Genoa-Inter, i nerazzurri al Ferraris non vincono dal 2011. Serve un Genoa formato battaglia

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Genoa-Inter è partita che si prospetta decisiva, più per la stagione double face del Genoa che non per quella caracollante dell’Inter. All’andata i rossoblu giocarono una partita gagliarda a “San Siro”, sfondando molto spesso sull’out di destra e vanificando ottime occasioni da gol, fino a quando a sbloccarla non fu Brozovic con un bel gol al volo da fuori area. In sala stampa Juric parlò di “risultato completamente ingiusto” (clicca qui per riascoltare le parole del tecnico rossoblu ai microfoni di Radio Nostalgia).

Per altro La Repubblica questa mattina sottolinea come per il Genoa quei 7 punti conquistati in tutto il girone di ritorno, escludendo i tre fatti nel recupero con la Fiorentina che ad oggi rappresentano l’ultima vittoria casalinga rossoblu e risalgono a dicembre, rischino di diventare il record negativo di sempre nella storia del Grifone. Inutile dire che, pur di mettere nero su bianco la permanenza in Serie A, esiste la possibilità che al tifoso rossoblu oggi interessi poco questa statistica.

In realtà i numeri sono sempre molto cinici, diretti, e privarsene non sempre giova nel mondo del calcio perché aiutano ad analizzare meglio ciò che si potrebbe vedere il giorno dopo in campo. Proiettandosi dunque alla prossima partita, evidenzieremo come i rossoblu subiscano rete da 7 partite consecutive. Dal canto suo, l’Inter non riesce a mantenere inviolata la propria porta da ben nove giornate di fila e il prossimo turno dovrà fare a meno di Murillo, Ansaldi e Miranda. Al Genoa mancherà Laxalt.

I nerazzurri non vincono dal 12 marzo quando si imposero 7 a 1 sull’Atalanta. Quella era una Inter in risalita e quel successo rotondo sembrava l’apice di una rincorsa Champions League che pareva possibile. Di lì in poi invece, in due mesi di campionato, l’Inter ha fatto soltanto 2 punti in sei partite, l’Atalanta invece 12 senza più perdere una partita.

Nonostante i numeri estremamente negativi, la formazione di Pioli può aggrapparsi a una certezza chiamata Mauro Icardi, che assicura all’Inter la possibilità di andare in gol in trasferta consecutivamente da cinque turni durante i quali Icardi e compagnia hanno messo a segno 13 reti (quasi due e mezzo a partita): in questa statistica, i nerazzurri sono la quinta miglior squadra del campionato allontano attuale. Si parla comunque di un dato che testimonia da un lato la prolifica vena realizzativa dell’Inter sotto porta, dall’altro l’incapacità di difendere il risultato e subire poche reti dagli avversari.

Il campionato dell’Inter, anche se qualche speranza di qualificazione europea ancora permane visti gli otto punti di distacco dal quinto posto, può dirsi quasi definitivamente orientato a creare le basi per la prossima stagione a tinte cinesi. Non si offenderà nessuno quando diremo che l’unico obiettivo stagionale potrebbe essere rimasto quello di assicurare a Icardi la vetta della classifica marcatori, distante soltanto una rete da Belotti e Dzeko.

Il Genoa a questo punto dovrà senza dubbio tenere in conto come i nerazzurri arriveranno al “Ferraris” privi di 3/4 della difesa titolare, compreso l’ex rossoblu Ansaldi. Per una difesa che già palesa problemi, assenze così pesanti non sono certo un buon segnale: detto questo, Pioli cercherà di sopperire a queste mancanze e assicurerà compattezza alla sua squadra, getterà nella mischia Kondogbia (molto criticato a Firenze perché, assieme con Gagliardini, non aveva quasi ma fatto filtro davanti alla difesa) e proverà ad invertire la rotta dell’Inter in Liguria, dove la formazione meneghina non vince dal dicembre 2011.

Per il Genoa post-ritiro faranno molto le motivazioni, l’orgoglio, il voler dimostrare che la squadra c’è, come detto ieri anche da Perin, e che vuole salvarsi; per l’Inter invece muoverà gli animi l’ultima, disperata ricerca di un sussulto per la Champions League. Inutile quindi attendere una formazione svuotata totalmente di obiettivi: il Vecchio Balordo dovrà far valere la carta “Ferraris”.