Serie A, top e flop del girone d’andata: Perin miglior portiere, Chievo delusione

E Handanovic, Perin, Alisson e Strakosha prima di tre tiri in porta non subiscono mai gol

Morto un girone, se ne fa un altro. La rivisitazione di uno dei motti più usati nel gergo comune ci aiuta ad aprire quest’ultimo approfondimento sulla Serie A e sul girone d’andata concluso con la fine di dicembre. Un approfondimento che cercherà semplicemente di evidenziare chi ha fatto meglio e chi peggio, chi ha stupito e chi deluso, chi dovrà fare di più e chi dovrà tenere il passo segnato nelle prime 19 giornate.

Girone di andata e calciomercato, senza pregiudizi

MIGLIORE PORTIERE STRANIERO

In linea coi dati che inquadrano la Roma come migliore difesa del campionato con 12 gol subiti (0,6 a partita) non può che essere Alisson Becker il migliore portiere straniero del girone d’andata. Non solo per i numeri, ma anche per quella predisposizione all’esplosività e alla reattività che lo stanno instradando sulle orme di colleghi passati agli onori delle cronache come Dida, Julio Cesar o, dalle parti della Roma giallorossa, Taffarel.

MIGLIORE PORTIERE ITALIANO

C’è solo un poker di portieri che, statisticamente parlando, non subisce gol entro le prime tre parate effettuate e si compone di Handanovic, Perin, Alisson e Strakosha. Sarà facile estrarre da questa margherita il petalo italiano chiamato Mattia Perin, capitano rossoblu che ha cominciato la stagione da titolare e che non ha mai smesso di crescere, gara dopo gara. Terzo portiere per parate compiute (76), guida la sesta difesa del torneo e punta la Nazionale.

MIGLIORE DIFENSORE STRANIERO

Per media voto superiore al 6 se la giocavano N’koulou e Kolarov, ma la decisione di premiare l’esterno basso serbo è dovuta al fatto che, oltre a non aver mai avuto un ricambio, non ha pressoché sbagliato una partita, giovando anche del rendimento generale di squadra, fattore di cui il difensore granata non ha potuto godere. Non si dimentichi Spolli, escluso dal primo posto solo per essere entrato “in ritardo” nelle gerarchie rossoblu. Avrà un intero girone per dimostrare ancora la sua forza.

MIGLIORE DIFENSORE ITALIANO

Non ce ne vogliano Caldara, Acerbi o Astori, ma Gianmarco Ferrari della Sampdoria in sole 14 presente ha fatto sentire la sua presenza nella difesa a quattro di Giampaolo. Difensore goleador, forte e tecnico secondo l’identikit del mister blucerchiato, ha stupito tutti su sponda blucerchiata e nel rimescolamento delle carte in ottica nazionale si proporrà senza dubbio come scelta di livello. A maggior ragione suo riscatto a peso d’oro si fa sentire: ma il Sassuolo sembra averci visto lungo. Girone di ritorno per confermarsi.

MIGLIORE CENTROCAMPISTA STRANIERO

La categoria più complessa per l’alto numero di pretendenti. La tentazione di inserirvi assieme Marusic, Torreira, Linetty o Barak era forte, ma il premio va alla continuità di rendimento per tutte le diciannove giornate. Ecco che quindi la spunta Luis Alberto della Lazio: qualche accenno del suo talento da centrocampista offensivo, nel 3-5-1-1 di Inzaghi, lo aveva fatto assaggiare già al termine dello scorso campionato. Oggi spacca da solo le partite e con 5 gol e 6 assist contribuisce a un quarto dei gol biancocelesti. Battuti sulla linea del traguardo Ilicic e Milinkovic-Savic, ormai non più delle novità.

MIGLIORE CENTROCAMPISTA ITALIANO

“Re Mida” Gasperini dove mette mano trasforma quasi sempre in oro. Deve saperlo bene anche Bryan Cristante, che in questo girone d’andata ha spesso acceso la luce su un’Atalanta dai frequenti cali di tensione (in campionato). Sei le reti segnate, 18 le presenze con due da subentrante. Gasperini non se ne priva mai per sfruttare soprattutto le sue doti di calcio e d’inserimento, col colpo di testa piatto forte della casa.

