Girone di andata e calciomercato, senza pregiudizi

Il mercato del Genoa è in movimento da tempo visti gli incontri di dicembre al "Gallia" di Milano

Foto TanoPress

L’analisi del girone di andata di Buoncalcioatutti non è un pregiudizio, anche se spesse volte quest’ultimo è l’analisi più efficiente che viene fatta nel mondo del calcio.

Il giudizio sul girone di andata 2017/2018 non può iniziare che con la conferma che si tratta sempre di un campionato non più di primo pelo, di gente che ha fatto più di 100 gol, uno su tutti Quagliarella. Altra conferma che nessuno si è fatto più in là per fare spazio ai giovani italiani, neanche dopo la batosta della Svezia. Nella classifica cannonieri, entro i primi sette posti, solo Quagliarella e Immobile. L’unica conferma è la rivoluzione sociale del calcio: firme in diretta Facebook, droni che postano le partitelle di allenamento, chat per stringere un rapporto intimo con i tifosi. E il 2017 è stato l’anno in cui le società si sono accorte dell’enorme potenziale del calcio online.

A questo punto bisogna chiedersi: a che serve il giornalismo nell’epoca dei social? Poco  vist e considerato, non solo per colpa dei club, quello che si palesa nelle conferenze stampa e nelle tribune stampa, sempre più vuote.

LE 20 DEL CAMPIONATO – L’analisi squadra per squadra non è un giudizio ma solo cronaca di quello visto e, per adesso, solo qualche volta vissuto. Perciò si seguiranno l’ordine alfabetico e nessun ordine cronologico, lasciato ad altri pronti ad essere giudici con giudizi universali, dimenticandosi di quello scritto e detto ad inizio stagione o, ancor meglio, a fine calciomercato estivo.

  • Atalanta: la rosa più ampia ha funzionato senza alti e bassi solo in Europa League. Altra grande soddisfazione per la Gaspe-band battere il Napoli a domicilio  e accedere alle semifinali di Coppa Italia;
  • Benevento: solo gli stregoni hanno funzionato. Quattro punti in 19 gare, merito di un gol del portiere e di una vittoria all’ultima giornata;
  • Bologna: i rossoblu a strisce non hanno riscattato l’ultimo deludente campionato;
  • Cagliari: sull’isola la nuova vita annunciata è solo in trasferta;
  • Chievo: la favola del calcio italiano lunga 10 anni ha rallentato in anticipo rispetto agli scorsi campionati con i suoi over 30;
  • Crotone: i miracoli nel calcio sono difficili da ripetere. Il licenziamento o abbandono di Nicola peserà sul campionato dei pitagorici;
  • Fiorentina: Pioli e le nuove scommesse di Pantaleo Corvino lasciano dubbi sulla campagna acquisti. Alla fine del girone di andata le uscite pesano più delle entrate;
  • Genoa: si è ripartiti male con una società in vendita, una squadra non diversa rispetto allo scorso anno e salvatasi all’ultima giornata con Juric in panchina, già licenziato in precedenza. Si è ripresa, anche se la salita è ancora dura anche dopo le ultime sette giornate e i dodici punti fatti su 21 disponibili;
  • Inter: il gran bluff è sostenuto solo dall’uomo in più Spalletti. Il tecnico deve far  crescere e  trasformare le individualità in gruppo e dopo bussare al calciomercato di riparazione dove non dovrebbero  esserci giocatori top in vendita, a meno che anche i cinesi nerazzurri non buttino all’aria il fair play finanziario come i cugini rossoneri;
  • Juventus: resta sempre la favorita. Dopo 4 mesi di campionato la difesa regge e l’attacco dopo la quarantena in panchina sta tornando straordinario;
  • Lazio: buona identità di gioco di Inzaghi, anche se Ciro da qualche domenica è più Immobile. Tutto è nelle mani di Simone: urla, ha idee, però non deve perdersi in polemiche come quelle dell’ultima giornata sul VAR;
  • Milan: la rivoluzione compiuta al calciomercato è solo nel portafogli. Montella uscito con le ossa rotte si è piazzato al Siviglia a giocarsi l’Europa. Gattuso per adesso solo grinta che servirà poco per salvare non solo l’Europa ma anche il bilancio in profondo rosso(nero);
  • Napoli: è arrivato il momento di vincere. Per farlo occorre un cinepanettone di De Laurentis al prossimo calciomercato per rinforzare il Ciuccio. Per adesso sono campioni d’inverno perché non prendono gol e non viceversa come nelle prime giornate di campionato quando ne realizzavano a raffica. Tutto confermato con la sconfitta contro la Dea in Coppa Italia: la rosa, eccetto i titolari , è corta e non di qualità;
  • Roma:  la meno accreditata alla Champions finale dai pronostici di inizio stagione dietro Juve, Napoli e le milanesi: se non sbaglierà il recupero contro la Samp sarà terza in classifica nel girone di andata. C’è voluto del tempo per assorbire l’assenza di Totti e il cambio tra Spalletti e Di Francesco in panchina. Se gli americani aprissero la borsa alla ricerca di uno spacca partite sulla trequarti il girone di ritorno potrebbe essere più facile,  in particolare all’Olimpico;
  • Sampdoria:  la garanzia è Giampaolo. Pur smembrandogli la squadra dei pezzi più forti gira a 30 punti con una gara in meno e al sesto posto solitario in classifica. Gli allenatori per Agroppi contano solo  il 30%, ma quando uno insegna calcio sono i giocatori ad andare dietro la lavagna. Seconda gioventù per Quagliarella pronto a superare il suo record di gol;
  • Sassuolo: la conferma che il miglior gioco trasportato dalla B alla A non ottiene facili successi. L’ultima vittima è Bucchi, autore di un buon campionato a Perugia lo scorso anno. Bucchi aveva già allenato in serie A le ultime 11 gare con il Pescara del campionato di quattro anni fa sostituendo Bergodi. Il risultato fu lo stesso del Sassol: 10 sconfitte e un pareggio. L’esperienza negativa non gli è servita.  Dentro Iachini e gli emiliani si sono rialzati con gli stessi uomini che giocavano con Bucchi;
  • Spal: hanno iniziato il campionato con il proclama “poveri ma belli”. Fregati dalla mancanza di esperienza in A del gruppo vincitore dalla C alla A e dal ballottaggio continuo  dei  quattro attaccanti di peso come Borriello, Floccari, Paloschi con l’unico che gioca proveniente dalla B: Antenucci;
  • Torino: la carica verso l’Europa si è subito esaurita. La pareggite non porta da nessuna parte. Mihajlovic non trova il bandolo tattico e il Toro appare in ogni gara, pur avendo gli uomini giusti, una matassa da sbrogliare;
  • Udinese: la sorpresa di fine girone di andata. Via Del Neri, arrivato Oddo che ha portato in Friuli 5 vittorie su 5 gare. Per favore non raccontate che è solo merito del cambio di modulo dal 4-4-2 al 3-5-2. Qualcosa non funzionava nello spogliatoio. Del Neri non ha saputo gestire e mettere insieme i tanti talenti sulla carta  senza frontiere,  figli delle plusvalenze  della  famiglia Pozzo;
  • Verona: dicono che tutto il male sia partito dal “no” di Cassano che ha scelto Carolina. Non è vero. Pecchia non è riuscito a far giocare gli altri attaccanti, un lusso per la neo promossa: Pazzini, Verde e Cerci. Anche Pecchia come allenatore esordiente in serie A non ha lasciato il segno nel girone di andata.

