Il Burnley torna in Europa League, in coda è ancora tutto aperto. Non c’è santo che tenga ma ci sono i Saints, tenuti in vita da una rete di Dusan Tadic contro un Bournemouth già con un piede in vacanza.

NO CELEBRATING JUST YET – Come per il Genoa dopo l’1-0 ai danni del Crotone, arriva la 12ª partita stagionale senza subire reti in campionato anche per il Burnley, che può festeggiare un attesissimo ritorno in Europa dopo oltre 50 anni di turbolenze fra seconda e terza divisione. Approfittando delle stagioni disastrose di Southampton e West Ham, così come i complicati inizi di stagione in cui sono incappati Everton e Leicester, la squadra di Sean Dyche festeggia tagliando un traguardo storico. Lo fa con mestizia e concentrazione, perché come dichiarato dal portiere dei Clarets al termine della sfida contro il Brighton: “Non è ancora il momento di festeggiare”.

A proposito di serie minori, chi rischia la retrocessione a due (per alcuni tre) giornate dal termine? Nel 2017 la stagione si chiudeva con un nobile 8° posto per il Southampton, sereno centro classifica per il WBA, poco dietro uno Stoke City forse scarico dopo i 51 punti del 2016. Ed oggi? A guardare la classifica, con le tre neopromosse attualmente al di fuori della relegation zone, sono proprio le tre squadre sopracitate a lottare per la sopravvivenza e per evitare un tracollo doloroso. Non soltanto per i tifosi.

West Brom, Stoke City e Southampton, attualmente invischiate in pieno nella corsa per non retrocedere, hanno investito fra i 53 ed i 61 milioni di euro (fonte transfermarkt.co.uk) nella doppia sessione di mercato, circa la metà proprio rispetto al Burnley. Merita una menzione anche il Crystal Palace, partito con una terribile striscia di 5 sconfitte senza reti segnate ma rigenerato da Roy Hodgson: 38 punti, salvo imprevisti, dovrebbero bastare. Sabato lo scontro diretto contro lo Stoke City, forti di un roboante 5-0 ai danni del Leicester e Wilfried Zaha ritrovato.

FARE LA STORIA – Il Chelsea trova la quarta vittoria consecutiva, la terza in campionato, e mette pressione al Tottenham in vista del Monday Night di questa sera: l’ultimo posto valido per la Champions League ancora in discussione? Non lo è affatto il titolo del Manchester City, che infrange la soglia delle 100 reti nell’1-4 sul West Ham  sei prepara a fare la storia con in testa l’obiettivo 102 punti. Lo United strappa un 2-1 doloroso all’Arenal di un Wenger ormai prossimo ai saluti e lo fa grazie a una capocciata di Marouane Fellaini.

Il Sunderland retrocede in terza divisione, annuncia un imminente cambio di proprietà ed esonera Chris Coleman. Secondo quanto riportato dai quotidiani inglesi, il debito accumulato sarebbe di quasi 150 milioni di sterline. Cardiff e Fulham si giocheranno l’ultimo posto valido per un ingresso diretto in Premier League rispettivamente con 89 ed 88 punti all’attivo. Anche il Wolverhampton, “fermo” a quota 99, si lancia verso la vittoria numero 31 proprio nell’ultimo turno di campionato. Bolton a un passo dal tracollo, Aston Villa, Middlesbrough e Derby County restano agganciate al treno playoff.

SCOTTISH PREMIER LEAGUE – Il Celtic trova una vittoria straripante anche nell’Old Firm contro i Rangers, superati dall’Aberdeen in classifica. Il 5-0 sotto il proprio pubblico significa 7° titolo consecutivo per gli uomini di Brendan Rodgers, trascinati dalla folla in una cavalcata senza precedenti. Complice anche la retrocessione dei rivali storici, tornati ad essere competitivi dopo il fallimento nel 2012. Il capitombolo nel derby di Scozia dimostra che non basta ancora.