Lei, la Pro Vercelli. Lui, il Venezia. Nel mezzo Marco Firenze, centrocampista genovese di proprietà del Crotone. “E’ stato lui a chiedere la cessione” dichiarò il direttore sportivo bianconero Massimo Varini nel mese di Gennaio, quando proprio Firenze passò dal Silvio Piola al Pierluigi Penzo, dal binomio Atzori-Grassadonia a Filippo InzaghiSuper Pippo, forse colpito dalla rete sul filo del rasoio che condannò proprio il suo Venezia ad un pareggio nel mese di dicembre, ha scelto di accostare il cognome Firenze a quello di Gianluca Litteri, strappandolo dalle mani di una squadra in cui stava brillando già da qualche mese.

Facile o meno, l’esordio con la maglia nero-verde-arancio è stato subito di buon auspicio: “Qui sono utilizzato come mezzala e sono contento, perché credo possa essere il mio futuro” sono state le parole del classe 1993 di Sestri Levante dopo il pareggio contro il Parma, partita nella quale proprio Firenze ha trovato la seconda rete con la nuova maglia. “Montato di sana rabbia” durante la settimana, i risultati cominciano a vedersi anche sul campo. Con il Venezia al posto, a -4 dal terzo gradino del podio occupato dal Palermo, velocità e fantasia al servizio di mister Inzaghi potrebbero fare davvero comodo nella corsa per la promozione. Con il Crotone alla finestra e a poche ore dalla sfida contro il Carpi, altre proiezioni potrebbero risultare premature, a maggior ragione data la volubilità e la rapidità con cui la classifica cadetta è in costante mutamento.

Dopo aver lodato le prestazioni esaltanti di Luca Clemenza con la maglia dell’Ascoli Picchio, era tuttavia doverosa una menzione per un altro giocatore in ascesa nel mondo variopinto della Serie B.

DICONO DI LUI – Elio Signorelli: “Ha faticato i primi anni uscendo dall’interregionale, oggi mi sembra che abbia decisamente consolidato la sua posizione nella categoria e merita un elogio. Sta trovando spazio in Serie B e lo sta facendo in maniera perbene, realizzando dei gol: Marco Firenze è un ragazzo da tenere in grossa considerazione”. 

Il Bello e il Brutto della Serie B