenti, dall’atteggiamento alla determinazione, qualcosa accadrà anche ai calciatori che staranno se mai in ritiro fino alla fine della stagione, proprio per dare un senso a quei Genoani che vogliono il bene del Genoa. E invece di dire “Preziosi vaffa…” lo direi io a loro”.
  • Non ho paura e non mi faccio intimorire, da una parte mi dicono di andare via e dall’altra mi criticano se non vado allo stadio. Si tratta di una cosa anomala, sugli insulti alla famiglia poi avrei molto da dire.
  • Cosa è successo? Nessuno è in grado di fare un’analisi serena scaricando tutto addosso a Preziosi. Mandorlini non è in dubbio, ma deve dare un gioco piu convincente alla squadra. Ci sono giocatori che devono avere più chances, come Morosini o Beghetto. Pinilla e Simeone insieme non possono giocare, si è visto.
  • Smettiamola con questa storia dei debiti. Se ci sarà qualcuno pronto a comprare la società, gliela lascerò senza debiti. E smettiamola di parlare di debiti.
  • Appena finisce il campionato faremo chiarezza. E la faremo per davvero. Non con il Brenzini di turno, che è un ottimo giornalista e una brava persona. Qui in 14 anni c’è qualcuno che abbia ripianati debiti nel Genoa? Non c’è stato nessuno.
  • Io non devo pagare una lira, loro devono dimostrare e io merito rispetto. Oggi è stata una contestazione incivile e maleducata. E loro non mi fanno paura. Gli ultrà, quel tipo di ultrà, vanno cancellati dal mondo del calcio. E poi di nascosto ti chiamano per parlare. Ma il tempo di parlare è finito.
  • Quella di oggi è una ferita. Ma sapevo a cosa andavo incontro, e ho fatto anche delle foto per ricordarmene. Chi fa questa roba qui venisse da me e mi portasse un inquirente. Non posso dimettermi per una questione di responsabilità, ma se domani qualcuno vuole comprare il Genoa qui domani gli apro le porte del mio ufficio.
  • Il Genoa sta facendo investimenti, nel centro sportivo, nel settore giovanile, nel risanamento dei debiti. Metteremo una rosa da dieci milioni di euro così faremo 40 milioni di plusvalenze e saranno tutti contenti. Ma i veri genoani sanno cosa stiamo davvero facendo.
  • Non mi sono mai pentito di aver rinunciato a Gasperini. Non ho mai detto qualcosa verso i miei dipendenti: è andato con una mia retribuzione. E avevo i miei motivi che non vengo a dire ad altri.
  • Sarei stato più preoccupato se il Palermo avesse vinto. Il problema non è la retrocessione. Perché la retrocessione qui a Genova qualcuno l’ha provata, e l’anno scorso si è salvata a due giornate dalla fine. Forse quest’anno si soffre perché sono sopra di noi.
  • La retrocessione non è una vergogna, è scritta nel regolamento della nostra competizione. Vergognoso è andare a rubare o commettere atti osceni.