Non è la prima volta che sentiamo Aldo Agroppi, i cui pareri taglienti raccontano in maniera differente il calcio e il suo contorno. Nel senso che viverlo con quella vena un po’ omertosa non ha mai troppo senso. Siamo andati a riascoltarlo per via telefonica per rifare un po’ il punto della situazione, anche alla luce del fresco sorteggio dell’Italia per gli spareggi mondiali che la metterà contro la Svezia. Ecco la nostra intervista all’ex centrocampista e allenatore.
Ma possibile che l’Italia debba avere paura della Svezia per uno spareggio mondiale?
“Paura bisogna averla di tutte le squadre. Ma più che paura bisogna avere un senso di rispetto perché in passato abbiamo visto squadre perdere lo scudetto all’ultima giornata di campionato. Dunque rispetto, convinti però che siamo più forti della Svezia, che non avrà neppure Ibrahimovic. Bisognerà prendere la partita con la giusta considerazione visto che la palla non rimbalza sempre nello stesso posto: a livello di logica dico che non ci è andata male”.
Sull’andamento del campionato sino a questa ottava giornata?
“Stamattina (ieri, ndr) ho letto un’intervista di Sarri e ha pienamente ragione: è una vergogna che una squadra forte come il Napoli, che va rispettata, debba giocare in una settimana con la Roma, col Manchester e poi con l’Inter. E’ una cosa vergognosa: non si può in una settimana far giocare tre partite così importanti. Oggi (ieri, ndr) è già martedì, si torna di notte ed è già mercoledì: poi si deve giocare sabato. E allora il tempo di
Conto 17 italiani su 66 giocatori schierati negli ultimi tre big match (Roma-Napoli, Inter-Milan e Juventus-Lazio). Non sono un po’ pochi – e sempre gli stessi – per poterci tirare fuori materiale nuovo per la Nazionale?
“La Lega si preoccupa più della VAR, di queste cazzate. La VAR è materia da ridere e ci sta facendo andare avanti a macchinette. Ce ne accorgeremo più avanti, tra un po’, quando si incroceranno le grandi del campionato per giocarsi lo scudetto. Servono regole chiare che ad oggi non ci sono. Si parli di cose vere: di tempo effettivo, ad esempio, così che le squadre giochino tutte lo stesso tempo. Se al lunedì vai a vedere la durata di una gara, a
Del resto è tutto un “arruffìo”, come si dice dalle mie parti. Insomma, una confusione. Mi sono disamorato: il calcio è peggio della politica e non c’è più divertimento. Il gioco non si vede, in tv c’è l’opinionista che dice cose che non hanno senso per un’ora e mezza, il telecronista – che come dice la parola dovrebbe fare la telecronaca – che invece fa l’opinionista. Non ci si lascia un attimo in pace: ma volete farmi giudicare da me? Un opinionista deve dire cose che io non vedo se vuol fare l’opinionista. Ma se non si è capaci di farlo, a cosa serve? Ci vuole anche temperamento, polemica, entrare nell’azione con una voce più accentuate. Non fate un mestiere se non siete capaci di farlo! Io la seconda voce, nel Novanta, l’ho fatta con la Nazionale: ma avevo un temperamento e un senso polemico diverso e cambiavo il tono in base alla circostanza. Oggi non lo farei più perché romperei l’anima ai telespettatori”.
Ci eravamo lasciati un mese e mezzo fa, ci ritroviamo con un Napoli in testa alla classifica, una Inter che latita nel gioco ma è seconda e una Juventus che cade ancora contro la Lazio. Come vede le tre in testa alla classifica? Secondo lei è finito il ciclo bianconero?
“Credo che oggi la squadra più avvantaggiata sia l’Inter, che ha una società forte alle spalle, una buonissima squadra, un allenatore navigato e non ha le coppe: tra le prime tre, lì dentro, la vedo favorita. Ne indovino parecchie, ma questa è solo una valutazione che faccio: del resto mancano ancora trenta giornate al termine. Sapete quante cose succedono tra rigori sbagliati, rigori dati ma inesistenti, professionalità dei giocatori che un allenatore ha a disposizione e altro. Non so cosa succederà. La Juventus è chiaro che oggi non ha grandi risorse, anzi ha speso troppo e male. Così anche il Milan che ha fatto degli acquisti incredibili e ha il povero Montella, che si ritrova 30 giocatori nello spogliatoio. I presidenti non ci sono perché sono sempre in Cina: Montella l’hanno messo in imbarazzo ancor prima di incominciare: quando arriva a fare la formazione è un rompicapo. Dovrebbe avere la forza di dire che gli bastano venti giocatori”.