Alla luce di un amaro 4-2 finale la domanda sorge spontanea: cosa sarebbe successo se la parata di Alexander-Arnold sul tiro di El Shaarawy si fosse tradotta in calcio di rigore? E se il fuorigioco erroneamente fischiato a Dzeko si fosse tradotto in un altro rigore dopo l’uscita di Karius? La Roma probabilmente avrebbe potuto giocarsi i supplementari per cercare di raggiungere la finale di Kiev. Fatto sta che la vittoria giallorossa c’è stata, gli applausi di tutto l’Olimpico anche: ma la rimonta non è bastata. E i Reds, facendo valere le cinque reti messe a segno all’andata, volano a Kiev dove affronteranno il Real Madrid.

La prestazione del Liverpool è stata quella che ci si attendeva: poco possesso, esterni giallorossi quanto più possibile ingabbiati e squadra pronta a contenere una Roma fin da subito propositiva. In questo senso gli uomini di Klopp si sono dimostrati quasi sempre ordinati nel ripartire mantenendo assai vicini i tre d’attacco Manè, Firmino e Salah, giunti questa sera a 29 reti complessive in Champions League, record assoluto per la competizione.

La finale conquistata il tecnico del Liverpool la dedicherà a Sean Cox, così come tutta la squadra a fine gara. Ma sentenzia: “Contro il Real Madrid dovremo giocare meglio di stasera. E so che possiamo giocare meglio di stasera“. Risponderanno Monchi e Di Francesco, il primo calcando la mano sugli episodi arbitrali. “Ad Anfiled abbiamo preso il terzo gol in fuorigioco, qui avremmo dovuto avere un rigore e un’espulsione – commenta lapidario il dirigente giallorosso ex Siviglia – e credo sia il momento di alzare la voce: perché se è vero che dobbiamo complimentarci col Liverpool, dobbiamo anche analizzare certi episodi. Non mi sembrano una cosa normale. Penso sia assurdo che nella competizione più importante per club a livello non solo economico, ma anche di emozioni, non ci sia il VAR. Lo spogliatoio era molto arrabbiato: sa che avrebbe meritato di più”.

Assolutamente no, gli errori commessi a Liverpool non resteranno per me un cruccio – esordisce invece un Eusebio Di Francesco piuttosto piccato nel dopo gara dell’Olimpico. “Piuttosto sono rammaricato perché la mia squadra doveva crederci di più: ne sono stata dimostrazione le occasioni create nel secondo tempo. Abbiamo fatto una grande cosa. Questo percorso ci ha detto che possiamo competere in questa competizione. Se chiederà alla società di alzare la voce sul VAR? Non devo alzarla io, spetta appunto alla società. La crescita è non protestare, giocare e non lamentarsi con l’arbitro“.