Ponti…sull’avversario: Genoa-Torino

Dopo la sconcertante sconfitta di Palermo per il Grifone è arrivata l’ora della verità: contro il Torino bisogna conquistare i punti per la salvezza. Sarà una partita da giocare sui nervi, anche con l’orecchio ai risultati che giungeranno da Empoli e soprattutto dallo Stadium per Juventus-Crotone. Una partita delicata e difficile ma il Genoa con l’aiuto del suo popolo potrà portare a casa i punti che servono per la tanto sospirata salvezza. Il Torino scenderà in campo per fare la sua gara, il Genoa dovrà essere bravo ad interpretare il match in tutti i suoi risvolti. Il Toro è squadra tosta come il suo allenatore Mihajlovic e gioca un calcio fisico e scorbutico.

La difesa?

In porta hanno l’inglese Hart, ex portiere della nazionale dei tre leoni, fisicamente prestante, molto bravo tra i pali, ma da brividi veri nelle uscite. La squadra piemontese gioca con i quattro difensori in linea. A destra, al posto di Zappacosta, è atteso De Silvestri, ex sampdoriano, dotato di buona corsa e piedi sufficienti. La coppia centrale Rossettini e Moretti è sicuro affidamento e molto regolare. Barreca è l’esterno basso di sinistra: dopo un ottimo avvio di campionato è andato in calando, ma i suoi cross sono pericolosi. 

Il centrocampo?

La coppia mediana è formata da Baselli e Acquah, più ragionatore e geometrico il primo,  forte fisicamente ed irruento il secondo. Baselli ha un tempo d inserimento in fase offensiva importante, Acquah dispone di un ottimo tiro da fuori area con il sinistro. 

L’attacco?

I quattro giocatori offensivi sono Boyé e l’ex Iago Falque sugli esterni, Belotti punta centrale e Liajic alle sue spalle. Forte sulle gambe e con un buon dribbling, il giovane argentino Boyé difficilmente gioca senza palla, bravo com’è nell’uno contro uno. Falque, tutto mancino, gioca sulla fascia destra per sfruttare il tiro a rientrare e tatticamente è molto diligente. Belotti, il bomber della squadra, gran lottatore, abilissimo nel gioco aereo, ama essere lanciato in profondità. Il trequartista Liajic, croce e delizia della tifoseria granata, abilissimo nei calci piazzati dal limite dell area, alterna momenti di gran calcio a pause mostruose, e si deprime quando non viene chiamato in causa. 

Il Toro come sviluppa il proprio gioco?

In fase difensiva hanno un ottimo palleggio, per cui escono spesso palla al piede. Con il lancio lungo viene sovente cercato Belotti, e i centrocampisti vanno sulla seconda palla. Giocano molte sulle fasce, su cui scendono spesso i due terzini.

Le palle inattive?

In fase difensiva le affrontano prevalentemente a zona, alcune volte approntano marcature preventive. In fase offensiva i corner vengono calciati da Liajic, autentico pericolo su tutte le palle da fermo. Va guardato a vista Belotti, gran colpitore di testa. 

Concludendo?

Sarà la tipica partita da Grifo e noi grifoni tifosi faremo sicuramente la nostra parte, saremo tutti vicini alla squadra, chi allo stadio chi da casa. La Serie A non deve sfuggirci e oggi più che mai è utile ricordare lo striscione esposto dai genoani trent’anni fa allo stadio Braglia di Modena, per una sfida salvezza in Serie B: “Solo chi soffre impara ad amare, noi soffriamo, ti amiamo e con te torneremo grandi”.

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Mario Ponti
Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.