VAR Sport: Asamoah non entra per fare male, ma il rigore andava riconfermato

Foto TanoPress

Una breve parentesi di VAR Sport prima di aprire definitivamente i battenti sulla prossima gara tra Genoa e Benevento, troppo importante per essere lasciata nel dimenticatoio. Partiamo col dire che, rivedendo le immagini a posteriori nel tentativo di giudicare il fallo o non fallo subito da Pellegri, così vistosa la sbracciata di Asamoah su Pellegri non lo è affatto: il che necessariamente non implica che il rigore non potesse essere confermato dall’arbitro Maresca. Un direttore di gara che col Genoa e la tecnologia ha qualche conto in sospeso, a partire da Udine con quell’espulsione di Bertolacci per arrivare al mancato rosso a Behrami.

Ma lasciando la storia ai suoi archivi, si dica che il fischietto campano nella gara di ieri sera nel gelido contesto dell’Allianz Stadium, al momento dell’assegnazione del rigore, ha concesso la massima punizione riflettendo sulla dinamica dell’episodio – da cui è distante almeno una quindicina di metri – giusto il tempo di un paio di secondi, presumibilmente confortato dall’assistente di linea nella propria decisione. Asamoah ha appena perduto maldestramente il pallone e si è avventato su Pellegri per riprenderne il possesso. Lo ha fatto con troppa foga, allargando il braccio sinistro e dando al centravanti rossoblu l’opportunità di cadere in area di rigore, sbilanciato dal gesto. Di che condotta possiamo parlare in termini di regolamento?

Non tanto di “negligenza”, ma piuttosto di “imprudenza” da parte del difensore bianconero, che sicuramente non ha intenzione di fare male a Pellegri e che tuttavia agisce allargando troppo il braccio in un contatto che, fermandosi alla velocità di gioco, aveva dato più che l’impressione di essere da rigore.

Non a caso arriva una decisione presa con sicurezza. Decisione che diventa un caso quando Maresca si ritira davanti al mini schermo del VAR, mano sulla bocca, per revisionare la propria decisione. Proprio qui sta l’inghippo: perché tornare sui propri passi in una scelta che era stata fatta già con l’ausilio di un collaboratore più vicino all’azione? Perché, una volta revocato il rigore, concedere palla a due e non ammonire il calciatore che avrebbe simulato? Oltre alle proteste in campo, per regolamento VAR, gli deve essere stato segnalato da Mariani e Alassio che la decisione presa era evidentemente sbagliata.

A questo punto Maresca non si oppone e torna sui propri passi concedendo punizione a due: Pelegri restituirà la sfera a Szczesny e la gara riprenderà. Come già detto, più che sull’entità dell’intervento, c’è da domandarsi, vista la simulazione, come mai il fischietto campano non abbia provveduto ad ammonire Pellegri (sarebbe stata la seconda sanzione e dunque espulsione): dinamiche sbilanciate che infervorano ancora una volta la querelle sul VAR e che lasciano qualche sospetto. Anche in una Coppa Italia abbandonata con l’onore delle armi da parte del Grifone.