Occhi al Pio: prime mosse anti-Cesena. Rientrati Zukanovic e Rigoni

Ripresa degli allenamenti al Pio Signorini alle ore 18.30, non per l’afoso caldo, bensì perché i calciatori rossoblu sono stati davanti al video della partita di domenica sera a Savona, graziati da una nuvola alla Fantozzi senza acqua. Cinque minuti di riscaldamento a secco tra paletti, cinesini; poi altri 5’ di palleggio sempre nelle condizioni precedenti di allenamento. A seguire esercizio specifico tra sagome e paletti alla ricerca di triangoli con passaggi di prima e controllo del pallone su 50 metri di campo.

Si è continuato con giochi di posizione 11 contro 11, filosofia di gioco di Juric che ha alla base la ricerca della superiorità numerica. Il gioco di posizione del Grifone non consiste nel passare il pallone orizzontalmente tanto per mantenere il possesso pallone, quanto piuttosto nel cercare e trovare superiorità numerica dietro ogni linea di pressione cercando di scovare giocatori liberi fra le linee.

Oltre all’obiettivo precedente di avere almeno un giocatore libero da pressione, i moderni giochi di posizione utilizzano anche il portiere per creare superiorità numerica 3 contro 2 in fase di costruzione contro squadre che utilizzano 2 attaccanti: ad esempio il Cesena di domenica sera. Perin e Lamanna migliorano sempre più con i piedi e una parte degli  allenamenti di Scarpi sono diretti in questa direzione .

Brivio ha continuato a fare giri di campo e ormai è quasi da maratona. Gentiletti e Gakpè hanno lavorato con il Professor Barbero, per Pellegri rientro con cautela. Assenti Spolli (in permesso) e Biraschi, non visto in campo. Tutti gli altri presenti – eccetto Fiamozzi partito per Bari alla corte del suo mentore Sogliano Junior. Rientrati in gruppo Zukanovic e Rigoni.

Breve capitolo calciomercato: per Cabral del Celta Vigo sono arrivate oggi smentite da Preziosi e dalla società. Peccato perché sarebbe stato meglio di qualche usato italiano di cui si conoscono già pregi e difetti. A questo punto Rossettini in prima fila, ma bisognerà fare i conti con Cairo e il Torino.

Che qualcuno comunque arrivi perché bisogna mettere il tecnico croato nelle condizioni di ridurre quasi a zero e mandare a mettere non solo i meccanismi della difesa, ma anche le motivazioni affinché i calciatori percepiscano che l’obiettivo minino è quello della salvezza e della parte sinistra della classifica.

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