La partita di Rostov decreterà l’avversaria ai quarti di finale del Brasile, oggi impostosi sul Messico. Da una parte il Belgio, squadra ad aver segnato di più in questo Mondiale (9 reti), ritrova il proprio baluardo difensivo Kompany e gran parte della squadra tenuta a riposo nel big match alla camomilla con l’Inghilterra. Dall’altra parte il Giappone, che vuole ancora stupire e raggiungere l’obiettivo dei quarti di finale, mai raggiunto nella sua storia calcistica.


LA PARTITA

Il Mondiale si accende all’Arena Rostov, dove va in scena una gara tutt’altro che scontato. Il primo tempo non fa certamente sobbalzare sulle tribune ma prepara la pioggia di gol dei secondi quarantacinque minuti. La manovra belga è più spigliata, mentre la nazionale nipponica gioca soprattutto in contropiede sfruttando le corsie e la velocità di Inui e Haraguchi. La quiete prima della tempesta perché i due, l’uno con un inserimento dalle retrovie e l’altro con un tiro da fuori area, porteranno nel secondo tempo il Giappone in vantaggio. Al minuto 52′ è già doppio vantaggio per la nazionale asiatica e il Mondiale rischia di vivere l’esclusione di un’altra formazione quotata per arrivare in fondo.

L’obiettivo dei quarti di finale sembra allontanarsi per Hazard e compagni quando a squarciare il nervoso silenzio che si vive sugli spalti è un colpo di testa tutt’altro che insidioso di Vertonghen al 68esimo: la palombella è ingannevole ma Kawashima – non è la prima situazione a questo Mondiale – non si fa trovare pronto nell’occasione. Il Belgio accorcia, prende fiducia e coglie i frutti del primo dei due cambi che Roberto Martinez si giocherà al 65esimo: Marouane Fellaini.

La sua incornata in area di rigore vale la rete del pareggio belga al 72′ di gioco, quando ancora mancano poco meno di venti minuti alla fine. Poco a poco la spinta delle due squadre si affievolisce, il Giappone si ributta avanti ma ormai a recupero inoltrato – e la terza sostituzione non sfruttata da nessuno dei due allenatori – i supplementari sembrano la deriva più probabile. E invece a pochi secondi dalla fine del quarto minuto un contropiede orchestrato da De Bruyne e smistato sulla destra per Meunier trova pronto a centro area Chadli, l’altro uomo che Roberto Martinez inseriva al 65esimo. L’Arena Rostov di fede belga esplode per un gol che vale i quarti di finale contro il Brasile.

Eguagliato il risultato del Mondiale 2014 quando i Diavoli arrivarono ai quarti di finale. Manca l’appuntamento con la storia il tecnico giapponese Akira Nishino: Giappone che esce a testa alta, con un piede al turno successivo per quasi venti minuti e poi crollati sotto i colpi della rappresentativa più prolifica della Coppa del Mondo. Che dovrà però fare attenzione a regolare la propria difesa.


IL TABELLINO 

BELGIO (3-4-3): Courtois; Alderweireld, Kompany, Vertonghen; Meunier, Witsel, De Bruyne, Carrasco; Mertens, Lukaku, E.Hazard. A disposizione: Vermaelen, Fellaini, Mignolet, Casteels, T.Hazard, Tielemans, Dembelè, Januzaj, Boyata, Batshuayi, Dendoncker, Chadli. Diffidati: Vertonghen, De Bruyne, Meunier, Tielemans, Dendonkcer. Allenatore: Roberto Martinez.

GIAPPONE (4-4-2): Kawashima; H.Sakai, Yoshida, Shoji, Nagatomo; Hasebe, Shibasaki; Haraguchi, Kagawa, Inui; Osako. A disposizione: Ueda, Honda, Endo, Okazaki, Usami, Higashiguchi, Muto, Yamaguchi, Ohshima, Makino, G.Sakai, Nakamura. Diffidati: Kawashima, Inui, Makino, Hasebe. Allenatore: Akira Nishino.

RETI: 48′ Haraguchi, 52′ Inui, 68′ Vertonghen, 72′ Fellaini, 90’+4′ Chadli

AMMONIZIONI: Shibasaki (G)

ESPULSIONI: nessuna

ARBITRO: Malang Diedhiou (Senegal)


GLI HIGHLIGHTS