Genoa, Preziosi parla del futuro: “Ripartiremo da Juric, ma senza Fabrizio e Milanetto”

Il Genoa ha ripreso questo pomeriggio gli allenamenti e il Presidente Preziosi si è presentato al centro sportivo “Signorini” per salutare i giocatori. Ecco le sue parole, divise per punti, all’uscita dal “Pio”, con diverse novità su futuro della società (dalle ore 21 integrata con alcuni passaggi dell’intervista rilasciata a Telenord):

Su Juric:

Juric? Non c’è un problema di restare o non restare. Noi ci siamo incontrati questa mattina per fare una colazione, inseguiti non solo da giornalisti, e mi sembrava giusto che ci incontrassimo visto che domenica non sarò a Roma. Ho voluto salutare sia lui che i ragazzi. Ovviamente noi ripartiamo da lui“.

Sul calciomercato:

Il mercato della prossima stagione? Si tratterà di trovare quei nomi, quei giocatori che ci faranno rafforzare la rosa. Uomini che saranno utili e che ci faranno correre meno rischi rispetto a quest’anno“.

Sul futuro di Simeone, ad oggi, non c’è nessuna trattativa. C’è ancora un’altra partita, la Roma si gioca il secondo o terzo posto, c’è una retrocessione ancora da decidere e noi, per fortuna, ne siamo fuori. Penso che la gente adesso non sia concentrata sul calciomercato. Dalla prossima settimana ci interesseremo noi per quanto riguarda le nostre esigenze, e credo lo faranno anche le altre“.

Sul futuro di Fabrizio Preziosi e Omar Milanetto:

Fabrizio ha espresso di non voler più essere coinvolto nel Genoa, così ci metteremo tutti l’anima in pace. Stessa cosa farà Milanetto, ma non tanto per i tifosi o gli striscioni, quanto perché le cose bisogna farle con piacere. Se continueranno a lavorare insieme per segnalarci qualche giocatore importante, non lo so: ma nelle società deve esserci serenità”.

“Bisogna vederle anche con un futuro molto più largo. Noi pensiamo di essere arrivati a un punto in cui si deve pensare a un futuro senza di me e quindi, senza di me, significa anche senza mio figlio“.

Sulla vendita del Genoa:

Vendere il Genoa? Assolutamente sì. Non voglio però svendere, perché non vi è nulla da svendere. Qui tutti fanno romanzi su situazioni fallimentari o altro: ma che venissero da noi…Io non ho mai chiesto qui un centesimo a nessuno e quello che è servito lo ho sempre messo io con la mia famiglia. Non ci fa certo piacere perdere ogni anno un sacco di soldi, tuttavia faremo di tutto per mettere sempre in sicurezza il Genoa. E posso garantirlo: il Genoa è in tutta sicurezza”.

Ci tengo a precisare che quando dico che voglio vendere non vuol dire che voglio allontanarmi dal calcio, ma di essere un partner senza riflettori. Anche rimanerlo al Genoa mi farebbe piacere, ma non più in prima fila. Il calcio attrae molti riflettori e io sono stanco di queste cose qui”.

Ci sono giornalisti che pur di imbrattare la carta scrivono cazzate. Secondo qualcuno avrei dovuto vendere la società almeno dieci volte, ma se non ci sarà nessuno farò un aumento di capitale per portare avanti la società”.

Sulle cessioni di gennaio:

Tutte le squadre medio-piccole comprano e vendono giocatori quando se ne presenta l’occasione. Noi questo errore lo abbiamo fatto solo con Rincon. Ad ogni modo, dei 20 milioni che abbiamo incassato ne abbiamo spesi 17. Ma di cosa stiamo parlando?”

“Ocampos era forte in velocità, ma non ha dato un grande contributo. Lo abbiamo sostituito con Palladino che ama il Genoa e che conosce Juric. L’errore lo abbiamo fatto con Taarabt: aveva qualità, ma io non posso fare una visita psicologica sui giocatori ogni volta che li acquisto. Visto i risultati, su quest’anno campagna mi darei due. Oppure forse vorrei darmi zero”.

Sull’ultimo periodo:

Lasciare il Genoa con una retrocessione sarebbe stata una macchia che non mi sarei perdonato”.