Si aprono le porte di Villa Rostan per raccontare la vigilia di Chievo-Genoa. Alle ore 10,30 ha parlato mister Ballardini per presentare la gara del “Bentegodi”, seconda trasferta consecutiva per il Grifone, che ha una media percentuale del 67% di punti fatti lontano dalla Liguria. Presente in conferenza stampa anche un giornalista di beIN Sports.

A Verona per dare continuità alla preziosissima e importante vittoria con la Lazio?

“A Verona ci aspettiamo di dare continuità ancor di più alla prestazione, fatta di tante cose buone. Servirà una grande prestazione, con molta serietà, attenzione e tantissima umiltà. Per fare una grande prestazione serve questo”.

Capitolo formazione: ha qualche dubbio o squadra che vince non si cambia?

“Siamo partiti in un modo, abbiamo finito in un altro come spesso ci succede. Abbiamo allenamento questa mattina, ma non dovrebbero esserci grandi cambiamenti. Gli assenti? Sono quelli che si sanno, da Taarabt a Rosi. Poi ci sono Izzo, Veloso, Rossi (e Rossettini sarà squalificato, ndr). L’unico più vicino al recupero in vista dell’Inter è Adel Taarabt, che martedì dovrebbe riprendere ad allenarsi con la squadra. Rossi ne avrà ancora per un paio di settimane”:

Il rischio col Chievo è di prenderla sotto gamba?

“Sotto gamba non si prende nulla. Magari ci sono partite che ti vengono meglio, altre meno bene. Il Chievo è squadra educatissima e serissima e sono sempre in controllo della situazione. Negli ultimi mesi hanno avuto qualche giocatore importante non disponibile. È squadra che insegna a tutti, soprattutto a quelle formazioni che vogliono vivere serenamente in Serie A. In questo sono maestri.

Da tanti anni fanno con responsabilità e consapevolezza questo campionato e hanno sempre un mix di esperienza e giovani che sono alle prime esperienze in Serie A. Mi viene da dire che sono un punto di riferimento per gestione tecnica e umana. Il pericolo maggiore è il fatto che vengono da un periodo difficile. Recuperano giocatori importanti e saranno motivati a fare una grande partita. Sarà difficile”.

Come ha visto i nuovi?

“Si allenano molto bene. Credo che abbiano delle qualità importanti. Vogliono dimostrare ed essere d’aiuto al Genoa. El Yamiq? È convocato. Adesso magari è un po’ stanco per le partite fatte nell’ultimo periodo: l’ultima l’ha fatta domenica. Si è allenato due volte con noi e mi sembra un acquisto azzeccato per le sue qualità. Ancor prima delle qualità comunque mi sembra un ragazzo bello pulito, che ha entusiasmo ed è contento di essere qui con noi. Sono contento”.

Come viene inserito El Yamiq nel modulo della squadra?

“È un difensore centrale. Nella nostra disposizione penso possa ricoprire tutti i ruoli, probabilmente più a suo agio da centrale di destra. In Nazionale ha sempre giocato con quattro difensori. Se col suo arrivo in questa stagione il Genoa potrà giocare a quattro in difesa? No, il Genoa di questa stagione non può giocare con quattro difensori. Troppe le caratteristiche forti dei giocatori che abbiamo in rosa per pensare di giocare in altro modo. Sono qualità così forti che penso sia molto difficile giocare diversamente”.

Cosa si aspetta dal Chievo, lo stesso atteggiamento che il Genoa ha avuto con la Lazio lunedì scorso?

“La loro caratteristica, soprattutto a Verona, è quella di aggredirti da subito: è proprio una loro prerogativa. Dovremo essere molto bravi nel senso di essere pronti fin da subito alla reazione, a controbattere. Ci saranno certamente in loro furore, voglia e ferocia nel voler fare la partita e indirizzarla dove vorranno loro. Sarà difficile per tanti motivi, ma il Genoa di partite difficili ne ha fatte tante superando tutte le difficoltà. Chiaro che dobbiamo saperlo che esistono queste insidie”.

Lo dicono anche i calciatori: quella col Chievo sarà partita più difficile che con la Lazio?

“Mi fa piacere lo dicano anche i ragazzi, ma alle parole devono seguire i fatti. A parole siamo consapevoli che sia difficile, ma poi conta quello che si fa. Anch’io posso dire tante cose belle ma poi mi alleno con l’atteggiamento sbagliato, sono disattento e in certi momenti un po’ superficiale anche se non vorrei esserlo. Importa più ciò che si dimostra che ciò che si dice. Sono ad ogni modo d’accordo. Abbiamo una squadra seria.”

Sta seguendo il Festival di Sanremo?

“Ogni tanto mi addormento, tirano fino a tardi. Mi piacciono specialmente le canzoni di Avitabile e Ron”.

La coppia Galabinov-Pandev è la formula giusta là davanti dopo tante ricerche?

“No. Quella è una coppia che è stata brava a Roma con la Lazio, ma poi sono entrati Medeiros, Bessa e hanno fatto bene. Anche Lapadula quando ha giocato ha mostrato l’atteggiamento giusto e ha fatto bene. Sbagliato pensare che con quei giocatori sia giusto e con altri no”.

Più punti in trasferta che in casa per questo Genoa: c’è un motivo?

“Per me è abbastanza causale questo aspetto. Il nostro atteggiamento in casa e fuori vuole essere lo stesso”.

All’Olimpico non è passato inosservato come in ogni ripartenza si facesse male alla Lazio: quanto sarà importante far vedere nuovamente questo aspetto anche contro il Chievo?

“Saranno importanti col Chievo la compattezza e la voglia di correre, di attaccare la porta con tanti giocatori come ha fatto il Genoa. Sarà importante gestire il pallone e non dare loro la possibilità di prenderci allo scoperto. Quando recuperi la palla in alcuni settori del campo dove gli altri sono un po’ scoperti, perdendo dei giocatori, è importante attaccare forte e attaccare la porta e lo spazio. Farlo non solo con la palla ma anche con la corsa negli spazi”.

Quanto dovrà essere paziente il Genoa? 

“Più che paziente dovrà avere attenzione ed umiltà, unita alle idee ed alla qualità, nel coprire sempre bene tutto il campo. Ci vorranno attenzione, serietà ed unità. Più che pazienza ci vuole tanta, tanta umiltà nel fare le due fasi di gioco con serietà e qualità. Ma la parola giusta da usare penso sia: umiltà.”

DI SEGUITO L’AUDIO DELLA CONFERENZA STAMPA DI MISTER BALLARDINI