MIGLIORE ATTACCANTE STRANIERO

Su questo fronte pochissime le novità di stagione, tanto che Mauro Icardi e le sue 17 reti stagionali lo incoronano bomber d’inverno. Mancano due gol alle cento marcature in Serie A e per un centravanti di soli 24 anni non è proprio un traguardo da poco. Ma serve guadagnarselo con un girone di ritorno affrontato con piglio diverso rispetto all’ultimo mese.

MIGLIORE ATTACCANTE ITALIANO 

Ci ripeteremo rispetto a ieri, ma è indubbio che sia Fabio Quagliarella. Oltre ad aver segnato un altro record personale segnando almeno un gol a tutte le 19 squadre che compongono questa Serie A (20 se consideriamo anche i gol fatti dall’attaccante campano alla squadra di cui oggi veste la maglia, ndr), il centravanti della Sampdoria a fine girone d’andata è vicino al suo record personale e sa già di essere andato in doppia cifra per due stagioni di fila. Solo Immobile lo osteggia tra gli italiani del reparto avanzato.

SQUADRA RIVELAZIONE

Premiare la continuità. E allora sarà anche in questo la Sampdoria a guadagnarsi la palma di squadra rivelazione del girone d’andata. Da qualunque parte la si voglia guardare, nessuno avrebbe potuto immaginare che Giampaolo avrebbe girato, dopo 19 turni, a 30 punti (con una gara in meno, ndr) e avrebbe festeggiato l’arrivo del nuovo anno al sesto posto in solitaria. Arrivano ora mercato e giro di boa: test di maturità per una Samp che vorrebbe l’Europa, ma che dovrà tenere lontane le inseguitrici in una classifica cortissima.

ALLENATORE RIVELAZIONE

I numeri lo confortano, la mentalità e la maturità della sua squadra un po’ meno. Eusebio Di Francesco, che già conosceva l’ambiente Roma, ha tracciato quantomeno un percorso in casa giallorossa e non era facile nell’anno del vero e proprio salto di qualità in panchina. Sono 39 i punti fatti e virtuale secondo posto a 42 in caso di vittoria con la Sampdoria nel recupero del terzo turno. Con passaggio del turno in Champions League. Il mercato potrebbe dargli una mano in vista della volata da qui a maggio: mina vagante del girone di ritorno?

PEGGIORE PORTIERE STRANIERO

Le difficoltà erano preventivate in chiave salvezza, ma ci si aspettava forse qualcosa di più da Nicolas, estremo difensore del Verona. Troppi blackout nella stagione del portiere brasiliano, che le statistiche dicono non subire mai meno di due gol a partita. Peccato viste le buonissime impressioni lasciate due stagioni fa a Trapani quando sfiorò una clamorosa promozione in Serie A con Serse Cosmi in panchina.

PEGGIORE PORTIERE ITALIANO

Difficile trovare un portiere italiano che abbia fatto davvero male nel girone d’andata. Non per metterlo in competizione con Perin, ma riferendoci allo stesso parametro delle parate entro le quali non si subisce gol, è Gianluigi Donnarumma il portiere più in basso nella graduatoria con 1,8 parate prima di raccogliere il pallone in fondo al sacco. Effettivamente al Milan è mancato anche un po’ lui e nel momento generale rossonero, tra mercato e pressioni, sembra essere quello ad averne risentito di più. Resta uno dei migliori prospetti del calcio italiano dei prossimi vent’anni.

PEGGIORE DIFENSORE STRANIERO

Musacchio e Felipe: testa a testa. L’avrebbe scampata il primo con l’attenuante della scarsa conoscenza del campionato italiano, mentre il secondo dovrebbe avere ormai assimilato quelli che sono i ritmi della Serie A. E con la maglia della SPAL è stato sin qui sotto le aspettative. Troppe le sue amnesie costate punti alla formazione estense, troppo poco il suo apporto d’esperienza nella fase difensiva spallina. Unico acuto il lancio da 70 metri col Genoa costato ai rossoblu la sconfitta al “Mazza” di Ferrara…

PEGGIORE DIFENSORE ITALIANO

La scelta qui è probabilmente la più facile e ricade su Leonardo Bonucci, che ancora non ha trovato le geometrie nella difesa rossonera. In coppia con Romagnoli ha fatto più danni che altro: quante volte lo hanno richiamato dall’opinione pubblica per aver guardato più il pallone che il difensore da marcare. Con quella fascia da capitano al braccio è l’immagine di un Milan alla deriva. Ha però un intero girone di ritorno per ribaltare quanto detto su di lui, fino a prova contraria rimasto per anni uno dei difensori più affidabili del panorama italiano.

