Ponti…sull’avversario: il Benevento di Marco Baroni

Dopo avervi presentato Spal e Verona, è tempo di analizzare rapidamente la terza squadra capace di salire nel massimo campionato, neppure troppo all’infuori dei pronostici: si tratta del Benevento, che ha avuto la meglio negli spareggi playoff. Classificatosi al 5° posto in campionato, grazie a una condizione psicofisica più che convincente, ha sbaragliato la concorrenza in questa appendice finale di torneo.

Come si presenterà in Serie A la squadra giallorossa?

I giallorossi campani probabilmente avranno nuovamente in panchina Marco Baroni, anche se ancora l’ufficialità della sua permanenza tarda ad arrivare. Baroni è comunque un tecnico che da allenatore non ha mai calcato i campi di Serie A, e questo è dato da tenere in considerazione. La sua squadra ha giocato spesso con un 4-3-3, adattando alcune volte il sistema di gioco alle caratteristiche dell avversario.

Giocatori da tenere in considerazione e appuntare sul taccuino?

Di notevole spessore è stato il campionato del portiere Cragno, che gli è valso il soprannome di “Uomo Cragno”. Anche in questo caso però, come alla Spal per Meret, il giocatore risulta in prestito e bisognerà dunque fare conti con il Cagliari, proprietario del cartellino, e la cosa non sarà facile. L’estremo difensore scuola Brescia è bravo tra i pali ma principalmente coi piedi, cosa molto importante per il gioco di Baroni.

La linea a quattro difensiva si è rivelata sempre ordinata e compatta, e su tutti ha spiccato Camporese, ex Fiorentina, giocatore ritornato ad alti livelli dopo due annate sfortunate. La coppia centrale composta da lui e Lucioni ha giocato un campionato di prim’ordine, e sui corner offensivi il capitano (Lucioni, ndr) ha realizzato gol importanti. Di rilievo è stato poi il campionato dei vari Ciciretti, Falco e Viola: i primi due più estrosi e fantasiosi, piu’ regolare e continuo il terzo.

In attacco, Ceravolo si è configurato come il cannoniere della squadra ed è stato autore di un torneo ragguardevole. Importante il suo contribuito anche in fase di non possesso.

Cosa può fare la differenza in casa Benevento?

Indubbiamente l’ambiente e il calore dei tifosi del “Ciro Vigorito”, dove i tifosi hanno fatto il resto assieme al lavoro della squadra. Giocare in trasferta a Benevento non sarà cosa facile e se la rosa verra rinforzata adeguatamente il Benevento potrà provare a ripetere l’impresa sportiva che ha fatto quest’anno il Crotone.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.