Il terrore è il lato oscuro dell’umorismo“. Qualcuno aveva sorriso quando, dopo otto anni di assenza, la Costa Rica faceva ritorno al Mondiale in Brasile. Se l’era trovata nel girone la nostra Italia, uscendo sconfitta dallo scontro diretto. Dopo fu il terrore sul mercato per accaparrarsi i profili migliori: ad esempio, fu asta per Keylor Navas del Levante. Aveva già 27 anni nel 2014 ma lo volle il Real Madrid per il dopo Casillas. Pure Giancarlo Gonzalez, lontano dai riflettori giocando in MLS, fu messo nel mirino del Palermo e oggi ancora milita in Serie A con la maglia del Bologna.

Sempre nel 2014, anno zero del calcio costaricense visto il risultato straordinario dei quarti di finale e il titolo di assoluta rivelazione al Mondiale brasiliano, emersero calciatori come Duarte o Gamboa che avevano da poco intrapreso il percorso dal Centro America all’Europa, quella del Nord. Ce n’erano altri, come il centrocampista Celso Borges (oggi al Celta Vigo) oppure il capitano Bryan Ruiz, che avevano già un pedigree di tutto rispetto e che a loro tempo avevano raggiunto Norvegia e Belgio per fare il salto di qualità e lanciarsi nel calcio che conta.

Oggi la Costa Rica è anche il risultato di queste contingenze calcistiche e geografiche: un incredibile incrocio di calciatori nostrani, provenienti soprattutto dal Saprissa, e calciatori emigrati in giovane età dalla zona equatoriale verso i freddi scenari scandinavi o verso i coloriti panorami di Belgio e Olanda. Il tutto con pochissime improvvisazioni e nessun calciatore sotto i ventitré anni ad eccezione di Ian Smith, difensore dei norvegesi del Norrköpping e secondo giocatore più giovane alla Coppa del Mondo dopo Mbappè. Ad allenare i Ticos nella loro quinta esperienza mondiale c’è Oscar Ramirez, esordiente in una Coppa del Mondo. E ha una filosofia molto chiara: corriamo e attacchiamo, ma non dimentichiamoci mai di chiudere ogni spazio.

PORTIERI – K.Navas (Real Madrid), Pemberton (Alajuelense), Moreira (Herediano);

DIFENSORI – G.González (Bologna), Acosta (Águilas Doradas), Gamboa (Celtic), Oviedo (Sunderland), Duarte (Espanyol), Calvo (Minnesota United), Waston (Vancouver Whitecaps), Matarrita (New York City FC), I.Smith (Norrköping);

CENTROCAMPISTI – Celso Borges (Deportivo La Coruña), Bolaños (Saprissa), Azofeifa (Herediano), Tejeda (Losanna), D.Guzmán (Portland Timbers), Wallace (New York City FC), Colindres (Saprissa);

ATTACCANTI – Bryan Ruiz (Sporting), Joel Campbell (Betis), Ureña (Los Angeles FC), Venegas (Saprissa).

COME SI SCHIERA – Interessante analizzare rapidamente il gioco della Costa Rica di Oscar Ramirez, che proseguendo sui binari innestati dall’ex ct Pinto ha affrontato tutto il percorso di qualificazione schierandosi col 5-4-1. Tre centrali difensivi (Acosta, Gonzalez e Duarte) con Gamboa quinto di destra e Matarrita quinto di sinistra hanno garantito buona compattezza: lo testimoniano anche gli 11 gol subiti in sedici gare.

Il centrocampo a quattro ha vissuto anche in questo caso di alcune sostanziali certezze, come la duttilità del capitano Bryan Ruiz, esposto a giocare sia come quarto di destra che di sinistra (e all’uso anche seconda punta), e le posizioni in zona centrale di Borges e Guzman. A completare il quartetto uno tra Tejeda e Bolaños. In attacco grande bagarre per una maglia tra Joel Campbell, Venegas e Ureña.