Nella giornata di ieri tanto esercizio, spiegazioni e preparativi in casa rossoblu in vista di una gara fondamentale. Una sorta di ritiro spirituale, per arrivare al secondo atto di un quarto di finale con il piglio giusto. Mister Chiappino non cambia nulla rispetto alla formazione che aveva ben figurato domenica scorsa nella gara del “San Carlo” di Voltri, quando il Genoa si impose 3-0 nel primo tempo vedendosi poi avvicinare da una doppietta di Traorè. Fuori per infortunio, come pronosticato dallo stesso tecnico nell’intervista post-partita della passata settimana, il solo Verona Grönberg. Spalti sui quali si assiepano molti tifosi e dove si trovano Michele Sbravati, responsabile del settore giovanile rossoblu, assieme con mister Oneto, tecnico dell’Under 16. Presenti anche il vice allenatore di Juric, Alberto Corradi, il sempre presente Sidio CorradiFabio Fossati, allenatore dell’Albisola. Inoltre, da segnalare in osservazione anche la vecchia dirigenza di Nicolò Rovella quando militava nell’ASD Segrate. Arbitro dell’incontro sarà Maggio della sezione di Lodi.

Il Genoa vuole vendicare la sconfitta che è costata un’eliminazione dolorosa nella semifinale scudetto di due anni fa. Allora si parlava di Under 15, oggi i ragazzi sono cresciuti e manca all’appello qualche attaccante. Il primo tempo sorride all’Atalanta, che trova il vantaggio dopo 4’ di gioco grazie a una sfuriata della compagine orobica che porta alla rete di Piccoli. Delirio sugli spalti di una Zingonia soleggiata e variopinta.

Il Genoa riparte palla al piede, prova a far valere geometria e intelligenza a centrocampo ma non basta: Russo viene chiamato in causa a più riprese, salva in varie occasioni e prende un paio di colpi proibiti al capo nel bel mezzo di un’uscita.  L’intervallo si chiude sul punteggio di 1-0: il tecnico rossoblù Luca Chiappino si sbraccia per incoraggiare una squadra propositiva ma ancora poco incisiva.

Il Genoa nel secondo tempo cambia marcia e un’Atalanta un po’ spenta trova nel proprio portiere Gelmi e nel proprio numero 5 Okoli i baluardi difensivi che permettono di tenere la partita sull’10 a proprio favore. Il lavoro sporco di Moukam e la velocità di Traorè e Gyabuaa sono altrettanto importanti per non lasciare il tempo di rifiatare ai Grifoncini, grintosi e coriacei ma costretti a cercare il vantaggio soprattutto sugli sviluppi di calci piazzati e mischie in area di rigore. Il Genoa è pericoloso in particolare con Klimavicius e con un tiro da fuori di Masini respinto. Chiappino inserisce Rimoli e Diakhatè per il forcing finale in attacco: Bosi, tecnico dell’Atalanta, risponde rinforzando la difesa nel finale con Kichi che rileva il numero 10 Cortinovis, capitano orobico, che poco prima aveva fallito la chance del raddoppio.

Gyabuaa non controlla in area, Russo salva tutto sul numero 17 e Diakhaté ha il pallone del pareggio a 5’ dal termine: corner alto con Raggio che si butta sul pallone, Gelmi che respinge e l’attaccante rossoblù che tenta in girata a chiudere a rete, ma un trio di difensori atalantini alza una muraglia bianca. Niente da fare: è ancora una volta il numero 14 Moukam a far sembrare semplice una respinta sulla linea che vale le semifinali.

Mister Chiappino tenterà il tutto per tutto inserendo anche Di Bella per Klimavicius, Russo sbaglia un rinvio vanificando l’ultima occasione utile per il Genoa, salvando poco dopo con una mano sul tentativo di pallonetto per chiudere la partita.

Al fischio finale i giocatori dell’Atalanta, che passano di misura ma non senza brividi nonostante un caldo torrido, cominceranno a cantare promettendo semifinali di fuoco a Cesena. Chiappino applaude tutti i suoi ragazzi e consola un Masini in lacrime (clicca qui). È la fine di un percorso ricco di ostacoli, soddisfazioni ed emozioni strozzate proprio sul più bello. Citando una recente réclame radiofonica: “Altra ottima annata”.

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