La presenza in campo del veterano Rafa Marquez, al posto dello squalificato Hector Moreno, lo lancia di diritto nella storia: superato Stanley Matthews, che nel lontano 1954 sfidò l’Uruguay in una sfida ad eliminazione diretta nel Mondiale disputatosi in Svizzera. Gran parte dei giocatori messicani si è invece presentata con i capelli ossigenati, forse per lanciare un messaggio a Neymar Junior dall’altra parte della barricata. De gustibus…

LA PARTITA – Il Messico sa come rendersi fastidioso attraverso ripartenze organizzate, il Brasile si difende con ordine ma vede El Tricolor andar vicino alla rete prima con Lozano e poi con il Chicharito Hernandez. Neymar è il più arzillo, trova risposte efficaci da parte di Ochoa e della retroguardia messicana, presente anche sulle ribattute di Gabriel Jesus e Coutinho. I primi cartellini di Rocchi sono per Alvarez e Vela, il primo tempo si chiude senza reti e la gara resta aperta.

Nella ripresa esce Marquez per la freccia tricolore Layun, ma alla Seleçao basta concretizzare due spioventi in piena area di rigore per mettere la parola fine su una pratica scomoda da archiviare. Tite lo fa con Neymar e poi con Firmino, che mette la ciliegina sulla torta a pochi minuti dal suo ingresso in campo al posto di Coutinho. La prima rete è una pepita: proprio Neymar parte dalla sinistra, si fa largo in area di rigore servendo Willian con un colpo di tacco, riceve un cross basso dall’ala del Chelsea e beffa Ochoa completando il triangolo in spaccata. Il Messico cambia punto di riferimento in attacco, Vela impegna Alisson al 62′ prima che il numero 10 brasiliano sfrutti un colpo ingenuo e provocatorio di Layun per rotolarsi a bordo campo sotto gli occhi attenti dei direttori di gara. Nessun provvedimento per l’esterno messicano, fanno invece discutere le parole pronunciate a bassa voce da Tite allo stesso Neymar: che possa avergli chiesto di perdere tempo?

La furia brasiliana prende campo, Willian acquista fiducia e Thiago Silva fa preoccupare tifosi e addetti ai lavori per un infortunio di dubbia entità. Il capitano del PSG rimane in campo, Coutinho lascia il posto a Roberto Firmino e proprio l’attaccante del Liverpool converte in gol un tiro-cross di O Ney a pochi minuti dalla segnalazione del recupero da parte di Rocchi.

La nazionale tricolore di Osorio, indiavolato in panchina, non ha davvero mezze misure. Il Messico diventa più pericoloso non appena si rende conto di aver subito la rete del cappotto ma l’ultimo tentativo scoccato da Layun trova Thiago Silva presente e sicuro. In una partita risolta nella ripresa, come contro il Costa Rica delle barricate, il Brasile conquista la qualificazione. Cinismo e congratulazioni, la Seleçao non esalta ma va avanti senza scivoloni. Ai Quarti sarà Belgio o Giappone? Vietato sbirciare.


IL TABELLINO 

BRASILE (4-2-3-1): Alisson, Fagner, Silva, Miranda, Luis, Casemiro, Paulinho (Fernandinho 80′), Willian (Marquinhos 91′), Coutinho (Firmino 86′), Neymar, Jesus. A disposizione: Ederson, Cassio, Geromel, Marcelo, Renato Augusto, Marquinhos, Danilo, Fernandinho, Fred, Firmino, Taison. Allenatore: Tite

MESSICO (4-3-3): Ochoa, Alvarez (Jonathan Dos Santos 55′), Salcedo, Ayala, Gallardo, Herrera, Marquez (Layun 45′), Lozano, Vela, Guardado, Hernandez (Raul Jimenez 60′). A disposizione: Leobardo, Gutierrez, Jonathan Dos Santos, Fabian, Layun, Raul Jimenez, Giovani Dos Santos, Talavera, Corona, Aquino, Peralta. Allenatore: Osorio

RETI: 51′ Neymar, 88′ Firmino

AMMONITI: Filipe Luis, Casemiro, Alvarez, Salcedo, Herrera, Guardado

ARBITRO: Gianluca Rocchi (ITA)


GLI HIGHLIGHTS