Da Coverciano, dove oggi si sono riuniti per il primo stage della Nazionale (clicca qui per conoscerne il programma dettagliato) i giocatori chiamati dal neo commissario tecnico (fra i quali vi è anche il rossoblu Davide Biraschindr), ha parlato per la prima volta in sala stampa l’ex allenatore dell’Under 21, Luigi Di Biagio. Ha parlato dei senatori, della sua idea di gioco (“la difesa a 4 per me è una certezza, ma non un dogma”) e dell’importanza di portare i giovani calciatori italiani sui palcoscenici più importanti per rilanciare il futuro della nazionale azzurra. Ecco una sintesi delle sue parole, che hanno riguardato anche il futuro del pali della Nazionale.

Con Buffon ho parlato per capire se effettivamente volesse smettere: dal mio punto di vista un giocatore così importante non è giusto smetta in una partita come quella contro la Svezia. Gli ho chiesto di fare 2/3 partite e poi decidere più avanti. Probabilmente Gigi farà ancora parte della spedizione di marzo. Lascerà invece Barzagli, mentre Chiellini ne farà parte. De Rossi per il momento no, ma soltanto per via del fatto che viene da un infortunio e a marzo è probabile che non farà parte del nostro gruppo“.

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Ricopro oggi un ruolo che, se non ci fossero stati problemi, non avrei evidentemente ricoperto. Non abbiamo moltissima scelta di giocatori, ma  quella che abbiamo penso sia abbastanza sufficiente per portare avanti un certo tipo di discorso. Dal mio punto di vista devo ricreare soltanto l’entusiasmo giusto per poter ripartire. Da parte mia c’è ovviamente voglia di dimostrare qualcosa di buono: devo farlo per questa squadra e per questi ragazzi. Ad oggi il pensiero su di me è secondario rispetto ai problemi che abbiamo. Se mi chiamate “traghettatore” non c’è problema: voglio comunque mettere in difficoltà chi sceglierà il prossimo commissario tecnico“.

Infine, un passaggio su quelle che sono le differenze fra l’utilizzo dei giovani italiani in Nazionale e quanto avviene in altre rappresentative. “Bisogna avere il coraggio di puntare sui giovani. Sono convinto che il ricambio vi sia, ma manca un ultimo passaggio: i nostri ragazzi devono calcare i palcoscenici più importanti. Con l’Under 21 giocammo contro squadre che schieravano giovani che avevano complessivamente 60/70 presenze in Champions League“.

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