Semifinali Mondiali all’insegna dei gol, delle poche reti subite e di una spina dorsale che funziona, adattandosi ad ogni sollecitazione. C’è chi tra Francia, Croazia, Belgio ed Inghilterra arriva più temprata allo scoglio delle semifinali, l’ultimo che divide dalla finale, tuttavia regna un grande equilibrio nell’economia delle due sfide.

re del gol sono i Diavoli del Belgio con 14 reti in tutta la competizione e Lukaku capocannoniere (4 reti). Seguono Inghilterra (11 reti), Croazia (10) e Francia (9). In totale, si parla di 44 reti delle 157 complessive siglate fino ad ora in questa Coppa del Mondo, quasi un terzo del totale (28%).

Un dato che sottolinea ancora una volta l’importanza di segnare, di avere nel proprio reparto avanzato i Lukaku, i Kane, i Griezmann, i Manduzkic. E di far loro corrispondere un buon assetto difensivo e portieri di spessore. Alcuni sono piacevoli scoperte, come il giovane inglese Pickford, mentre altri sono assolute certezze: si pensi a Hugo Lloris, capitano nel Tottenham e pure in Nazionale francese, oppure a Thibaut Courtois, un’estate fra calciomercato e Mondiale. E poi ancora al croato Subasic, fra i quattro portieri rimasti in corsa quello ad aver subito meno reti a Russia 2018 (3).

Questa sera si accendono i riflettori su Belgio-Francia, partita che metterà di fronte lo stratosferico potenziale offensivo belga e la solidità e maturità francese. Il Belgio, che ha come miglior piazzamento il quarto posto di Messico ’86, è più spregiudicato, con la sua difesa a tre capace di rispolverare un mastino un po’ acciaccato come Kompany e affiancargli Alderweireld e Vertonghen, diventato calciatore con più presenze in nazionale belga della storia, e con la sua rapidità e inventiva sugli esterni di centrocampo e d’attacco.

La Francia, dal canto suo, ha subito solamente quattro reti esattamente come Croazia e Inghilterra e può vantare, con Giroud affiancato da Mbappè e Griezmann, uno degli attacchi più pericolosi e letali della competizione, specialmente se lasciato in campo aperto. Potrebbe essere anche questa una chiave di lettura della partita: la velocità francese, di pensiero e di gamba, contro l’esplosiva staticità del Belgio, anch’esso pericoloso nelle ripartenze e squadra che ha concluso di più in porta fra quelle rimaste in corsa. In casa belga si viaggia ad una media di 17 tiri in porta a partita.

Domani sarà il turno di Croazia contro Inghilterra. Alla nazionale croata il compito di fare meglio di Francia ’98, quando conquistò il quarto posto: l’accesso ad una storica finale le garantirebbe di ritagliarsi uno spazio nell’Olimpo del calcio nell’annata della piena maturità calcistica. Un esame importante a cui si sottoporranno in tanti, da Modric in corsa per il Pallone D’Oro a Rakitic passando per Mandzukic, Subasic, Vida, Lovren, Perisic.

Dall’altre parte della barricata la meglio gioventù d’Oltremanica. Una nazionale giovane, schierata difensivamente a tre ma capace di accorciarsi e difendersi da squadra guidata dal timoniere Southgate, allenatore con poche primavere ma molto pelo sullo stomaco. Ha creduto in profili come Ashley Young e Pickford, ha responsabilizzato Harry Kane e la difesa, ha dato un rilievo notevole nel suo gioco a quei giocatori che nei rispettivi club avevano ben figurato, da Lingard a Trippier sino al finalista Champions Jordan Henderson. Oggi questa nazionale ha ritrovato la semifinale mondiale dopo 28 anni, dopo Italia ’90, e fa sognare tutta l’Inghilterra al suono di “it’s coming home“.