Genoa, un ritiro può cambiare un derby? L’intervista a Massimiliano Tangorra – AUDIO

Da tecnico del Monopoli è l’assoluta rivelazione del Girone C della Serie C, ma da ex rossoblu fu uno dei protagonisti che vinsero quel derby, datato 2 aprile 2001, di ritorno dal ritiro di Marsiglia voluto dal Professore Franco Scoglio. Massimiliano Tangorra, 78 presenze in maglia rossoblu, ci ha raccontato quel ritiro, col ritorno tra pullman e aereo e quell’amichevole contro l’Olympique Marsiglia per tenere alta la concentrazione che spiazzò l’intera squadra. Ma col senno di poi fu decisiva.

Cosa successe in quel ritiro di Marsiglia prima del derby dell’aprile 2001, vinto 2-0 dal Genoa con reti di Stroppa e Mutarelli? Cosa cambiò?

Quel ritiro fu voluto dal mister e inizialmente magari ci fu un po’ di scetticismo. Non tanto per il ritiro, ma più che altro per la località che comunque era a qualche ora di pullman da Genova. Ma ebbe ragione il mister. Si giocava di lunedì sera: preparammo la gara in ritiro sin dal mercoledì, in Provenza, nella bassa Francia. Addirittura il mister organizzò un’amichevole con l’Olympique Marsiglia al venerdì, che equivaleva a un giovedì nella settimana classica di lavoro. Fummo stupiti da questa scelta perché era un test abbastanza importante. Chiedemmo allora al mister come mai l’amichevole con l’Olympique Marsiglia – che ai tempi credo disputasse anche la Coppa dei Campioni, o comunque l’attuale Europa League – e lui ci diede le sue motivazioni, con la sua cadenza:

Eh, perché se giochiamo contro il Roccapepe voi mi giocate rilassati, invece voglio un impegno importante in vista del derby, impegno importante

Rimanemmo chiaramente un po’ allibiti, ma ebbe ragione alla fine. E l’altra chicca che passa alla storia, che fu una sua trovata – era un personaggio sui generis -, fu il rientro degli undici titolari in aereo, volo charter, e quello del resto del gruppo in pullman. Potete immaginare le conseguenze di una eventuale sconfitta: avrebbe creato una crepa nello spogliatoio. Ebbe invece ragione lui dato che poi si vinse due a zero. Ed è anche per questo che quel derby è passato alla storia, per questo tipo di scelte volute da mister Scoglio. 

Fu un derby condotto dall’inizio alla fine quello dell’aprile 2001. Ma un ritiro può veramente cambiare una squadra. O meglio: può cambiarle la mentalità e farla arrivare completamente ribaltata, con la voglia di ribaltare il mondo?

Ritengo che non fosse stato il ritiro a farci vincere il derby in quel modo. Proprio per l’eccezionalità del derby – si sa che è particolare il derby a Marassi -, penso che la scelta fu di isolarci dal tifo, dalle pressioni che sono inevitabilmente contagiose a Genova, da una parte e dall’altra. Non fu un ritiro per cercare l’unione di intenti o aumentare lo spirito di gruppo, ma piuttosto per isolarci e farci allenare al massimo delle energie fisiche e mentali. Quella credo sia stata la motivazione principe di questa scelta.

Lei adesso siede sulla panchina del Monopoli, a quattro lunghezze dalla capolista Lecce, e le chiedo: con che modulo si gioca in LegaPro per assicurare una continuità di rendimento? Il modulo influisce così tanto su risultati e classifiche?

Sto giocando con un 3-5-2 e lo stiamo preparando dall’inizio del ritiro. Al di là del modulo, chiaro che servono gli interpreti che lo sappiano mettere in pratica al meglio. E’ un modulo che permette, anche in base alla scelta dei singoli, di essere più o meno offensivo. Permette di occupare tutte le zone del campo e avere sempre equilibrio. E proprio grazie a questi equilibri stiamo facendo un campionato straordinario e superlativo rispetto alle aspettative: siamo infatti la migliore difesa, la meno battuta, e il secondo attacco. Evidentemente questa squadra ha trovato nel 3-5-2 degli equilibri che ci stanno permettendo di fare questi risultati. 

Vuole lanciare un messaggio ai tifosi rossoblu, anche in vista del prossimo derby?

Colgo l’occasione per salutarli con grandissima stima, la stessa che mi hanno sempre ricambiato nei tre anni che sono stato al Genoa. La mia non vuole essere una ruffianata: non sono una persona che tende ad accattivarsi la simpatia attraverso le sviolinate. Il tifo rossoblu mi è rimasto impresso nella memoria, mi ha fatto vivere davvero tante e forti emozioni. Poche piazze ti lasciano dentro qualcosa di indelebile: questo a me è successo e sarò sempre legato a quella tifoseria e a quei colori. Che poi alla fine, il rosso e il blu sono pure i miei colori preferiti.

DI SEGUITO L’AUDIO DELL’INTERVISTA A MASSIMILIANO TANGORRA: