Quien fue a Sevilla, perdió su silla recita un motto andaluso ben noto agli italiani come “chi va arrosto perde il posto”. Chi va a Siviglia perde la sedia, il posto, la panchina: ne sa qualcosa Vincenzo Montella, che viene esonerato pagando proprio le sventurate prestazioni in casa e in Liga vanificando come se non bastasse un cammino in Champions League da libro “Cuore”, secondo solamente alla remuntada giallorossa che ha steso il Barcellona. Oltre alla manita subìta in finale di Copa del Rey (una via privilegiata per staccare un pass in vista della prossima Europa League) sulla decisione del patron Castro avrà sicuramente inciso anche l’ottima stagione e l’attuale 5° posto dei rivali cittadini, che con una vittoria nel posticipo di questa sera renderebbero matematica la qualificazione alla prossima Europa League. A tre giornate dal derby e in una città incandescente come Siviglia, 8 punti di distacco dai biancorossi del Betis sembrano davvero un ostacolo insormontabile. Il calcio insegna che il futuro è imprevedibile, ma il presente governa e Montella deve volarsene a casa: dopo i mesi alla guida del Milan, la stagione sportiva del tecnico italiano. si chiude con “un’esperienza breve ma intensa” in una città vietata ai cuori deboli. Tante emozioni ma poche certezze, del resto il Siviglia è sempre stata una squadra imprevedibile. Forse troppo, perché dopo aver creato i presupposti per un Quarto di Finale di Champions ed essere volato in finale di Copa contro un Barcellona smascherato dalla Roma, l’idea di non poter lottare per obiettivi così importanti anche nell’anno che verrà ha fatto tremare la presidenza. Paga l’aeroplanino.

BASTA UN PUNTO – Breve tappa in Portogallo. A due giornate dal termine del campionato, con il Porto saldamente al comando a +5 su Benfica e Sporting Lisbona, la vittoria del titolo sembra una semplice formalità. Eppure contro il Maritimo sono servite due espulsioni e una rete al 90′ di Moussa Marega per far sorridere Sergio Conceição, pronto a richiamare all’ordine con un chiaro “non faremo feste anticipate”. La sconfitta del Benfica lascia pochi spiragli alle dirette inseguitrici, che sabato sera si sfideranno in uno scontro diretto potenzialmente mortifero per entrambe. Il Porto ringrazia, avvicinandosi alla riconquista di un titolo che manca dalla stagione 2012/13, quando in rosa spiccavano nomi del calibro di Alex Sandro, Joao Moutinho, Lucho Gonzalez, Jackson Martinez, James Rodriguez.

LE LACRIME DEL DEPOR, LA FESTA DEL BARCELLONA – All’arrivo di Clarence Seedorf sulla panchina del Riazor, il Deportivo La Coruña annaspava con 17 punti, reduce da un 5-0 per mano della Real Sociedad: la squadra del tecnico olandese oggi non si salva con 28, sistema la difesa ma non riesce a vivere di soli pareggi. Se il Malaga ha già iniziato a pianificare la prossima stagione in cadetteria dopo 10 anni di sogni e sceicchi poco fortunati, il presidente del Las Palmas Miguel Angel Rodriguez ha voluto fare ammenda per la stagione disastrosa dichiarando che consentirà agli abbonati un rinnovo gratuito per la prossima stagione in Segunda Divisiòn. Il patròn dei canarini gialloblu, fermato dalla polizia 5 giorni fa con un mandato di arresto, ha indetto una conferenza stampa dopo aver ottenuto la libertà provvisoria.

Tornando al La Coruña, risultano decisive le tre sconfitte nel mese di Febbraio, quando l’avventura di Seedorf era appena cominciata. Non bastano 2 vittorie e 2 pareggi nel mese di aprile, inframmezzato dalle sole sconfitte contro Atletico e Barcellona. Quest’ultima, fatale per la retrocessione in Segunda, è concisa con la vittoria del 7° titolo in 10 anni per gli Azulgrana. Lo stadio tributa un caloroso applauso a Iniesta all’uscita dal campo, mentre al fischio finale i sentimenti prendono due strade totalmente differenti: le lacrime del Depor, la festa del Barça. I titoli si sprecano, fra chi inneggia al doblete e chi si limita all’aggettivo invictus. Queste le prime pagine dei principali quotidiani sportivi locali, madridisti e catalani: