Prima di definirla sbarazzina, bisogna sottolineare come la nuova Inghilterra targata Southgate abbia sancito un nuovo record grazie alle sole 3 reti subite in 10 partite di qualificazione al Mondiale. Nato in un sobborgo di Londra, subentrato da interim manager ad Allardyce dopo che la nuvola nera dello scandalo si è abbattuta su Big Sam, a meno di due anni di distanza sembra aver reso gli inglesi la vera squadra da battere. Nel Gruppo G, checché se ne dica, agli inglesi fa paura solamente un Belgio pieno zeppo di stelle della loro Premier League.

I Red Lions tornano in Russia guidati da un inedito head coach: i Fab Four non sbarcarono mai in terra sovietica ma influenzarono tutto il paese con abiti neri e pantaloni skinny, il tecnico dell’Inghilterra invece scende dalla rampa di scale sfoggiando una tuta nuova di zecca. Eleganti in patria, sbarazzini al Mondiale? Comunque vada, gli inglesi vinceranno a mani basse l’Oscar per la miglior presentazione dei pre-convocati al Mondiale in Russia. Da quella lista di 25 sono stati successivamente tagliati fuori Joe Hart e Jack Wilshere.

LA STELLA – Reso un elemento imprescindibile quasi più da mister Southgate che da Pep Guardiola, il centrale difensivo John Stones ha ricoperto il ruolo di baluardo difensivo per gran parte della nuova gestione tecnica, compreso il pareggio in amichevole contro la breve Italia di Luigi Di Biagio. Fra parentesi, un tentativo non portato avanti proprio di “commissario tecnico alla Southgate”. Nella difesa a 3 dell’Inghilterra, in un modulo che richiama quello con cui gli Azzurri di Antonio Conte fecero saltare il banco contro la Spagna ad Euro 2016, Raheem Sterling affiancherà e assisterà con tutta probabilità capitan Kane al centro dell’attacco.

PORTIERI Jack Butland (Stoke), Jordan Pickford (Everton), Nick Pope (Burnley)
DIFENSORI Trent Alexander-Arnold (Liverpool), Gary Cahill (Chelsea), Kyle Walker, John Stones (Manchester City), Harry Maguire (Leicester), Kieran Trippier, Danny Rose (Tottenham Hotspur), Phil Jones, Ashley Young (Manchester United).
CENTROCAMPISTI Eric Dier, Dele Alli (Tottenham Hotspur), Jesse Lingard (Manchester United), Jordan Henderson (Liverpool), Fabian Delph (Manchester City), Ruben Loftus-Cheek (Chelsea).
ATTACCANTI Jamie Vardy (Leicester), Marcus Rashford (Manchester United), Raheem Sterling (Manchester City), Danny Welbeck (Arsenal), Harry Kane (Tottenham).
LAST NIGHT – L’ultima notte dell’Inghilterra in una competizione internazionale coincide con la terribile caduta di stile di fronte all’Islanda proprio negli ultimi Europei francesi. Quel giorno un ex giocatore soprannominato Gummi Ben, commentatore tecnico della squadra dei geyser nonché padre di quell’Albert Guðmundsson di cui apprezzeremo le gesta in questo Mondiale, perse le staffe producendosi in un poderoso discorso alla nazione islandese che fece voltare persino un incredulo Martin Keown. Una ferita ancora aperta.

COME SI SCHIERA – Scrivevamo poo sopra della difesa a 3, elemento caratterizzante per una squadra che trova negli esterni Rose e Trippier due difensori aggiunti. Paolo Di Canio non ha mai nascosto la propria stima per il primo, considerato fra i terzini più rapidi e consistenti del pianeta, il secondo è invece diventato elemento fondamentale nel Tottenham di Mauricio Pochettino. Alla fisicità di Eric Dier e Jordan Henderson potrebbero inserirsi lo strapotere tecnico di Alli e l’intelligenza di Jesse Lingard, mai così apprezzato da José Mourinho come nell’ultimo anno e mezzo. “Pronto a fare il grande salto” diceva di lui lo Special One in tempi non sospetti. Per ora è bastato qualche passo, superare la rampa di scale che separano un aereo dall’asfalto, la terraferma dal cielo nuvoloso di Londra. L’Inghilterra è sbarcata in Russia in tuta e tra i fotografi, nella terra in cui il morbo della Beatlemania si insinuò nonostante vani tentativi di sedarlo. Anche il gioco degli inglesi sarà contagioso?