Daghe l’euttu

Immagine tratta dal profilo ufficiale Twitter dell'Udinese Calcio

Vecchio Balordo in Friuli: “Daghe l’euttu”. 8, la massima velocità del vecchio tram. Chi dà l’otto è qualcuno che si sta impegnando al massimo, utilizzando fondo a tutte le proprie risorse.

Per il Genoa un altro esame difficile da affrontare l’Udinese di Delneri che potrà schierare la miglior formazione avendo recuperato dagli infortuni i pezzi da novanta Friulani: Karnezis, Felipe e Thereau.

Esame difficile che si potrà superare se in settimana dopo la “manita” di Gasperini sarà stata assorbita una nuova mentalità avendo capito di dover correggere assolutamente i precedenti errori.

Mandorlini dovrà essere stato bravo a far comprendere concetti primari che ogni calciatore deve aver fatto propri da lungo tempo se è arrivato in Serie A: aggressività, andare sul portatore di pallone con una certa intensità e non sbagliare le marcature, scalature, diagonali non solo sui palloni inattivi.

Contro l’Udinese il Vecchio Balordo deve trovare equilibrio tra fase difensiva e offensiva, pressare a centrocampo.

Alla Dacia Arena deve finire l’impressione che il Grifone non sviluppi gioco offensivo e che quando lo fa sia solamente con lanci lunghi che diventano la gioia dei difensori avversari. Al Genoa serve giocare offensivo in verticale con palloni rasoterra e giocare per vincere.

Nell’attuale Serie A anche le squadre sotto il Genoa in classifica hanno una peculiarità del calcio moderno anche se non arrivano i risultati: la differenza arriva non più da quanti giocatori utilizzi in difesa, ma con quanti attacchi.

Il grifone ne ha le possibilità se giocherà come i primi 15’ contro l’Atalanta, quando non ha regalato minuti e spazi agli avversari.

Il Genoa nelle ultime apparizioni sembra un tennista che rischia quando si limita al palleggio da fondo campo, mentre prende a pallate l’avversario quando gioca a braccio sciolto.

Occhio a Kums se giocherà da play o come mezzala: attualmente è lui il gioco di Del Neri. Per chi giocherà in difesa, invece, occhio a Zapata considerato che sono andati spesso in difficoltà contro i calciatori che usano molto il fisico come è successo domenica scorsa contro Petagna.

Vecchio Balordo, contro i friulani dovrai evitare di fare il gioco dell’avversario derogare, si spera, dallo spartito originale “primo non prenderle”.  È giunto il momento di rischiare sporcandosi non solo la maglia ma anche le mani e i piedi.

La formazione del Genoa difficile da comunicare, non sappiamo se Mandorlini continuerà a dare opportunità ai senatori o a quelli che non hanno fatto una bella figura nelle ultime tre sconfitte o cambierà, la risposta al riscaldamento pre-gara. Proveremo ad indovinarla nella rubrica Occhi dal Pio di stasera alle 21 dopo al conferenza stampa di Mandorlini.

Udinese: Delneri lo conosciamo bene, continua a predicare che il suo dogma calcistico non è il 4 4 2 ma cerca di portare anche ad Udine da profeta in patria le sue filosofie: il 4 4 2 che si può fare in diversi modi.

Sulle corsie laterali piazza due interni oppure schiera due ali di ruolo, dipende da cosa gli passa la rosa. La soluzione ideale del tecnico di Aquileia resta la difesa a quattro con due centrali dotati di un buon tocco di pallone da centrocampisti aggiunti, ma tosti in interdizione. Ad Udine ha scelto il 4 3 3.

Delneri che vuole essere profeta in patria, domenica scorsa a Torino pareggiando per 2 a 2 pur essendo in vantaggio di due a zero ha messo in campo il 4 3 3. L’ultimo quarto d’ora il Toro che ha rischiato di vincere, con i friulani sulle gambe.

La strategia tattica friulana è improntata ad una squadra estremamente reattiva, che tende a chiudersi per poi puntare a ripartire in velocità. Non tenendo mai la linea difensiva estremamente bassa cercando di intasare gli spazi centrali quando vengono attaccati.

Il 4 3 3 di Del Neri copre al meglio l’ampiezza del campo e si trasforma in un 4 5 1 in fase di non possesso. Modulo che dà maggior sicurezza alla difesa.

Contro il Genoa Delneri avrà problemi a centrocampo con Jankto squalificato e Fofana rotto. Faro centrale sarà Kums o giocherà al posto dello squalificato Jankto lasciando la protezione della difesa ad Hallfredsson.

I bianconeri friulani dall’arrivo di Del Neri, 16 ottobre al posto di Iachini pur cercando tanti correttivi per non prendere gol hanno sempre subito una rete degli avversari, solamente una volta hanno pareggiato 0 a 0 con il Chievo: 38 i gol fatti in stagione e 48 subiti.

L’analisi finale non può tenere conto di due profili che costituiscono l’asse centrale e sono essenziali al gioco di Del Neri. Il belga Sven Kums playmaker, un buon piede considerate le statistiche sui passaggi riusciti e i palloni intercettati, e l’attaccante Duvan Zapata centravanti in grado di far salire la squadra con fisico e un buon senso del gol.

 

Formazione con qualche parentesi: Scuffet (Karnezis), Widmer, Danilo, Angella, Felipe (Alì Adnan), Badu, Hallfredsson, Kums, De Paul, Zapata, Thereau (Perica)

Mariani di Aprilia sarà il direttore di gara di Udinese – Genoa. 35 anni. Consulente informatico. Arbitra dall’età di 16 anni dallo scorso campionato stabilmente in Serie A. 35 gare in serie A con 15 rigori e 12 espulsi nel tabellino generale. In stagione 13 gare tra cui la sconfitta dei friulani in casa della Fiorentina e pareggio dei grifoni con il Crotone. Con l’Udinese 3 gare dirette un pareggio con il Cesena, 2 sconfitte con Torino e Fiorentina. Con il Genoa 3 gare dirette una vittoria con l’Empoli, un pareggio con il Crotone una sconfitta in casa del Torino.

Valerio Pegorin e Stefano Del Giovane, in rappresentanza dei distretti arbitrali di Latina e Albano Laziale, 1 e 2 assistente. 4° uomo Valeriani di Ravenna, Davide Massa e Daniele Martinelli, appartenenti alle sezioni arbitrali di Imperia e Roma 2, quinto e sesto addizionale.

I diffidati dell’Udinese: Perica. I diffidati del Genoa: Burdisso, Laxalt, Cofie, Orban, Pinilla