Una vittoria ai Mondiali manca alla Tunisia da 40 anni, l’esperienza internazionale manca in gran parte della rosa. Le Aquile di Cartagine si presentano in Russia senza una corazzata da temere, forse indeboliti dalla brutta parentesi nel 2006 con un solo punto conquistato, sicuramente rinvigoriti dalle barrette energetiche lanciate dallo staff nei punti morti della gara, quando il gioco si ferma e la fame si fa sentire. Un metodo innovativo per svicolare di fronte al Ramadan, un segnale di come la nazionale tunisina sia pronta a tutto pur di non sfigurare al Mondiale ormai prossimo. Un mattone è recentemente caduto dal maestoso ribāṭ sulla testa dei prossimi avversari di Panama, Inghilterra e Belgio, compreso il commissario tecnico Maalouf: Youssef Msakni, attaccante dell’Al-Duhail e giocatore più prolifico del paese (25 reti in 24 partite nella stagione 2017/18) non prenderà parte alla competizione in seguito alla rottura del legamento crociato.

LA STELLA – Se Khazri e Benalouane restano i calciatori più rappresentativi, con Sliti e Ben Youssef pronti a dare spettacolo sulla fascia, un recupera palloni è necessario se si vuol cercare anche soltanto di impensierire colossi della caratura di Belgio ed Inghilterra. Ecco perché la scelta della stella ricade su Ellyes Skhiri, mediano di statura in forza al Montpellier.

PORTIERI – Mathlouthi (Al-Batin), Ben Mustapha (Al-Shabab), Hassen (Châteauroux)

DIFENSORI – Nagguez (Zamalek), Bronn (Gent),Bedoui (Étoile du Sahel), Benalouane (Leicester City), S.Ben Youssef (Kasimpasa), Meriah (CS Sfaxien), O.Haddadi (Dijon), Maaloul (Al Ahly)

CENTROCAMPISTI – Skhiri (Montpellier), Ben Amor (Al-Ahli), Chaalali (Espérance), Sassi (Al-Nassr), Khalil (Club Africain), Khaoui (Troyes), Sliti (Dijon), Srarfi (Nizza)

ATTACCANTI – F.Ben Youssef (Al-Ettifaq), Badri (Espérance), Khazri (Rennes), Khalifa (Club Africain)

COME SI SCHIERA – “Solitamente ci disponiamo con il 4 3 3” sono state le parole di Nabil Maaloul alla vigilia dell’amichevole contro la Turchia, poi pareggiata per 2-2. Lo stesso tecnico ha ammesso come nelle partite successive si sarebbe potuto vedere un cambio di modulo in difesa (un trio formato da Ben Youssef, Meriah e Benalouane), cosa che non si è vista nella sconfitta di misura contro la Spagna. Si è visto però uno Sliti in posizione di finto nueve, colpa dell’assenza già sottolineata del bomber designato Msakni, ma nonostante un centrocampo a 5 uomini le Furie Rosse hanno dominato il possesso palla per oltre il 70% della partita. L’unica certezza? Le punizioni di Khazri.