Questa sera a Nizza contro la Francia sarà un’amichevole, ma un’amichevole particolare.

Mancini venerdì sera contro l’Arabia Saudita ha aperto il cantiere azzurro iniziando l’anno zero dopo il tonfo, non solo mondiale. L’obiettivo sono gli Europei 2020, l’edizione itinerante che partirà dalla Capitale Italiana il 12 giugno 2019.

Il nuovo lavoro di Mancini inizierà dal prossimo settembre dopo gli esami arabi, francesi e olandesi di questo fine campionato. Chiaro che quando Mancini si riferisce a Bearzot, che le scelte degli uomini, nessuno escluso, punterà ad una nazionale che sappia riscoprire innanzitutto i valori del calcio italiano: carattere, difesa e tecnica.

I calciatori azzurri presi singolarmente dentro il proprio club sono tutti bravi tecnicamente, in Nazionale invece si perdono. Quelli che scenderanno in campo stasera avranno un compito più arduo rispetto a quelli che hanno giocato contro gli arabi. I francesi specialmente contro l’Italia non vogliono perdere neanche a briscola.

Occorre una prestazione da parte degli azzurri di carattere. I calciatori devono dimostrare stasera e lunedì prossimo contro l’Olanda di stare sul concreto. La grande bellezza se ci sarà, arriverà.

Rispetto al passato durante le amichevoli di giugno e visti i tempi di calciomercato i calciatori non sono stati solo vogliosi di vacanze. Questa volta i convocati di Mancini, eccetto qualcuno, hanno già il futuro programmato senza fame e qualcuno con ingaggi superiori visto quello che fanno vedere quando giocano (qualcuno anche poco) nei team di campionato. Perciò lo spirito di stasera non dovrà essere da sparring partners e i giocatori dovranno far vedere che l’eliminazione dai mondiali non è giusta, che sono stati commessi errori tattici e anchedi valutazione nelle convocazioni  di uomini-calciatori.

Uno su tutti è Balotelli, ritorna dopo 4 anni nuovamente eroe. Mancini a Balotelli ha riaperto le porte della Nazionale non dandogli solamente la fascia di Vice Capitano che stasera potrebbe indossare nella Nizza dove è rinato e da qualcuno paragonato a Garibaldi  visti i natali dell’eroe dei due mondi. Ha scelto la maglia numero 9 e solo lui se la può levare per intuibili motivi. Mancini gli ha dato una chance grossa e quando parla di “nuovo inizio” si riferisce non solo a lui, ma anche a Mimmo Criscito.

Mancini ci crede, anche se le inquadrature viste in Tv e i colloqui con Chicco Evani nel secondo tempo della gara contro gli arabi lo avranno fatto pensare ancor di più. Sempre con il primo obiettivo in testa, oltre quello di fare risultato, di trovare la soluzione giusta nel cuore del gioco, a centrocampo, dove si trova il fulcro del gioco di ogni squadra.

Mancini sarà anche consapevole che rispetto ai “veci” che lo hanno preceduto nei risultati in questa sua avventura parte svantaggiato. Non ci sono più i blocchi di giocatori italiani  durante il campionato. I risultati nelle tre stelle del Mondiale del ’34, ’82 e 2006 arrivarono per l’amalgama di calciatori trasportati dal club alla Nazionale. L’ultimo blocco fu la BBC:  Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini la super difesa.

Tutto questo dovrebbe far ragionare chi deve mettere in campo le indispensabili riforme del calcio italiano, dei campionati: la Nazionale per vincere sul campo ha bisogno dei federali  che devono finire di litigare.

Stasera non passa lo straniero, modello Piave. Altro che Allons enfants de la Patrie.

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