Il GPS, fondamento del calcio che non vive senza la tattica

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La corsa è il fondamento del calcio, ma tecnica e tattica sono indispensabili allo stesso livello. Tutti sono capaci di correre, ma a fare la differenza è il come ci si dispone in campo e quali giocatori si schierano sul terreno di gioco. Da anni è questo il pensiero di Jurgen Klopp, ex allenatore del Borussia Dortmund e adesso alla guida del Liverpool.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo assistito a tanti allenamenti e tutti i giocatori, da quando salgono i gradini del Pio Signorini che li portano sul terreno di gioco vengono monitorati con il GPS. Mezzo utilissimo per apportare un contributo all’analisi di un allenamento. A fine seduta di esercitazione lo staff tecnico conoscerà perfettamente e trasmetterà all’allenatore: la distanza percorsa, i movimenti in soglie di velocità, identifica le fasi di attività intensa e massimale che saranno proposte in un gara, misura le accelerazioni, le decelerazioni e i cambi di direzione eventi significati che potrebbero avvenire nell’ambito di una gara.

Addirittura alcuni anni fa lessi su un libro che il GPS poteva calcolare anche la potenza metabolica per descrivere l’intensità di una partita o delle sedute di allenamento. Tutto questo avviene dal 13 luglio in tutti gli allenamenti del Grifone.
L’allenatore a fine allenamento conosce quasi perfettamente: la distanza che può percorrere, la fatica per le azioni eseguite al sopra di una certa soglia di potenza, la percentuale di sollecitazione dei sistemi anaerobici e altri parametri ancora per ogni singolo calciatore a disposizione in rosa.

Perciò sembra veramente difficile che una volta acquisiti tutti questi dati di informazioni fruibili dallo staff tecnico alla domenica si mandi in campo giocatori “scoppiati”. Difficile pensare che qualsiasi allenatore o staff tecnico dia l’ok come ai vecchi tempi ad un calciatore non in grado di correre per 90’.
È importante specificare che il GPS può descrivere il profilo delle attività svolte da ogni singolo atleta ma è meglio specificare che lo strumento non può essere sfruttato per misurare le effettive richieste della competizione che dipendono da tanti altri fattori che tutti i genoani ormai conoscono perfettamente come arrivare secondi sulle seconde palle e sbagliare innumerevoli transizioni.

Oggi nel 1817 il Barone Karl Friederich ha presentato la prima bicicletta, chiamata draisina, invece al Pio Signorini la bicicletta sarà ultra moderna e chi non pedala potrebbe essere il principale ostacolo alla sua circolazione nel mondo del calcio in un prossimo futuro.