La cronaca della contestazione – AUDIO

Difficile anche solo provare a fare una cronaca della partita: il 5-0 dell’Atalanta parla molto più di tante altre parole. Infatti non faremo nessuna cronaca, come redazione, rimandandovi a quanto scritto dallo stadio al termine del primo tempo (clicca qui) e a fine partita (clicca qui).

Una partita, quella di questo pomeriggio, che ha offerto uno spettacolo di contestazione forse prevedibile già da inizio settimana. In qualche modo infatti la cronaca di questa partita era cominciata con i comunicati di ACG (clicca qui) e Gradinata Nord (clicca qui) ai quali aveva risposto quello presidenziale attraverso il sito ufficiale (clicca qui).

“Contestiamo chi non vuole il bene del Genoa, e chi lo considera solo come un bene economico da prosciugare!” (ACG)

“Sono mesi che non si presenta a mettere la faccia di fronte allo scempio che lei ha creato, di cui è primo responsabile insieme a suo figlio Fabrizio e al vostro inserviente Milanetto” (Gradinata Nord)

Il Presidente Preziosi avrebbe poi fatto sapere che domenica ci avrebbe messo la faccia, come chiesto dai tifosi, e che sarebbe stato presente allo stadio “Ferraris” in occasione della sfida contro l’Atalanta. Una sfida che avrebbe visto un successo rotondissimo della formazione ospite.

E la contestazione sarebbe partita già nel pre-gara, all’ingresso in campo delle squadre: striscioni rivoltati al contrario nei Distinti, rigirati del tutto nella Nord.

Foto inviata in redazione da un tifoso

Al fischio d’inizio, si sarebbe scoperto che gli striscioni recitavano: “Il Genoa non ha padroni, il Genoa è dei Genoani“. Di seguito alcune foto che documentano i due momenti della contestazione, che hanno raggiunto in una sola occasione Omar Milanetto. Oltre alle parole, intorno al decimo minuto di partita compare anche un’immagine del Presidente Preziosi con un simbolo di divieto sulla faccia:

Foto inviata in redazione da un tifoso
Foto inviata in redazione da un tifoso

Nel frattempo la Gradinata Nord intona diversi cori rivolti alla presidenza, intervallati sempre da quelli classici di sostegno alla squadra impegnata in campo. Nell’ambito della contestazione, i cori vanno dall’invito a lasciare la società a cori di natura personale (“Preziosi figlio di…“) che lo stesso presidente rossoblu, a fine partita prima, in zona mista poi, sottolineerà non aver gradito:

“Non mi vanno bene e mi fanno arrabbiare solo gli insulti personali e alla mia famiglia, su quello si potrebbe discutere” (Enrico Preziosi)

Il Genoa nel frattempo passa in svantaggio, va all’intervallo sotto di due reti e nel secondo tempo rimane in dieci e progressivamente si sfalda. Al di là della contestazione presidenziale, dopo il 3 a 0 ospite una gran parte della Gradinata Nord inferiore volta le spalle al campo continuando a intonare cori; al minuto 60′ invece, prima volta da quando Mandorlini siede sulla panchina rossoblu, parte anche un coro rivolto all’indirizzo del tecnico del Genoa (“Mandorlini figlio di…“). Nei distinti, intanto, gli striscioni vengono poco a poco rimossi ancor prima che finisca la partita.

La contestazione, di qui in avanti, passa rapidamente dall’essere indirizzata ai calciatori (“Fuori i…“, “Andate a lavorare“, “Siete solo uomini di…“) alla presidenza, e si procede così sino a fine partita, quando la Gradinata Nord rifiuta i calciatori rossoblu.

Di lì a pochi minuti vi avremmo poi riportato le parole a caldo del Presidente Preziosi, di cui di seguito riproponiamo l’audio:

 

E mentre la sala stampa attende l’arrivo di Mandorlini (il tecnico rossoblu in realtà non parlerà, ndr), il Presidente Preziosi continua il suo contraddittorio a distanza con i contestatori nella zona mista del “Ferraris”. Ribadirà di non aver apprezzato gli insulti personali (“Sono venuto allo stadio, mi sono preso i “figlio di…”, e su questo avrei molto da dire perché quello non lo sono“) e affronterà anche altri temi. Qui di seguito vi riportiamo, in chiusura, alcuni dei passaggi più significativi (allegando in fondo l’audio integrale):

Guarda caso nel calcio che conta esistono soltanto presidenti foresti. Un minimo di riconoscenza ci vorrebbe nel calcio

Questo è il mondo degli ultrà: da una parte devono fare la sceneggiata, dall’altra parte cercano un po’ di parlare con me dicendo puoi fare questo, puoi fare quello. Io faccio le cose nell’interesse della società

Fischiare ogni giocata fatta in campo, questa è la genoanità? Bene, ne prendo atto. A me questa genoanità non interessa più

“Smettiamola con questa storia dei debiti. Se ci sarà qualcuno pronto a comprare la società, gliela lascerò senza debiti”

Invece di dire “Preziosi vaffa…”, direi io a loro “andate a…” perché ve lo meritate. Io accetto tutto, ma la maleducazione e l’inciviltà mi hanno portato a rispondere a tono

“Se non vedo miglioramenti, dall’atteggiamento alla determinazione, qualcosa accadrà anche ai calciatori, che staranno in ritiro fino alla fine della stagione, proprio per dare un senso a quei Genoani che vogliono il bene del Genoa”

Sono i Genoani che devono portare rispetto al sottoscritto. Oggi la contestazione era maleducata e incivile, perché prendeva le parti di casa mia. Io non sono un figlio di p…, se mai lo sono loro. Quel tipo di ultrà va cancellato dal mondo del calcio

Ho fatto anche delle foto oggi per ricordarmi cosa sia la gratitudine

“Mandorlini non è in dubbio, ma deve dare un gioco piu convincente alla squadra. Ci sono giocatori che devono avere più chances, come Morosini o Beghetto”