PEGGIORE CENTROCAMPISTA STRANIERO

Vista la crescita della passata stagione, i numeri che lo accompagnano e le sole dieci gare da titolare nella Roma targata Di Francesco “incoronano” Kevin Strootman come il peggiore centrocampista del girone d’andata. Peggiore perché da lui il tifoso romanista si aspetta di più: un solo gol, poco più di 1000′ giocati e pochissima incisività sotto porta hanno un po’ penalizzato la Roma, che spesso ha giocato con Gonalons o Pellegrini al suo posto. Anche dalla sua ripresa passa molto del futuro giallorosso in questa stagione.

PEGGIORE CENTROCAMPISTA ITALIANO

Danilo Cataldi: ripensare a un anno fa quando arrivò al Genoa, a 23 anni, e sommare a questo dejavu quella che è diventata la sua dimensione attuale fa riflettere. Il Cataldi biancoceleste è una vecchia chimera: oggi su 17 presenze, nel contesto di un Benevento difficilmente contestualizzabile con questa Serie A, non ha quasi mai inciso. Eccezion fatta per l’assist a Brignoli col Milan. In molti si chiedono che fine abbia fatto il giocatore di due stagioni fa: premio negativo alla recidività ma pure incentivo a tornare sui livelli di qualche anno fa. Anche per il bene del calcio italiano che a centrocampo vede latitare giovani profili di qualità

PEGGIORE ATTACCANTE STRANIERO

Sparito dai radar dopo una tripletta negata dal VAR. Perfetto identikit del Nikola Kalinic visto sino ad oggi, talmente corteggiato dal Milan in estate che l’infatuazione ne ha compromesso le doti da rapinatore d’area di rigore. Quattro reti in 14 presenze, a fare coppia con Andrè Silva, ancora a zero gol. In casa Milan hanno già virato sul made in Italy Cutrone e forse insisteranno con logica su questa strada, il che fa presupporre che un girone sia bastato – e avanzato – ai tifosi e alla dirigenza rossonera. Sono lontanissimi i tempi del làbaro viola sulla pelle. Possibile uomo su cui monetizzare in ottica fair play.

PEGGIORE ATTACCANTE ITALIANO 

Bersaglio di sfortuna ed infortuni, Andrea Belotti aveva così ben abituato che le sue quattro reti sin qui siglate lo fanno diventare di diritto il peggiore attaccante italiano del girone d’andata. Pesa sulle sue spalle la clausola da cento milioni, pesano gli infortuni che lo affliggono da ottobre. Riflettori puntati sul Gallo nel girone di ritorno. Viste le caratteristiche e le potenzialità, non potrebbe essere altrimenti. Chissà che Mazzarri…

SQUADRA DELUSIONE

Il Chievo ci ha abituato a lunghe rincorsa salvezza, con tanti punti raccolti in poco tempo e lunghe parentesi di apatia. Quest’anno l’arrivo del buio sul “Bentegodi” è stato anticipato e oggi i Mussi Volanti si dondolano a soli sei punti dalla zona retrocessione. Inglese in rampa di lancio verso Napoli, spenti Birsa e molti dei senatori come Radovanovic o Cesar. La lampadina la tiene accesa solamente Sorrentino. Togliete lui al Chievo, oggi, e sarebbe buio totale.

ALLENATORE DELUSIONE

Inevitabilmente Rolando Maran per quanto fatto nell’anno 2017 e nelle prime 19 giornate. Raccolti solamente 39 punti nell’anno solare, neppure il minimo per una salvezza almeno aritmetica nel campionato virtuale delle statistiche. In campo la sua mano si è sentita sino a qualche mese fa, poi la lenta parabola discendente. Serve ben altro per salvare i gialloblu dal rischio di cadere nel baratro salvezza.