“Fusse ca fusse la vorta bbona”

L’undicesima giornata di ritorno, la 30° giornata di campionato, lascia delusi molti appassionati del calcio. Napoli Juventus quasi niente: tante parole e tanto rumore per nulla.

La Juve più provinciale della stagione si porta via un punto da sotto il Vesuvio, Higuain, il “Giuda” per i tifosi partenopei, dopo il gol iniziale di Khedira non ha avuto un pallone giocabile, merito anche di un Napoli coriaceo e di una Juve chiamata prima a non far fare gol agli avversari.

Risultato sotto il Vesuvio che mette in braghe di tela Sarri e la sua compagni: la Roma si è allontanata e il secondo posto in classifica, che garantisce l’accesso diretto alla Champions, si complica non solo per l’inseguimento perché il Ciuccio è inseguito dall’Aquila biancoceleste e Atalanta per il terzo posto da Coppa con le orecchie.

La Roma ringrazia pur avendo faticato contro l’Empoli: risolve tutto Dzeko. Il campionato si infiamma solo dalla seconda posizione alla sesta. Passo da gambero del Milan che pareggia a Pescara con un Donnarumma complice inaspettato.

Chi si merita l’Europa è l’Atalanta di Gasperini. La squadra che dimostra un gioco senza soluzioni di continuità, con gli interpreti giusti al posto giusto. Ha ragione Gasperini quando dice che se non ci saranno altri fattori ad intralciare il cammino ce la si giocherà fino alla fine.

Il campionato è intanto finito per almeno 9 squadre: in fondo ci pensano il Crotone e Nicola a stimolarlo. La vittoria dei pitagorici con il Chievo è frutto della grinta e della saggezza tattica dell’ex terzino genoano. La scorsa settimana ho visto un allenamento di Nicola a Steccato di Cutro, su un campo e una struttura che non invidiano nulla al vecchio Usve di Bavari, condotto a cento all’ora. Crotone e Nicola credono di poter raggiungere l’Empoli e domenica aspettano l’Inter senza paura.

I toscani, a loro volta, avranno una ghiotta occasione in casa contro il Pescara poco disposto a mollare. Il Palermo, delle tre in fondo alla classifica, continua a perdere e sempre con le stesse modalità: andare in vantaggio e dopo farsi rimontare.

Nel lunedì di calcio, l’Inter perde l’Europa contro una Samp che non vinceva a San Siro da 11 anni. Samp con la testa sgombra, Inter con il ritorno al passato. Bravo Giampaolo a non snaturare il suo gioco rispetto a Pioli. La conferma è stata non solo dell’allenatore blucerchiato, ma anche dei protagonisti in campo: è sempre la testa a fare la differenza in certe partite e non i piedi. Buona la qualità doriana, pur orfana di Muriel. Il Genoa ringrazia il Cagliari e Borriello se non sarà una Via Crucis nei risultati.

Capitolo Genoa. Domenica ci ha pensato Preziosi ad usare il bastone. Sono finiti i tempi della carota per tutti i protagonisti in campo, compreso l’allenatore. Oggi a spaventare gli spettri dello spogliatoio e di Villa Rostan ci penserà Fabrizio. Questa volta tocca a lui gridare dentro lo spogliatoio “non mollo, non mollo, non mollo” nei confronti della squadra. A Milano assente in panchina per lavoro, con la Dea su richiesta del papà. Nelle prossime non mancherà.

Rivista la gara contro l’Atalanta, ma rivisti i gol incassati non sono da Serie A.

È finito il momento degli alibi per i calciatori. Preziosi ha fatto da parafulmine chiedendo di contestare solamente lui: richiesta accolta. Adesso da domenica dovrebbe invece finire il discorso che le colpe siano solo di Preziosi, Fabrizio, Milanetto, Donatelli, Juric e Mandorlini ed altri. Ognuno dentro lo spogliatoio si assuma le proprie responsabilità. Se sono arrivati a giocare in Serie A, i calciatori rossoblu qualche qualità l’avranno avuta.

Prego riguardare i gol incassati con il Pescara e quelli con l’Atalanta, dove i moduli e le strategie tattiche, la tecnica e la qualità contano poco. Dopo averlo fatto, Burdisso e compagni dovranno tirare le somme. Mandorlini presumibilmente cambierà formazione e tattica: dentro chi ha la testa sgombra. Accanto a Veloso vedremo tutti i giovani in rosa e la qualità di qualcuno dalla cintola in su del campo genoano?

Mandorlini: “Fusse ca fusse la vorta bbona!“. Niente è più reale del niente!