Alla ricerca del cinismo verso la battaglia finale

Foto TanoPress

Quella su cui invitiamo i nostri lettori a cliccare è la classifica alla fine del girone d’andata: il Genoa si trovava al 13° posto con 20 punti (5 vittorie, 5 pareggi e 8 sconfitte), 18 reti fatte e 22 subite. Dopo pressoché un altro girone, disputate altre diciassette partite, la situazione in casa rossoblu è sostanzialmente diversa.

Oggi la classifica ci racconta di un Genoa quintultimo con 33 punti, con soli 13 punti conquistati negli ultimi sei mesi e un numero di reti fatte e subite nell’arco del girone di ritorno che non può essere spacciato per positivo. Dalla trasferta di Cagliari (4-1) all’ultima sconfitta di Palermo, il Genoa ha segnato solo 13 reti, subendone addirittura 38 (2,3 a partita) e marcando nettamente il solco tra una prima parte di stagione più che positiva e una seconda decisamente negativa. In totale poi sono 34 i gol del Vecchio Balordo in questo campionato, quinto peggiore attacco del torneo.

Oggi vogliamo mettere in luce proprio il dato che evidenzia la difficoltà del Genoa ad andare in gol, se non altro perché ha fatto sì che il Vecchio Balordo si presenti adesso come la peggiore squadra in assoluto del massimo campionato per differenza tra punti fatti nel girone d’andata e punti conquistati in quello di ritorno (23 contro 10 con un dato equivalente a -13). Le possibili motivazioni? Non staremo qui a riannodare i fili tortuosi di questa stagione, ma metteremo in evidenza una delle cause “di campo” che possono aver accentuato questa situazioni di classifica: la scarsissima vena realizzativa, che fa storcere il naso e rammaricare visto che l’alchimia tra chi deve servire i palloni agli attaccanti e gli attaccanti stessi la si è vista – a corrente alternata – e se ne è goduto.

Ripercorriamo dunque le reti rossoblu nel girone di ritorno:

  • 20° giornata (Cagliari-Genoa 4-1): bellissima trama di gioco tra Edenilson e Cataldi, con il primo che scodella in area un morbido cross per l’accorrente Simeone. Genoa in vantaggio al “Sant’Elia” con un bellissimo gol;
  • 21° giornata (Genoa-Crotone 2-2): assist millimetrico di Cofie per Simeone, che incrocia e porta in vantaggio il Genoa; il Crotone pareggia con Ceccherini, il Genoa ripassa in vantaggio su rigore calciato da Ocampos;
  • 22° giornata (Fiorentina-Genoa 3-3): prima del rigore che porterà al pareggio finale (gol di Simeone, ndr), il Genoa recupera un doppio svantaggio con le reti di Simeone e Hiljemark, entrambe assecondate da assist di Taarabt;
  • 26° giornata (Genoa-Bologna 1-1): Ntcham toglie un bel po’ di castagne del fuoco ai rossoblu con un potentissimo tiro di destro dai 25 metri. In extremis il Genoa pareggi contro il Bologna al “Ferraris”;
  • 27° giornata (Empoli-Genoa 0-2): partita che inizia ad essere importante per la classifica e per la lotta salvezza, tanto che rimane in bilico sino al 75′ quando ormai vi è la certezza della sconfitta del Palermo a Torino. Ntcham e Hiljemark trovano nell’arco di cinque minuti la via del gol e assicurano al Genoa tre punti d’oro prima del derby di ritorno;
  • 32° giornata (Genoa-Lazio 2-2): la partita che segna il ritorno di Juric sulla panchina del Genoa porta con sé il ritorno al gol dei rossoblu dopo quattro turni di digiuno. Prima Simeone, poi Pandev, entrambi di testa, fanno illudere il Genoa di poter portare a casa tre punti. Le loro sono rispettivamente la decima e l’undicesima rete del girone di ritorno rossoblu;
  • 34° giornata (Genoa-Chievo 1-2): un Genoa double face perde al “Ferraris” contri un modestissimo Chievo. A segno andrà ancora Pandev con un bel tiro di sinistro con azione che si sviluppa sull’asse di sinistra;
  • 35° giornata (Genoa-Inter 1-0): terza rete consecutiva in casa per Pandev, che sembra poter assicurare al Genoa un bello scatto verso la salvezza e la tranquillità. Terza rete di Pandev in questo campionato.

Analizzando questa breve tabella, che per altro dovrebbe far riflettere molto sul fatto che dalla 23° giornata in poi sono stati segnati, dal Genoa, soltanto 7 gol, esattamente uno ogni due partite, sono ben evidenti due momenti di totale blackout da parte della formazione rossoblu. In particolare quello tra la 23esima e la 25esima, in cui il Genoa perde con Sassuolo, Napoli e Pescara e subisce otto gol senza segnarne alcuno, e quello ancor più lungo tra la 28esima e la 31esima, durante il quale mister Mandorlini esaurisce la sua spinta in fatto di punti e perde consecutivamente, senza segnare, contro Sampdoria, Milan, Atalanta e Udinese (10 gol subiti, ndr).

Nella foto (clicca sopra per ingrandire), il numero di reti segnate in casa e in trasferta dalle 20 squadre di Serie A. A destra la differenza tra quelle esterne e quelle interne, che per il Genoa vale -10 (foto tratta da Football.it)

Che poi si tratti di partite condizionate anche dagli errori di reparto o dei singoli, quello è fuor di dubbio e ne abbiamo già ampiamente dibattuto nell’editoriale di mercoledì (clicca qui per leggerlo). Quel che è altrettanto evidente però è che non sono state ponderate a dovere neppure altre variabili, come la soluzione di far giocare insieme Pinilla e Simeone, voluta da Mandorlini ma destinata a far pestare i piedi ai due centravanti azzerandone la prolificità sotto porta, oppure quella di produrre una efficace compattezza difensiva per giocare di ripartenze. Il tutto condito da una perdita di certezze, da far risalire a quel “disgraziato” Genoa-Palermo, che ha condannato la squadra rossoblu a non ritrovare più una sua idea di gioco, quella di inizio stagione, che applicata ad almeno due o tre delle partite riportare qui sopra, nei cosiddetti “periodi di blackout”, avrebbe senza dubbio assicurato almeno qualche punto in più. Si vedano quantomeno le partite con Sassuolo, Pescara e Sampdoria.

 

La conclusione resta sempre la stessa: domenica servirà gettare il cuore oltre l’ostacolo. I dati, tutt’altro che piacevoli da leggere e commentare, possono sempre avere un risvolto positivo: a leggerli si dovrà sentire forte il desiderio di rivoltarli tutti. A leggerli e rileggerli, si capirà che qualcosa non ha funzionato, ma che esistono effettivamente 90′ minuti per ribaltare il tavolo delle statistiche come si farebbe nel far west se vi rubassero i dadi con cui state giocando. Il contorno ci sarà e si farà sentire, e la pressione sarà per i rossoblu ma pure per i granata, che tra una dichiarazione e l’altra hanno riesumato una vicenda , quella del 2009, che uno di casa come Marco Rossi ha presto spento. Domenica bisogna rivoltare la stagione: non sono ammessi blackout!