La domanda reale che circondava Inghilterra e Croazia era se l’ora di extra time giocata dalla nazionale croata fra ottavi e quarti di finale avrebbe influito nell’economia della gara. La nazionale di Zlatko Dalic, temprata da una doppia lotteria dei rigori contro Danimarca e Russia, affrontava un’Inghilterra che avrebbe potuto ritrovare la finale del Mondiale dopo 28 anni.


LA PARTITA

Le squadre, in semifinale, hanno ormai la loro fisionomia e difatti né Dalic né Southgate cambiano alcunché rispetto alle precedenti gare. Troppo importante il traguardo della finale, talmente importante che Dele Alli si conquista scappando fra le linee la punizione che al 4′ di gioco permetterà all’Inghilterra di passare in vantaggio. Trippier pensa bene di accendere subito i riflettori sul “Luzhniki” segnando su punizione dal limite dell’area, il nono centro su calcio piazzato per la nazionale inglese in questo Mondiale. Conclusione pennellata dove Subasic non può arrivare.

La reazione croata non è veemente: l’Inghilterra gioca col consueto 3-5-2 e si stringe quasi interamente nella propria metà campo agendo in ripartenza e creando le maggiori problematiche sui calci d’angolo che seguiranno la rete del vantaggio. La partita piuttosto prende la direzione del grande agonismo e della grande fisicità, con più scontri di gioco punti dall’arbitro turco Cakir.

Servirà l’intervallo a rianimare gradualmente la Croazia, graziata peraltro da un palo clamoroso da pochi passi di Harry Kane. La nazionale croata non è certo travolgente nella manovra, tuttavia mantiene un equilibrio sia nel risultato sia nella disposizione in campo che le permette di trovare a centro area sempre ben piazzati sia gli esterni che l’unica punta Mandzukic. Blindato invece Kane da un difensore come Lovren che più di una volta ha dovuto marcarlo in Premier League. Secondo lo spartito del gioco sugli esterni quando non c’è margine per spingere per vie centrali, ecco che arriva il gol del pareggio al 68esimo: Vrsaljko fa partire un traversone che attraversa tutta l’area prima di trovare la zampata vincente di Perisic, che non centra il raddoppio per colpa del palo solo un paio di minuti più tardi.

Il legno colpito ridà vigore alla nazionale croata, l’Inghilterra si impaurisce e, al 74′, sostituisce Sterling inserendo Rashford: un cambio più di inerzia e abitudine che non per andare a scalfire la difesa croata. Dall’altra parte c’è chi di cambi se ne gioca ancora meno, ovvero sia zero. Dalic infatti, che sia anticipatamente o per strategia, decide di giocarsi tutti i quattro cambi a disposizione nel supplementare, il terzo consecutivo dopo quelli vissuti contro Danimarca e Russia.

I SUPPLEMENTARI 

Dalic in preda ad una ponderata amnesia non si gioca nessuna sostituzione, eccezion fatta per l’inserimento di Pivaric al posto di Strinic infortunato. Prima sostituzione al 95esimo di gioco, seconda al minuto 101′ quando l’ammonizione appena rimediata da Rebic è troppo pesante perché lo si mantenga in campo. Al suo posto dentro Kramaric, l’uomo che aveva rimesso in equilibrio la gara contro la Russia.

L’Inghilterra sa della freschezza presente sulla panchina croata e spinge immediatamente sull’acceleratore senza trarne vantaggi, ma la più grande chance del primo tempo supplementare capita sui piedi di Mandzukic nel recupero. Pickford non si tira indietro e su un cross teso dalla sinistra intercetta in uscita il pallone deviato dal centravanti della Juventus. Impatto duro, intervento decisivo.

Ancor più duro il sinistro con cui lo stesso Mandzukic punirà una disattenzione difensiva inglese al minuto 108′: a dodici minuti dal termine, col latte alle ginocchia e un clima surreale, la Croazia ribalta la gara tenendo quattro cambi nei supplementari e ipoteca così la finale. Non basta l’orgoglio inglese a rimandare tutto alla lotteria dei rigori: prima finale della storia per la nazionale croata, molto “italiana” nel tabelloni dei marcatori e violenta come il suo irriducibile uragano Mandzukic. It’s coming home” è invece un coro che si affievolisce: in palio per l’Inghilterra rimane solo il terzo posto contro il Belgio.


IL TABELLINO 

CROAZIA (4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic (95′ Pivaric); Rakitic, Brozovic; Rebic (101′ Kramaric), Modric (117′ Badelj), Perisic; Mandzukic. A disposizione: Livakovic, Corluka, Kovacic, Kramaric, L.Kalinic, Jedvaj, Bradaric, Caleta-Car, Badelj, Pjaca, Pivaric. Allenatore: Zlatko Dalic.

INGHILTERRA (3-5-2): Pickford; Walker (111′ Vardy), Maguire, Stones; Trippier, Lingard, Henderson (97′ Dier), Dele, Young (90′ Rose); Sterling (74′ Rashford), Kane. A disposizione: Rose, Dier, Vardy, Butland, Welbeck, Cahill, Jones, Delph, Rashford, Loftus-Cheek, Alexander-Arnold, Pope. Allenatore: Gary Southgate.

RETI: 4′ Trippier, 68′ Perisic, 108′ Mandzukic

AMMONIZIONI: Walker (I), Mandzukic (C), Rebic (C)

ESPULSIONI: nessuna

ARBITRO: Cuneyt Cakir (Turchia)


GLI HIGHLIGHTS

in aggiornamento