“Bene, figlio mio” disse il vecchio, prese un grosso ago da rammento, vi applicò un piccolo manico di ceralacca scaldata sul lume: “ed eccoti la spada per difenderti lungo la strada” da Il Pellegrinaggio di Mignoletto (Fiaba dei fratelli Grimm)

Riprendiamo oggi la rubrica giornaliera dedicata ad un nuovo acquisto per ogni squadra del campionato italiano, alla ricerca dei 20 “nuovi nostri” che vedremo sui campi di Serie A nella prossima stagione. Il titolo è ripreso da una nota rubrica inaugurata dal Guerin Sportivo. Se ieri vi abbiamo presentato Cengiz Ünder, oggi è il giorno di un tedesco con genitori italiani: Gianluca Gaudino.

Con il Bayern Monaco è stato utilizzato al posto di Xabi Alonso, quindi vertice basso di centrocampo, così come da difensore centrale a partita in corso: contro lo Stoccarda giocò 45′ fra due giganti quali Jerome Boateng e Dante, circa 20 centimetri più alti del figlio d’arte cresciuto e plasmato in casa.

Centrocampista centrale classe 1996, dal 2004 nasce ed esordisce con i bavaresi conquistandosi fiducia da niente po’ po’ di meno che Pep Guardiola. Nonostante questo, fatica ad imporsi in un centrocampo di immenso livello come quello bavarese, motivo per cui passa la stagione 2016/17 in prestito al San Gallo in Svizzera.

Carlo Ancelotti sceglie invece di lasciarlo partire a titolo definitivo per 500.000 euro, una cifra irrisoria se paragonata al valore potenziale che veniva attribuito al giocatore non più di due stagioni fa.

Nato ad Hanau, città di Rudi Völler e dei fratelli Grimm, cerca fortuna in Italia proprio come “zia Kathy”. Da Guardiola a Maran, dal prestito al San Gallo alla cessione definitiva: dall’Allianz Arena al Bentegodi, il giovane Gaudino riuscirà a consacrarsi con la maglia del Chievo?

LA PRESENTAZIONE – Come papà Maurizio, anche Gianluca Gaudino è un nazionale tedesco. Sebbene nome, cognome e genitori non lascino dubbi sulle chiare origini italiane, la sua prima intervista con la maglia del Chievo è stata registrata rigorosamente in tedesco; solamente un “ciao” finale ridà sapore d’Italia ad un calciatore le cui movenze e la cui intelligenza ricordano molto il calcio nostrano. Dunque ci sarà da lavorare, non solo sul campo.

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