Come volevasi dimostrare. A dire il vero non si è trattato di un risultato nemmeno così scontato, quantomeno dopo il primo tempo risicato. Una prima frazione di gara in cui se da una parte la Juventus di Allegri non aveva entusiasmato, dall’altra gli uomini di Maran non avevano di certo sfigurato. Complice dell’1-0 parziale una sfortunata deviazione dell’eterno gregario Hetemaj su punizione dalla destra di Pjanic.

LA CITTA’ DELLA JOYA – Nella ripresa passa poco tempo prima che arrivi il momento di Paulo Dybala, capace di accendere le luci sull’Allianz Stadium rendendo il diluvio torinese decisamente meno fastidioso: giocate mai banali e quasi sempre utili ai compagni hanno portato in tre tocchi e pochi minuti Gonzalo Higuain solo di fronte a Sorrentino, prima che lo stesso numero 10 argentino segnasse con un colpo da biliardo sul primo palo, quando tutti si aspettavano il contrario.

Applausi a scena aperta per una Juventus che chiude le prime 3 gare del campionato con 9 punti, alcune lacune – soprattutto difensive – ma anche la certezza di avere in cantiere una squadra propositiva e rinnovata: da De Sciglio a Matuidi, passando per le scorribande di Bernardeschi e Douglas Costa, la città bianconera è all’insegna della gioia. E della Joya Paulo Dybala, sempre più trascinatore. Aspettando Howedes e con Chiellini ancora ai box, un Medhi Benatia così solido ed incontrastabile può fare solamente bene.

Chievo pericoloso a tratti, soprattutto con colpi da fuori area e un Birsa sempre sul pezzo, ma Szczesny può dormire sonni piuttosto tranquilli sotto l’attento sguardo di Buffon e Pinsoglio.

10 gol fatti e solamente 2 subìti, entrambi al Ferraris contro il Genoa in una sfida decisa proprio sotto i colpi di Dybala. ‘La città della gioia’ è un romanzo di successo, la città della Joya invece non è altro che la Torino bianconera.

Genoa 2-4 Juventus, tripletta di Dybala. Genoa convincente, ma non basta