Nella serata in cui Fernando Torres saluta i Colchoneros conquistando il suo primo trofeo con la maglia biancorossa, la UEFA Europa League torna nella capitale Madrid e lo fa dopo sei stagioni, dopo quello che fu il successo, nuovamente per 3-0, sull’Athletic Bilbao. In quel caso era la stagione 2011/12. Oggi l’Atletico Madrid raggiunge con tre titoli vinti in questa competizione le italiane Juventus e Inter. Ad uscire sconfitto dalla finale di Lione, alla quale ha preso parte anche il direttore generale del Genoa Giorgio Perinetti, è il Marsiglia, che riportava il calcio francese in finale in una competizione europea dopo quindici anni.

Non è bastato perché il romanticismo potesse imporsi sull’Atletico Madrid, una squadra che ha fatto delle sue prerogative di solidità, compattezza e cinismo un punto di forza da anni. E anche stasera ne ha fatto un punto di forza, dopo l’errore di Germain, miglior marcatore del Marsiglia in questa Europa League (7), per far sì di sfruttare al meglio il primo errore degli avversari: uno stop sbagliato di Anguissa che avrebbe mandato in porta Griezmann. Dalla metà del primo tempo in avanti non c’è stata più partita, eccezion fatta per un palo di Mitroglou che avrebbe potuto riaprire la partita prima che Gabi la chiudesse.

Per un ex rossoblu che vince il suo primo trofeo personale, Sime Vrsaljko, ve n’è uno che con le sue reti (4 nelle coppe europee, ndr) ha trascinato l’Olympique Marsiglia in finale di Europa League: si tratta di quel Lucas Ocampos che questa sera ha vissuto il duello sulla fascia sinistra proprio contro l’ex difensore croato del Genoa.