CONCLUSIONI – Il girone di andata del Campionato 2017/218 si è dunque chiuso con il boxing-cazzotto-day. Curiosità sapere quali sono stati i vantaggi portati al Baraccone calcio Italia oltre lo scimmiottare la Premier League: quanti spettatori in più negli stadi e quanti davanti alle TV? La fortuna della FIGC, giocando durante le feste per questo nuovo obiettivo di mercato, fa come il baro nel gioco: fa vincere qualche volta per allettare gli altri. Questa volta tutti a consolarsi con i quarti e i dati della Coppa Italia giocata a San Stefano e dopo San Silvestro per l’affluenza del pubblico. Erano derby.

Da intelligenti, dopo i numeri, se FIGC e Lega capiranno di cambiare la formula della Coppa Italia invitando tutti ad andare allo Stadio anche con prezzi accessibili. Prima di volare sull’onda di spettatori paganti e share tv di Coppa Italia, meglio fare i conti anche di chi ha partecipato e visto sui campi le gare di campionato.

Di tutto ciò se ne sono accorti anche i giornalisti Rai preposti a fare le cronache sul campo e negli studi delle  gare di Coppa Italia. Chiedono più spazi e più investimenti alla Rai per il futuro del “loro” calcio e stasera, in occasione di Juventus-Torino, faranno sciopero. Scorreranno solo le immagini, e qualcuno dirà “meno male” sentite cronache,  commenti e analisi.

CALCIOMERCATO E GENOA – Oggi è iniziato il calciomercato invernale. Per quanto riguarda il Genoa scorrendo giornali, siti internet e televisioni appare che i saldi siano iniziati in anticipo rispetto ai commercianti di Genova. Sarà un calciomercato ancora più mediatico e quasi esagitato considerati i prossimi giorni di stop del campionato, dove è sempre difficile trovare notizie, a meno che non siano statistiche.

Il calciomercato del Genoa è in movimento in uscita da tempo considerato che Radio mercato ha raccontato di incontri al Gallia di Milano nel mese di dicembre e prima tra dirigenti, agenti, intermediari esteri ed acquirenti per Perin e Izzo.

Operazione bilancio sicuro per la fine di marzo per il Vecchio Balordo. Mettere in sicurezza la società  il primo obiettivo, considerato che la prossima iscrizione al campionato si avvarrà dei parametri della Licenza Uefa e renderà più appetibile la vendita della società “aggallando” i presunti compratori.

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