Deserti colorati da cactus a forma di candelabro e la più grande città nel mondo in cui si parla spagnolo. Colonne, valli, spiagge e piramidi: il Messico è anche questo.

Il compito di Juan Carlos Osorio, cresciuto sotto l’egida di Kevin Keagan al Manchester City, sarà quello di valorizzare un reparto offensivo particolarmente pregiato, il tutto unito a un reparto difensivo in crescita nonostante il mancato exploit di Hector Moreno in maglia giallorossa e i 39 anni che si porta sulle spalle un intramontabile Rafa Marquez. Carlos Salcedo e Diego Reyes si giocheranno un posto nella difesa a quattro della Tricolor Mexicana.

LA STELLA – Se negli ultimi Mondiali si sono apprezzate le gesta del portiere Ochoa, oggi in Belgio allo Standard Liegi, la freccia Hirving Lozano rimane il calciatore più pericoloso ed apprezzato dalle squadre di tutta Europa. Vittorioso Lozano in patria con il PSV, in Portogallo anche l’esterno offensivo Jesus Corona ha riconquistato una Primeira Liga con la maglia del Porto, titolo che mancava da 5 anni. Rigenerato capitan Guardado: con la fascia al braccio guiderà il Messico nelle sfide contro Germania, Svezia e Corea del Sud

PORTIERI – Ochoa (Standard Liegi), Talavera (Toluca), Corona (Cruz Azul)

DIFENSORI – Salcedo (Eintracht Francoforte), Reyes (Porto), Moreno (Real Sociedad), Ayala(Tigres), Alvarez (America), Gallardo (Monterrey), Layun (Siviglia)

CENTROCAMPISTI – Marquez (Atlas), Herrera (Porto), Jonathan Dos Santos (LA Galaxy), Giovani Dos Santos (LA Galaxy), Guardado (Real Betis), Fabian (Eintracht Francoforte)

ATTACCANTI – Hernandez (West Ham), Jimenez (Benfica), Peralta (America), Corona (Porto), Vela (Los Angeles FC), Aquino (Tigres), Lozano (Psv Eindhoven)

COME SI SCHIERA – A seconda della presenza o meno del Chicharito Hernandez, la cui precisione sotto porta mantiene una percentuale positiva del 60%, la batteria di centrocampisti ed esterni si alterna: che sia 4 3 3 o 4 5 1, gli intoccabili restano Herrera ed i fratelli Dos Santos, Corona e proprio Lozano. E in tutto questo ci siamo dimenticati Carlos Vela, utilizzato con il contagocce ma possibile uomo in più per affrontare la durissima campagna di Russia. Magari un po’ in ritardo, ma non di certo in silenzio. Senza vuvuzela, con il sombrero e con il sorriso.