La buonanotte fra chi torna, chi resta e chi deve lasciare per lottare

Foto TanoPress

“Molti in questi giorni mi hanno chiesto in che squadra avrei giocato. Ora posso dirlo: ovviamente giocherò nel mio grande Genoa. Sono felicissimo e non vedo l’ora di ricominciare, il Grifone è sempre nel mio cuore”. Queste le parole sul profilo Instagram di Raffaele Palladino che, come già scritto qualche giorno fa, è destinato a tornare agli ordini di mister Juric.

Nel frattempo Mario Ponti, un pezzo della nostra redazione, è stato in visita alla tomba di Fabrizio Gorin, che con la maglia del Vecchio Balordo ha passato 4 stagioni, dal 1978 al 1982.

Due pessime notizie provenienti da Olanda e Inghilterra hanno colorato di scuro una giornata soleggiata al Pio Signorini: se l’Ajax attende una diagnosi dopo il collasso in campo del giovanissimo Abdelhak Nouri, il portiere del Wolverhampton Carl Onora Ikeme dovrà lottare contro una forma avanzata di leucemia. Se per il primo le condizioni sono “serie ma stabili”, il secondo ha ricevuto messaggi di supporto dallo stesso club inglese, che oggi festeggiava un acquisto milionario (Ruben Neves dal Porto per 15 milioni di sterline) ma ha promesso di aiutare il portiere nigeriano e la sua famiglia “in ogni singolo passo di questa battaglia”.

“Sii forte, vincerai questa battaglia senza dubbio” scrive l’ex centrocampista dell’Aston Villa Stylian Petrov, che ha toccato con mano il dolore della stessa malattia e per dover lasciare il calcio a soli 31 anni.

GLI AFFARI DELLA SERATA – C’è anche chi sorride, che sia per un ritorno o per una nuova avventura. Ignacio Camacho lascia il Malaga per cercare fortuna in Bundesliga: c’è il Wolfsburg, squadra che ha toccato con mano il rischio della retrocessione e che vuole subito rialzare la testa. Certo, per questo i colpi di mercato possono aiutare.

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Wayne Rooney è tornato all’Everton dopo 13 anni di lontananza: arrivato questo pomeriggio al centro sportivo di Finch Farm, le firme sono attese per domani, quando lo United ufficializzerà anche il sostituto in arrivo proprio dall’Everton. Per un Lukaku che parte, c’è un figliol prodigo che torna a casa.

L’attaccante si è peraltro dimezzato lo stipendio per tornare a Goodison Park, gesto nobile che difficilmente passerà inosservato da quelle parti.

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